Pagine
▼
sabato 15 ottobre 2016
Piccoli addii
Amiche care, amici,
la stagione, questo autunno che può essere splendente, all'improvviso - basta una folata di vento a l'atmosfera si rischiara - è la stagione degli addii, delle ombre precoci, delle piogge lunghe e insistenti, del freddo dentro.
È la stagione in cui le assenze, le lontananze, gli abbandoni, pesano di più sull'anima e sul cuore.
Ci si trova a meditare sul senso di queste mancanze, di queste relazioni perdute, o anche di questo tempo, il tempo dell'assenza, sottratto alle nostre relazioni affettive e d'amore. Quanto tempo, quante ore e giorni, preziosi giorni della nostra vita, giorni che una volta consumati non torneranno più, sottraiamo, neghiamo al contatto, al dialogo, alla vicinanza, alla consolazione con le persone che amiamo? E tutto per banali, a volte grevi, a volte anche futili "impegni" della vita?
Amiche dilette e amici, vi lascio a queste mie riflessioni - scritte in Fabbraio, ma che ben si prestano a questo periodo - con nostalgia e con amore.
M.P.
Piccoli addii
Quale questa incomprensibile
stagione di morte.
E quelle tali incomprensibili
assenze. E l'ombra sfocata
dell'abbandono.
E il tradimento,
il più estremo, imperdonabile,
quello del sentimento.
Gli addii, insignificanti
piccoli addii, uno a uno,
formano sedimenti,
scabre pieghe sul fondo
della memoria.
Il tempo si accumula al tempo
come una pioggia salina,
scorrendo, consuma l'alveo
del più tenace granito,
del più sontuoso alabastro,
approfondendo la gola
fino a farne una forra
impenetrabile, angusta.
La corrente impetuosa
oppure lenta e motosa
muta la roccia
in fina sabbia.
Una sabbia così vergine
del tutto ignara d'ogni malizia,
è segno del tempo
per quanto essa scorre
da un'ampolla e l'altra
della nostra clessidra.
Instancabile sabbia
che nel tempo,
costretta dal vento,
erode il tempo che ancora rimane.
Coloro che abbiamo
più amato in questo tempo
tradiscono o svaniscono
lasciandoci vuoti e desolati
come teschi scavati
in un deserto di sale.
L'assenza come più della morte,
la desolazione del cuore
più di qualsiasi lutto,
il nostro vivere è una lotta -
quanto sanguinosa! -
e quanto vana! -
per non morire soli.
Marianna Piani
Milano, 22 Febbraio 2016
.
Marianna,tutto bene ? Ti leggo con una discontinuità che non ti è solita.Scusa se mi impiccio delle tue cose ma mi preoccupo per le persone cui voglio bene.Rossella
RispondiElimina