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lunedì 26 marzo 2012

Las Nubes a la torre del cielo

Soneto XXIV


Amor, amor, las nubes a la torre del cielo
subieron como triunfantes lavanderas,
y todo ardió en azul, todo fue estrella:
el mar, la nave, el día se desterraron juntos.

Ven a ver los cerezos del agua constelada
y la clave redonda del rápido universo,
ven a tocar el fuego del azul instantáneo,
ven antes de que sus pétalos se consuman.

No hay aquí sino luz, cantidades, racimos,
espacio abierto por las virtudes del viento
hasta entregar los últimos secretos de la espuma.

Y entre tantos azules celestes, sumergidos,
se pierden nuestros ojos adivinando apenas
los poderes del aire, las llaves submarinas.



«Amore, amore, le nubi alla torre del cielo
risalirono, come lavandaie trionfanti,
e tutto riarse d'azzurro, ogni cosa fu stella:
il mare, la nave, il giorno si esiliarono giunti.

Vieni a vedere i ciliegi dell'acqua di stelle,
e la chiave tonda dell'universo corsaro,
vieni a sfiorare il fuoco dell'azzurro improvviso,
vieni, prima che i suoi petali s'asciughino arsi.

Altro non v'è qui che luce, abbondanze, mucchi,
spazio aperto dalle facoltà del vento
fino a recare gli estremi segreti di spuma.

E tra tanti azzurri celesti, sommersi,
i nostri occhi si perdono, immaginando appena
i poteri dell'aria, le chiavi del mare.»


Pablo Neruda


Melodia e parole come fiori d'aria e di luce.
Raccolta e confezionata con amore, per voi
Marianna

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