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mercoledì 23 ottobre 2013

Ritratto di figura


Amiche dilette, amici,
Mi piace, di quando in quando, dedicarmi al ritratto. Si vede che è l'influenza della mia prima professione: io in fondo sono una "lavoratrice dell'immagine" nella mia vita di ogni giorno, e penso che questo si riscontri un poco nella mia scrittura. E il ritratto poi è un genere "nobile" dell'arte figurativa che io adoro, da sempre. Non lo pratico realmente nel lavoro, in realtà, poiché io sono una illustratrice "cartoon" e grafica, e non una pittrice, ma mi "sfogo" quando posso nella scrittura.
A volte si tratta di ritrattini "dal vero", una specie di "life drawing" di persone che mi vivono accanto. A volte invece sono ritratti della memoria, in cui il soggetto non è più fisicamente presente, per un qualunque motivo, nella mia vita. In altre occasioni infine, come in questo caso, si tratta di ritratti "immaginari" in cui il soggetto è una persona di cui magari conosco poche immagini, forse anche nessuna, ma ne conosco invece bene il pensiero, le parole, i racconti.
La parola, espressione del pensiero e dell'emozione, è così potente, e i ritratti che ne risultano non sono meno verosimili e somiglianti di quelli ripresi direttamente dal vero.
Mentre nel ritratto dipinto prevale la materia, il colore, e l'abilità di piegarla e modellarla alla propria sensibilità, nella scrittura si plasma la sensibilità stessa, l'impressione e l'emozione sono tradotte direttamente in concetti e immagini.
Proprio per questo mi piace questo esercizio, per quanto difficile e rischioso sia (come del resto lo è ogni forma di ritratto, in ogni forma di espressione artistica), e mi ci dedico sempre con passione. E di solito le persone così ritratte ci si riconoscono, ritrovano tratti non tanto del loro aspetto, quanto della loro personalità.

Scritta di getto, questa composizione, a suo tempo indirizzata e dedicata a Simona, che l'ha ispirata, ora la condivido con voi, amiche care e amici, come sempre, con amore.
M.P.



Ritratto di figura

 

Non è difficile cogliere
con gli occhi del pensiero
lo sguardo, il volto d'una amica
anche se inaccessibile e fugace.

Sguardo chiaro, il suo, che indaga
il mondo, pupille di cristallo
che indugiano soltanto
quando rifrangono bellezza.

Il volto affilato di chi offre audacia
poiché cerca in ogni cosa verità,
e le labbra dolcemente arcuate
come chi voglia bere vita dalla vita.

Come fosse un vino aspro
delle colline delle Langhe, oppure
dolce come le mele di Romagna:
vino di cui godere piena la franchezza.

E il vento sospira di passione
quando fa l'amore coi suoi capelli,
violenti come fiamme d'un incendio
languidi come alghe tra i coralli.

Lei al vento toglie il fiato
immergendo le dita tra la spuma delle chiome
per governarne un poco la follia:
mani snelle, femminee affilate unghie,

scarlatte come squame di sirena,
oppure color smeraldo come un diadema.
Non è vanità, non è orgoglio, non è sfoggio
l'anellino che le adorna la falange:

un solo brillantino dà viva luce al cerchietto.
Soltanto intensa meraviglia ormai
nasconde l'alba. Distante, l'orizzonte
nebbioso aleggia, turbato, innocente.

Vedere è immaginare, immaginare
è scoprire. Scoprire è conoscere
ciò che alla vista sola e agli specchi
è celato, come un segreto, inviolato.




Marianna Piani
Milano, 21 Luglio 2013
Dedicata a Simona

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