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domenica 18 agosto 2019

La tua vita contiene...


Amiche care, amici,

propongo anche oggi uno dei testi pubblicati sul mio ultimo libro, "Sillabario lirico e sentimentale", disponibile per chi volesse su Amazon sia in formato tradizionale (<Paperback>, 250 pagine) che <eBook>.

In questo caso ho scelto un "quasi sonetto", formalmente piuttosto tradizionale, ma strutturato un po' come un montaggio cinematografico, per immagini accostate senza transizione, a stacco, e senza un ordine preciso se non per pura associazione di idee. Il discorso è in seconda persona, ma è diretto a me stessa. il "tu" qui sono in realtà "io", con ritagli sparsi dei miei ricordi più grati e più intensi. Da ognuno potrei sviluppare il tema di una lirica a sé, ma qui hanno il valore dei tocchi di colore su un dipinto quasi astratto, colto per sensazioni, emozioni, più che per impressioni.
Avrei potuto intitolare il brano "la mia vita contiene...", e svilupparlo di conseguenza, in modo soggettivo, ma sentivo la necessità di marcare un distacco più netto da questa materia, da queste immagini, e soprattutto dalle emozioni che le hanno generate.

Devo aggiungere che, nel trascrivere qui questo testo direttamente dall'originale pubblicato, non ho potuto resistere a introdurre una - importante - variante: proprio all'ultimo verso, quello di solito più delicato perché costituisce il punto d'arrivo di tutta la composizione, ho sostituito l'avverbio "perdutamente", troppo compiuto e chiuso, e forse alquanto scontato, con "finalmente", che sottende una dinamica più evidente di attesa e di desiderio, così rispecchiando meglio il mio stato d'animo al momento della prima stesura.
Questo solo per significare come in poesia il lavoro di elaborazione del testo, e del suo stesso significato, non si ferma mai, nemmeno dopo una pubblicazione considerata "definitiva".
Come per ogni organismo vitale, anche in poesia di definitivo vi è solo la morte.

Con amore
M.P.




La tua vita contiene…


La tua vita contiene: – I mille sogni
d'infanzia. – Le forti, rinvigorenti
spinte dell'onde. – Le piogge odorose
dell'autunno precoce che tu cogli

come una grazia sul viso innocente,
goccia a goccia. – Le corse sugli scogli
a balzi, come stambecchi. – Gli abbagli
che luccicano in mare. – Lo scosceso

sentiero che a quel mare sprofonda
e ti precipita fin giù alla spiaggia.
– Le alghe e i coralli sulla sponda,

quella che t'appartiene. – L'erosione
che scopre le rive mostrando le ossa
dei tuoi ricordi e pensieri. – Le canne

che sibilano negli stagni. – E più
il verde prato dell’anima tua
quaggiù, finalmente innamorata.


Marianna Piani
Luglio 2018



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