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martedì 5 febbraio 2013
Miele di Tiglio
Amiche care e amici, questa direi è, semplicemente, una poesia d'amore. Ispirata dal ricordo e dalla suggestione di un attimo di abbandono.
In verità la "genesi" di questa composizione è molto semplice, quasi banale. Me ne stavo tutta sola a sorseggiare il mio tè del mattino quando mi cadde l'occhio sul barattolo di Miele che avevo davanti (io nel tè metto sempre un poco di miele, mai zucchero) e mi resi conto che aveva quasi esattamente il colore dei capelli della persona che poi evoco dai miei ricordi in questa lirica. Da qui è scaturita una catena di sensazioni, di memorie, con un meccanismo del tutto spontaneo. L'amore è qualcosa che investe tutti i nostri sensi e li travolge. Li fonde in un'unica onda che ci pervade fino ad annullarci e a confonderci in essa…
Dedico questi versi a tutti voi, amiche e amici, come sempre con amore…
M.P.
Miele di Tiglio
È il colore dei tuoi capelli:
è il lago dolcemente ondulato
in cui affogo le dita
per turbare lo sguardo
del sole al tramonto
che s'attarda a specchiarvisi
come un fulgente Narciso.
Odorosi di miele
e di tiglio sono, lo giuro,
i tuoi capelli,
quando mi avvicino
per posarvi le labbra
e respirarne le fragranze:
mi inebria sentirmi aderire
le labbra
a quei fili di seta iridescenti
fini come raggi d'aurora.
E del tiglio e del miele
- credetemi! - hanno il sapore,
i tuoi capelli,
quando ne stringo una ciocca
tra i denti, per gioco
- tu ridi, travolta d'allegria,
senz'alcuna malizia,
nè innocenza -
per assaporare
ogni loro essenza.
Del miele hanno
il moto pigro
l'andamento denso
i tuoi capelli pigri, sinuosi,
e del tiglio hanno la voce
e il sibilo lieve
quando il vento
li gonfia e agita e frusta
come la lunga chioma
d'un salice immenso
d'Oriente.
Del tiglio, mia cara,
ha la nobiltà,
del miele ha la luce
e la traslucenza
l'impalpabile vellutata buccia
di pesca che ti copre le gote,
pronta ad accogliere
il tepore di ogni mio
appassionato bisbiglio.
Del miele infine
e del tiglio, amor mio,
ha colore, e sapore,
e profumo, e suono,
e il morbido tatto
il riposto prato
che febbrile con le dita percorro
ricercando quello scrigno segreto,
ricolmo di gioie e di gemme.
Riposerà il mio corpo
come morto
consumato d'ardore
sopra quella ambrata zolla,
ardente, palpitante,
fragrante, dolce,
avvolgente:
odorosa
di miele di tiglio.
Milano, 9 Gennaio 2013
Marianna Piani
E come sempre meravigliosa ...
RispondiEliminaGrazie mia cara, per questo commento, breve ma so che, da te, è sentito.
EliminaQuesta composizione è stata un poco trascurata dalle mie lettrici e lettori, e un poco me ne dispiace, perchè per me è una composizione molto importante. Quasi una confessione. E sono felice che tu ne hai colto il senso, di profondo amore.
Grazie, ancora grazie.
Tua
Marianna