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mercoledì 24 maggio 2017
Occorre riprendere il canto
Amiche care, amici,
scrissi questi versi dopo un lungo periodo, in seguito a un grave lutto personale, in cui non fui in grado di scrivere una sola parola, cosa che non mi accadeva da lungo tempo. Semplicemente non ero più in grado di fermarmi a pensare, lasciavo che la vita mi scorresse addosso, cercando di averne meno dolore possibile. Anche scrivere, perfino lo scrivere, che di solito è sempre stata la mia consolazione e ultimo rifugio, mi era divenuto intollerabile.
Riemersi a fatica, lentamente, dalla disperazione. Come dopo un naufragio, l'organismo si riprende dal terrore e dal dolore, piano piano, e ritrova gradualmente un equilibrio.
Con esso il bisogno di espressione, di riprendere la parola...
Vi lascio alla lettura, amiche dilette e amici, con amore.
M.P.
Occorre riprendere il canto
Perduta parola, ma dove
e come sei svanita
dalla mia vista, dal paesaggio,
dalla memoria, come
una pozza d'acqua che asciuga
sotto il sole, e non lascia
la più flebile traccia?
Ma dove, sotto quale forma
vaga ti celi, come
è avvenuto quel mutamento,
questa metamorfòsi
che ti ha mutata da
pensiero, a nullo oggetto —
volatile inafferrabile
indicibile vuoto?
Dove, fuggita, dove
hai trovato la pace,
poi che non tolleravi
più ormai la tua stessa presenza
a un mondo che pareva
voler rinunciare — per sempre —
ad amare?
Vedi come ora disperando
ti cerco ad ogni istante
del mio destino, in ogni canto
segreto o palese
del ricordo che affiora,
della mia immaginazione,
di tutta la mia Storia.
Marianna Piani
Ottobre 2016
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