«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

English





John Keats

John Keats
 (1795-1821)




"This pleasant tale is like a little copse"

This pleasant tale is like a little copse:
The honied lines so freshly interlace,
To keep the reader in so sweet a place,
So that he here and there full hearted stops;
And oftentimes he feels the dewy drops
Come cool and suddenly against his face,
And, by the wandering melody, may trace
Which way the tender-legged linnet hops.
Oh! what a power has white simplicity!
What mighty power has this gentle story!
I, that do ever feel athirst for glory,
Could at this moment be content to lie
Meekly upon the grass, as those whose sobbings
Were heard of none beside the mournful robbins.


     (John Keats)
 



"Questa fiaba gentile come un boschetto"

Questa fiaba gentile è come un boschetto:
i versi color del miele s'intrecciano così freschi -
per ospitare il lettore in luogo sì dolce -
che qui e là il suo cuore s'arresta, commosso;
e spesso egli sente giungergli al viso
fresche gocce di rugiada, all'improvviso,
e dalla vagante melodia comprende
da che parte il fanello diriga i suoi teneri passi.
Oh! Quale potere può avere il puro candore!
Quale immenso potere ha una storia gentile!
Io, sempre assetato di stupida gloria,
potrei ora semplicemente sdraiarmi sull'erba,
innocente, come qualcuno il cui impercettibile pianto
è a chiunque inaudito, tranne al pettirosso, affranto.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)







Anne Sexton

Anne Sexton
 (1928 - 1974)




"December 11th"

 
Then I think of you in bed,
your tongue half chocolate, half ocean,
of the houses that you swing into,
of the steel wool hair on your head,
of your persistent hands and then
how we gnaw at the barrier because we are two.

How you come and take my blood cup
and link me together and take my brine.
We are bare.  We are stripped to the bone
and we swim in tandem and go up and up
the river, the identical river called Mine
and we enter together.  No one’s alone.


 (Anne Sexton)
 



Quindi penso a te, a letto,
alla tua lingua, un po' cioccolato
un po' oceano,
alle case in cui entri
senza bussare,
alla lana d'acciaio dei tuoi ricci,
alle tue mani ostinate e
come divoriamo noi ogni barriera pioché
siamo in due, noi due.

A come tu arrivi e afferri
la mia coppa di sangue,
e ricomponi i miei pezzi e bevi
ogni goccia del mio mare di sale.
Siamo nudi ora.
Fino alle ossa, ci siamo spogliati,
e assieme nuotiamo, e risaliamo
risaliamo il fiume,
questo stesso fiume chiamato
Possesso,
e vi penetriamo, insieme.
Non siamo più soli.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)




Yeats


William Butler Yeats
 (1865 - 1939)



"He Remembers Forgotten Beauty"

When my arms wrap you round I press
My heart upon the loveliness
That has long faded from the world;
The jewelled crowns that kings have hurled
In shadowy pools, when armies fled;
The love-tales wove with silken thread
By dreaming ladies upon cloth
That has made fat the murderous moth;
The roses that of old time were
Woven by ladies in their hair,
The dew-cold lilies ladies bore
Through many a sacred corridor
Where such gray clouds of incense rose
That only the gods’ eyes did not close:
For that pale breast and lingering hand
Come from a more dream-heavy land,
A more dream-heavy hour than this;
And when you sigh from kiss to kiss
I hear white Beauty sighing, too,
For hours when all must fade like dew
But flame on flame, deep under deep,
Throne over throne, where in half sleep
Their swords upon their iron knees
Brood her high lonely mysteries.


 (William Butler Yeats)
 


"Ed egli ricorda una bellezza dimenticata"


"Quando le mie braccia attorno a te stringo
premo il mio cuore sulla Grazia
che da gran tempo è svanita dal mondo;
le ornate corone che tanti sovrani - sconfitti
hanno gettato nelle paludi più oscure;
i tanti racconti d'amore intessuti di seta
da dame sognanti sopra le ricche stoffe
che hanno ingrassato stuoli di tarme voraci;
quelle rose di cui un tempo le donne
ornavano i loro capelli, e i gigli
roridi di rugiada che nobili fanciulle portavano
in innumeri stanze e passaggi così densi
di fumi d'incenso che solo gli occhi di Dio
non si serravano:
poiché quel candido seno, e quella mano lieve
giungono da una terra più densa di sogno,
da un'ora più densa di sogno di questa;
e quando tu sospiri tra un bacio e un altro,
io sento il Candore stesso della Bellezza sospirare
del tempo in cui ogni cosa sfumerà
come rugiada, ogni cosa, tranne laddove
fiamma su fiamma, abisso su abisso,
dominio oltre dominio, con le spade
armate sulle ginocchia, semisopiti staranno
i suoi alti solitari misteri, a meditare."

 
(Versione di Marianna Piani)




Stephen Spender


Stephen Spender
 (28 February 1909 – 16 July 1995)



"Ice"

She came in from the snowing air
Where icicle-hung architecture
Strung white fleece round the baroque square.
I saw her face freeze in her fur
And my lips seemed to fetch quick fire
From the firelit corner of the room
Where I had waited in my chair.
I kissed this fire against her skin
And watched the warmth make her cheeks bloom
While at my care her smiling eyes
Shone with the health of the ice
Outside, whose brilliance they brought in.
That day, until this, I forgot.
How it is now I so remember,
Who, when she came indoors, saw not
The passion of her white December?


 (Stephen Spender)
 



"Ghiacci"

"Ella venne da quell'aria di neve dove
tutta un'architettura di ghiaccioli tesseva
un vello bianco attorno alla piazza barocca.
Vedevo il suo viso raggelare immerso nella pelliccia,
e le mie labbra vollero cogliere il fuoco vivo
dal caminetto che ardeva all'angolo della stanza
dove io avevo atteso, immobile sulla mia sedia.
Allora posi con un bacio questo fuoco sulla sua pelle
e guardai il tepore rifiorire sulle sue guance
mentre al mio fervore i suoi occhi sorridenti
scintillarono con la vivezza del ghiaccio
ch'era fuori, il cui fulgore tutto in sé recavano.
Quel giorno, fino a quel momento, lo scordai tutto.
Ma com'è che ora così vivamente ricordo
chi, quand'ella entrò, non seppe vedere
tutta la passione del suo candido Dicembre?"

 
(Versione di Marianna Piani)







Marianne Moore

Marianne Moore
 (1887 - 1972)



"The mind is an enchanting thing"
 
Is an enchanted thing
      like the glaze on a
katydid-wing
            subdivided by sun
            till the nettings are legion.
Like Gieseking playing Scarlatti;


like the apteryx-awl
      as a beak, or the
kiwi's rain-shawl
            of haired feathers, the mind
            feeling its way as though blind,
walks with its eyes on the ground.


It has memory's ear
      that can hear without
having to hear.
            Like the gyroscope's fall,
            truly unequivocal
because trued by regnant certainty,


it is a power of
      strong enchantment. It
is like the dove-
            neck animated by
            sun; it is memory's eye;
it's conscientious inconsistency.


It tears off the veil; tears
      the temptation, the
mist the heart wears,
            from its eyes -- if the heart
            has a face; it takes apart
dejection. It's fire in the dove-neck's


iridescence; in the
      inconsistencies
of Scarlatti.
            Unconfusion submits
            its confusion to proof; it's
not a Herod's oath that cannot change.

(Marianne Moore)

 



"la mente è un incanto"

È un incanto, la mente,
come lo smalto sopra
l'ala d'una locusta
dal sole frammentata finché
la sua trama non sia a legioni.
Come Gieseking che interpreta Scarlatti;

Come l'ago che l'apteryx
ha per becco, oppure
l'impermeabile di piume
fini che indossa il Kiwi, la mente
tastando la sua strada come un cieco,
cammina con gli occhi a terra.

Essa ha l'udito della memoria
che sa udire senza
dover sentire.
Come l'inclinazione del giroscopio,
davvero univoca perché
confermata da una certezza imperativa,

è un potere
di incoercibile incantamento. Essa è
come il collo della colomba
vivificata dal sole;
essa è l'occhio della memoria;
è incoerenza coscienziosa.

Essa squarcia il velo; lacera
ogni tentazione, ogni nebbia
che il cuore si addossa essa
gliela strappa dagli occhi - se mai
il cuore avesse un volto. Essa è il fuoco
nell'iridescenza del collo d'una colomba;
nelle incongruenza dello Scarlatti.
È ordine che sottopone
il suo disordine alla prova; non è
il giurar di Erode, che non potrà
mai mutare.

 
(Versione di Marianna Piani)





"La mente, è un incanto"
 
I, too, dislike it.

        Reading it, however, with a perfect contempt for it, one
                                                           discovers in

        it, after all, a place for the genuine..

 (Marianne Moore)
 



"Poetry: Poesia"

Anch'io, la detesto.
 

Nel leggerla tuttavia, con tutto il possibile disprezzo,
vi si scopre infine un luogo ultimo di verità.
 
(Versione di Marianna Piani)








Yeats


William Butler Yeats
 (1865 - 1939)



"For Anne Gregory"

'Never shall a young man,
Thrown into despair
By those great honey-coloured
Ramparts at your ear,
Love you for yourself alone
And not your yellow hair.'

'But I can get a hair-dye
And set such colour there,
Brown, or black, or carrot,
That young men in despair
May love me for myself alone
And not my yellow hair.'

'I heard an old religious man
But yesternight declare
That he had found a text to prove
That only God, my dear,
Could love you for yourself alone
And not your yellow hair.'


 (William Butler Yeats)
 


"Mai sarà che un ragazzo
gettato in disperazione
da quei ricci color miele
trionfanti sulle tue tempie
potrà amarti per te soltanto
e non per le tue chiome d'oro."

"Ma io troverò una tintura
per donarmi un altro colore,
castano, nero, oppure arancio,
sì che qualsiasi ragazzo
disperato ami me soltanto
e non l'oro delle mie chiome."

"Ho udito un anziano prete
narrare appena ieri notte
d'un testo sacro ritrovato
con le prove che solo Iddio
può amarti per te sola, cara,
e non per le tue chiome d'oro."

 
(Versione di Marianna Piani)





David Herbert Lawrence
"Poems" 
di David Herbert Lawrence
 (1885 - 1930)


"It is gorgeous to live and forget"

It is gorgeous to live and forget.
And to feel quite new.
See the bird in the flowers? - he's making
A rare to-do!

He thinks the whole blue sky
Is much less than the bit of blue egg
He's got in his nest - we'll be happy,
You and I, I and you.

With nothing to fight any more -
In each other, at least.
See, how gorgeous the world is
Outside the door!


 (David Herbert Lawrence)
 


Meraviglioso vivere, e dimenticare.
E sentirsi del tutto nuovi.
Vedi l'uccellino in quei fiori? - che casino
incredibile va facendo!

Lui pensa che il cielo azzurro intero
sia assai da meno dell'azzurro uovo
che custodisce nel suo nido - saremo felici, ecco,
Tu ed io, io e te.

Con più nulla per cui lottare -
tra noi, almeno.
Guarda, com'è stupendo il mondo
Di là dall'uscio!

 
(Versione di Marianna Piani)




"Letter from Town: the Almond-tree"

You promised to send me some violets. Did you forget?
   White ones and blue ones from under the orchard hedge?
   Sweet dark purple, and white ones mixed for a pledge
Of our early love that hardly has opened yet.

Here there’s an almond tree—you have never seen
   Such a one in the north—it flowers on the street, and I stand
   Every day by the fence to look up for the flowers that expand
At rest in the blue, and wonder at what they mean.

Under the almond tree, the happy lands
   Provence, Japan, and Italy repose,
   And passing feet are chatter and clapping of those
Who play around us, country girls clapping their hands.

You, my love, the foremost, in a flowered gown,
   All your unbearable tenderness, you with the laughter
   Startled upon your eyes now so wide with hereafter,
You with loose hands of abandonment hanging down.


 (David Herbert Lawrence)
 


Hai promesso di inviarmi un mazzolino di viole, ricordi?
Quelle bianche, e quelle blu, colte da sotto la siepe
del frutteto? E quelle di dolce porpora scura tra quelle bianche
in pegno del nostro giovane amore, appena appena sbocciato.

Qui c'è un mandorlo - non ne hai mai visto
uno così, lassù al nord - che fiorisce accanto la strada
e io ogni giorno mi accosto allo steccato per ammirare quei fiori
che quieti si espandono nel blu, e mi chiedo quale è
il loro vero significato.

Sotto il mandorlo, riposano terre felici
la Provenza, il Giappone, l'Italia,
e a ogni passo il chiacchierare, e il gioire
delle ragazze dei campi, che giocano intorno a noi,
battendo le mani.

E tu, amore mio, innanzi a tutte, in una veste di fiori,
in tutta la tua insostenibile tenerezza, tu con il tuo sorriso
che vibra dai tuoi occhi, spalancati ora al domani,
tu, con le tue mani, libere, abbandonate lungo i fianchi.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)




William Butler Yeats


William Butler Yeats
 (1865-1939)




"To a Child Dancing in the Wind"

I

Dance there upon the shore;
What need have you to care
For wind or water's roar?
And tumble out your hair
That the salt drops have wet;
Being young you have not known
The fool's triumph, nor yet
Love lost as soon as won,
Nor the best labourer dead
And all the sheaves to bind.
What need have you to dread
The monstrous crying of wind?


II

Has no one said those daring
Kind eyes should be more learn’d?
Or warned you how despairing
The moths are when they are burned,
I could have warned you, but you are young,
So we speak a different tongue.

O you will take whatever’s offered
And dream that all the world’s a friend,
Suffer as your mother suffered,
Be as broken in the end.
But I am old and you are young,
And I speak a barbarous tongue.


 (
William Butler Yeats)

 


"A una fanciulla che danza nel vento"

I

Danza laggiù, sulla scogliera;
perché mai ti dovresti curare
del vento o del ruggire dell'onde?
Sciogli i capelli
che la pioggia salmastra ha inondato;
sei giovane, troppo, per aver conosciuto
il trionfo dello stolto, oppure
l'amore perduto non appena ottenuto,
oppure il più bel contadino morto
mentre ancora tutti i covoni
sono rimasti da legare.
Perché mai dovresti dunque temere
il tremendo pianto del vento?

II


Nessuno ti ha detto che quei cari
audaci occhi avrebbero dovuto
esser più esperti?
O avvisata di quanto sono perdute
le belle falene quando hanno le ali
bruciate?
Avrei dovuto farlo io, ma tu sei giovane,
e noi parliamo un'altra lingua.

Oh, tu prenderai ogni cosa ti è offerta
e sognerai che tutto il mondo ti è amico,
dovrai soffrire come tua madre ha sofferto,
per essere poi alla fine spezzata.
Ma tu sei giovane, e io vecchio, e parlo
una barbara lingua, che non comprendi.

(Versione italiana di Marianna Piani)






 David Herbert Lawrence

"Poems" 
di David Herbert Lawrence
 (1885 - 1930)




"The Enkindled Spring"

This spring as it comes bursts up in bonfires green,
Wild puffing of emerald trees, and flame-filled bushes,
Thorn-blossom lifting in wreaths of smoke between
Where the wood fumes up and the watery, flickering rushes.

I am amazed at this spring, this conflagration
Of green fires lit on the soil of the earth, this blaze
Of growing, and sparks that puff in wild gyration,
Faces of people streaming across my gaze.

And I, what sort of fire am I among
This conflagration of spring? the gap in it all -!
Not even palish smoke like the rest of the throng.
Less than the the wind that runs to the flamy call!


 (David Herbert Lawrence)
 


Questa primavera che ora giunge esplode in verdeggianti vampate,
folle verde sbuffare di alberi di smeraldo, e cespugli fiammanti,
fiorire di pruni che si levano in cerchi di fumo tra i vapori
di un bosco che brulica vita, e brividi dei giunchi immersi nell'acqua.

Io sono travolto da questa primavera, questo deflagrare
di verdi fiammate accese sopra i terreni del mondo, questa
folata di crescita, e lampi che sbocciano in vortici selvaggi,
volti di persone che scorrono sotto il mio sguardo.

E io? che specie di fuoco sono io in questo
deflagrare di primavera? Io sono ciò che manca!
Nemmeno un pallido filo di fumo, uguale al resto della folla.
Meno del vento che accorre al fiammante richiamo!

 
(Versione italiana di Marianna Piani)




Yeats

 William Butler Yeats
 (1865 - 1939)



"Men Improve with the Years"

I am worn out with dreams;
A weather-worn, marble triton
Among the streams;
And all day long I look
Upon this lady's beauty
As though I had found in a book
A pictured beauty,
Pleased to have filled the eyes
Or the discerning ears,
Delighted to be but wise,
For men improve with the years;
And yet, and yet,
Is this my dream, or the truth?
O would that we had met
When I had my burning youth!
But I grow old among dreams,
A weather-worn, marble triton
Among the streams.


 (William Butler Yeats)
 


"Gli uomini maturano con gli anni"

Mi sono logorato di sogni;
un tritone di marmo, logorato dai venti
in mezzo alle correnti;
e ora, per l'intero giorno,
osservo la beltà di questa donna
come se avessi trovato in un libro
il dipinto d'una bellezza stupenda
felice d'essermi colmato lo sguardo
o l'orecchio erudito,
pago di essere saggio, nient'altro,
poiché gli uomini
maturano, con gli anni;
eppure, eppure,
è questo un mio sogno oppure
la verità?
Oh, se solo ci fossimo incontrati
nel pieno ardore della mia giovinezza!
Ma io invecchio, immerso nei sogni,
un tritone di marmo, logorato dai venti,
in mezzo alle correnti.

 (Versione italiana di Marianna Piani)



John Keats

John Keats
 (1795-1821)




"On leaving some Friends at an early Hour"

Give me a golden pen, and let me lean
  On heap’d up flowers, in regions clear, and far;
  Bring me a tablet whiter than a star,
Or hand of hymning angel, when ’tis seen
The silver strings of heavenly harp atween:
  And let there glide by many a pearly car,
  Pink robes, and wavy hair, and diamond jar,
And half discovered wings, and glances keen.
The while let music wander round my ears,
  And as it reaches each delicious ending,
    Let me write down a line of glorious tone,
And full of many wonders of the spheres:
  For what a height my spirit is contending!
    ’Tis not content so soon to be alone.


     (John Keats)
 



"Nel lasciare alcuni amici in un'ora precoce"

Datemi una penna d'oro, e lasciate che io m'abbandoni
sopra cuscini di fiori, in terre chiare e lontane;
datemi una pagina, più candida d'una stella,
o la mano d'un angelo musicante, appena intravista
tra le corde d'argento di un'arpa celeste:
lasciate che mi scivolino accanto carri ricolmi di perle,
e vesti di rosa, e chiome ariose, e intere giare di gemme,
e ali appena sfiorate, e limpidi sguardi.
E lasciate che la musica mi vaghi così attorno,
e mentre essa giunge alle sue dolcissime note finali,
lasciate ch'io scriva un verso dal tono solenne,
e colmo dei mille prodigi delle sfere celesti:
Per quali altezze il mio spirito si sta aggirando!
Per questo ora temo di esser già solo.

(Versione italiana di Marianna Piani)






"Unfelt, unheard, unseen"

Unfelt, unheard, unseen,
I've left my little queen,
Her languid arms in silver slumber lying:
Ah! through their nestling touch,
Who -- who could tell how much
There is for madness -- cruel, or complying?

Those faery lids how sleek!
Those lips how moist! -- they speak,
In ripest quiet, shadows of sweet sounds:
Into my fancy's ear
Melting a burden dear,
How Love doth know no fulness, and no bounds.

True -- tender monitors!
I bend unto your laws:
This sweetest day for dalliance was born!
So, without more ado,
I'll feel my heaven anew,
For all the blushing of the hasty morn.


 (John Keats)
 

Senza farmi scorgere, udire, o neppur percepire,
ho lasciato la mia piccola regina,
le sue braccia languide abbandonate
in un dolce sonno inargentato:
Oh, dal loro solo incantevole tocco
chi - chi mai potrà dire
quanto c'è di follia,
crudeltà, oppure affetto?

Come risplendono quelle palpebre fatate
e come nella quiete più profonda quelle labbra
umide sussurrano ombre di teneri suoni:
nell'orecchio della mia fantasia
sciolgono il benamato ritornello,
"amore non sa né di limiti né di sazietà".

Vere, tenere, sagge
sono queste le leggi cui m'inchino:
questo giorno dolcissimo è nato
per far l'amore soltanto!
Così, senz'altri indugi,
m'immergerò ancora nel mio paradiso,
per quanto s'imporporeranno le guance
di questo giovane mattino.

(Versione italiana di Marianna Piani)



William Carlos Williams

William Carlos Williams
 (1883 - 1963)






"The Lonely Street"

School is over.  It is too hot
to walk at ease.  At ease
in light frocks they walk the streets
to while the time away.
They have grown tall.  They hold
pink flames in their right hands.
In white from head to foot,
with sidelong, idle look—
in yellow, floating stuff,
black sash and stockings—
touching their avid mouths
with pink sugar on a stick—
like a carnation each holds in her hand—
they mount the lonely street.

 (William Carlos Williams)
 


"La deserta strada"

La scuola è finita. Fa fin troppo caldo
per bighellonare.
Sciamano a gruppi, in magliette chiare,
per passare il tempo, su e giù per le strade.
Si son fatte grandi intanto, tengono
fiammelle rosa nella mano.
In bianco, da capo a piedi,
con sguardi obliqui, e indolenti -
in tessuti ariosi, colore giallo,
nero il nastro, e calze nere -
sfiorando le loro labbra golose
con bastoncini di zucchero rosato -
pare che ognuna stringa
un garofano nella mano -
assieme risalgono la deserta strada.

 
(Versione di Marianna Piani)






 Elisabeth Bishop
Elisabeth Bishop
 (1911- 1979)




"Conversation"

The tumult in the heart
keeps asking questions.
And then it stops and undertakes to answer
in the same tone of voice.
No one could tell the difference.

Uninnocent, these conversations start,
and then engage the senses,
only half-meaning to.
And then there is no choice,
and then there is no sense;

until a name
and all its connotation are the same.


 (
Elisabeth Bishop)
 


Il tumulto nel cuore
insiste a porre domande.
E poi rinuncia, e prende a rispondere
nello stesso tono di voce.
Nessuno ne coglierebbe la differenza.

Queste conversazioni iniziano
senza innocenza,
e poi coinvolgono ogni senso,
nelle intenzioni almeno,
e poi non c'è più scelta,
e poi non c'è più nemmeno senso;


finché un nome
e tutto ciò che in sé implica
coincidono in pieno.

 
(Versione di Marianna Piani)




Wystan Hugh Auden


Wystan Hugh Auden
(1907-1973)





"As I walked out one evening"

As I walked out one evening,
   Walking down Bristol Street,
The crowds upon the pavement
   Were fields of harvest wheat.

And down by the brimming river
   I heard a lover sing
Under an arch of the railway:
   ‘Love has no ending.

‘I’ll love you, dear, I’ll love you
   Till China and Africa meet,
And the river jumps over the mountain
   And the salmon sing in the street,

‘I’ll love you till the ocean
   Is folded and hung up to dry
And the seven stars go squawking
   Like geese about the sky.

‘The years shall run like rabbits,
   For in my arms I hold
The Flower of the Ages,
   And the first love of the world.'

But all the clocks in the city
   Began to whirr and chime:
‘O let not Time deceive you,
   You cannot conquer Time.

‘In the burrows of the Nightmare
   Where Justice naked is,
Time watches from the shadow
   And coughs when you would kiss.

‘In headaches and in worry
   Vaguely life leaks away,
And Time will have his fancy
   To-morrow or to-day.

‘Into many a green valley
   Drifts the appalling snow;
Time breaks the threaded dances
   And the diver’s brilliant bow.

‘O plunge your hands in water,
   Plunge them in up to the wrist;
Stare, stare in the basin
   And wonder what you’ve missed.

‘The glacier knocks in the cupboard,
   The desert sighs in the bed,
And the crack in the tea-cup opens
   A lane to the land of the dead.

‘Where the beggars raffle the banknotes
   And the Giant is enchanting to Jack,
And the Lily-white Boy is a Roarer,
   And Jill goes down on her back.

‘O look, look in the mirror,
   O look in your distress:
Life remains a blessing
   Although you cannot bless.

‘O stand, stand at the window
   As the tears scald and start;
You shall love your crooked neighbour
   With your crooked heart.'

It was late, late in the evening,
   The lovers they were gone;
The clocks had ceased their chiming,
   And the deep river ran on.


 
 (
Wystan Hugh Auden)

 


Una sera ch'ero in giro
passeggiando per Bristol Street,
mentre la folla sul selciato
era come un campo di frumento

ormai maturo, in quel fiume in piena
udii il canto d'un innamorato
da sotto il ponte della ferrovia:
"L'amore non ha fine.

"Ti amerò, mia cara, ti amerò
finché Cina e Africa non si congiungeranno
e i fiumi risaliranno le montagne,
e i salmoni canteranno per la via,

"Ti amerò finché gli oceani
saran piegati e stesi ad asciugare
e le sette stelle se ne andranno
starnazzando come anatre nel cielo.

"Gli anni fuggiranno come conigli
poiché io tengo serto tra le braccia
il Fiore degli Anni
e il primo amore al mondo."

Ma tutti gli orologi della città
iniziarono a vibrare e a suonare:
"Non lasciare che t'illuda, il tempo,
non potrai mai conquistarlo.

"Nelle gore del'incubo
dove la Giustizia giace nuda,
il Tempo scruta da dentro l'ombra
e bofonchia appena hai voglia di baciare.

"Tra malesseri e timori
la vita senza meta scorre via,
e il tempo l'avrà sempre vinta
come oggi, come domani.

"In molte verdi valli
s'accumula una neve spaventosa;
e il Tempo interrompe le più stratte danze
e il più bel tuffo del campione.

"Immergi ora le tue mani in quest'acqua,
immergile fino al polso e ora
guarda, guarda bene nel bacino
e domandati che cosa hai perduto.

"Il ghiaciaio crepita nella madia
il deserto sospira nel tuo letto,
e una crepa nella tazza schiude
una via verso le terre della morte.

"Dove i più poveri arraffano dei soldi,
e il Gigante se la spassa col suo Jack,
e l'Amorino è un buffone,
e Jill ruzzola sulla schiena

"Guarda, guarda bene nello specchio,
guarda il tuo dolore:
La vita è sempre una benedizione,
anche se del benedire tu non sai.

"Rimani, rimani alla finestra
mentre ti scende e brucia il pianto;
Tu amerai il tuo prossimo distorto
con tutto il tuo distorto cuore."

Ormai era tardi, tardi in quella sera,
gli amanti, loro se n'eran andati;
tutti i rintocchi erano cessati
e il profondo fiume scorreva sempre.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)




David Herbert Lawrence
"Poems" 
di David Herbert Lawrence
 (1885 - 1930)




"The Appeal"

You, Helen, who see the stars
As mistletoe berries burning in a black tree,
You surely, seeing I am a bowl of kisses
Should put your mouth to mine and drink of me.

Helen, you let my kisses steam
Wasteful into the night's black nostrils; drink
Me up, I pray; oh you, who are Night's bacchante,
How can you from my bowl of kisses shrink?


 (David Herbert Lawrence)
 


Tu, Elena, tu che vedi le stelle
come bacche di vischio fiammanti
sopra un albero nero,
tu certamente
vedendo che io sono
per te una coppa di baci
accosterai la tua bocca alla mia
e mi berrai d'un fiato.

Elena, tu lasci che i miei baci
sfumino inutili nelle nere
nari della notte;

bevimi, ti prego;
oh, tu, che sei la mia  baccante
della notte, come puoi negarti
a questa mia coppa ricolma di baci?

 
(Versione italiana di Marianna Piani)




 John Keats


John Keats
 (1795-1821)


"Daisy's Song"

 
1
The sun, with his great eye,
Sees not so much as I;
And the moon, all silver proud,
Might as well be in a cloud.

2
And O the spring - the spring!
I lead the life of a king!
Couch'd in the teeming grass,
I spy each pretty lass.

3
I look where no one dares,
And I stare where no one stares,
End when the night is nigh,
Lambs bleat my lullaby.

*  *  *  *  *  *  *

 (John Keats)
 


1

Il sole, con la sua pupilla immensa,
Non vede tutto ciò che io vedo;
E la luna, tutta orgoglio d'argento,
Una nuvola sola la potrebbe velare.

2

E a primavera - Oh, a primavera!
conduco la vita d'una sovrana!
Accoccolata nell'erba palpitante,
A spiare ogni fanciulla più bella.

3

Io guardo ciò che nessun guarda,
E osservo ciò che non osserva nessuno,
E quando la notte è vicina, gli agnelli
M'intonano belando una ninna nanna.
 (Versione di Marianna Piani)



Anne Sexton

Anne Sexton
 (1928 - 1974)




"Us"

 
I was wrapped in black
fur and white fur and
you undid me and then
you placed me in gold light
and then you crowned me,
while snow fell outside
the door in diagonal darts.
While a ten-inch snow
came down like stars
in small calcium fragments,
we were in our own bodies
(that room that will bury us)
and you were in my body
(that room that will outlive us)
and at first I rubbed your
feet dry with a towel
because I was your slave
and then you called me princess.
Princess!

Oh then
I stood up in my gold skin
and I beat down the psalms
and I beat down the clothes
and you undid the bridle
and you undid the reins
and I undid the buttons,
the bones, the confusions,
the New England postcards,
the January ten o’clock night,
and we rose up like wheat,
acre after acre of gold,
and we harvested,
we harvested.


 (Anne Sexton)
 



Ero avvolta
nella pelliccia nera
nella pelliccia bianca
e tu mi scioglievi e poi
mi ponevi in una luce dorata
e infine m'incoronavi
mentre fuori cadeva la neve
in dardi diagonali.
E mentre
venti centimetri di neve
scendevano come stelle
a piccole falde calcificate,
noi stavamo nei nostri corpi
(la stanza della nostra morte)
e tu eri nel mio corpo
(la stanza della nostra vita)
e allora asciugai i tuoi piedi
poiché ero tua schiava
e allora mi chiamasti
Principessa…
Principessa!

Oh, allora
mi alzai nella mia pelle dorata
e mi liberai dei salmi
mi liberai delle vesti
e tu sciogliesti le briglie
e tu sciogliesti le redini
e io i bottoni,
e le ossa, e le confusioni,
e le cartoline dal New England,
e le dieci d'una notte di Gennaio,
e ci alzammo come spighe
in acri e acri di puro oro,
e mietemmo,
e mietemmo.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)






Marianne Moore

Marianne Moore
 (1887 - 1972)




"What are Years?"
 
What is our innocence,
what is our guilt? All are
   naked, none is safe. And whence
is courage: the unanswered question,
the resolute doubt -
dumbly calling, deafly listening - that
in misfortune, even death,
      encourages others
      and in its defeat, stirs

   the soul to be strong? He
sees deep and is glad, who
   accedes to mortality
and in his imprisonment rises
upon himself as
the sea in a chasm, struggling to be
free and unable to be,
      in its surrendering
      finds its continuing.

  So he who strongly feels,
behaves. The very bird,
   grown taller as he sings, steels
his form straight up. Though he is captive,
his mighty singing
says, satisfaction is a lowly
thing, how pure a thing is joy.
      This is mortality,
      this is eternity.


 (Marianne Moore)
 



"Cosa sono gli anni?"

Qual è la nostra innocenza
quale la colpa? Tutti noi
    siamo nudi, nessuno è in salvo. E da dove
ci viene il coraggio? L'irrisolto dubbio
l'intrepida domanda -
che chiama senza dire, e senza sentire ascolta -
che nell'avversità, fin nella morte,
    dà coraggio al mondo
    e nella sconfitta sprona

l'anima a esser forte? In profondo
vede ed è grato chi
    accede alla mortalità
e nella sua prigionia s'eleva
sopra se stesso, come
fa il mare sull'abisso, combattendo
per esser libero, pur non essendolo,
    nella sua resa trova
    la sua sopravvivenza.

Così è chi fortemente sente.
Lo stesso uccello,
    cresciuto nel canto, forgia
la sua forma e l'innalza. Benché in gabbia
il suo immenso canto dice
quanto misera sia la soddisfazione
e quanto pura invece sia la sua gioia.
    Questa è mortalità,
    questa è eternità.
 
(Versione di Marianna Piani)



Yeats


di William Butler Yeats
 (1865 - 1939)



"The Song of Wandering Aengus"

I went out to the hazel wood,
Because a fire was in my head,
And cut and peeled a hazel wand,
And hooked a berry to a thread;
And when white moths were on the wing,
And moth-like stars were flickering out,
I dropped the berry in a stream
And caught a little silver trout.

When I had laid it on the floor
I went to blow the fire a-flame,
But something rustled on the floor,
And someone called me by my name:
It had become a glimmering girl
With apple blossom in her hair
Who called me by my name and ran
And faded through the brightening air.

Though I am old with wandering
Through hollow lands and hilly lands,
I will find out where she has gone,
And kiss her lips and take her hands;
And walk among long dappled grass,
And pluck till time and times are done,
The silver apples of the moon,
The golden apples of the sun.

From: The Wind Among the Reeds (1899)
 William Butler Yeats
 


Me ne andai nel boschetto di noccioli
poiché un fuoco ardeva nella mia mente,
tagliai un ramo e lo spogliai della corteccia,
vi assicurai una bacca in fondo a un filo;
e quando le candide falene si levarono sull'ali
e come falene giunsero palpitando anche le stelle,
lanciai la lenza nel ruscello
e catturai una piccola trota d'argento.

Quando l'ebbi posata al suolo
e m'allontanai a ravvivare il fuoco del bivacco,
qualcosa su quel suolo si agitò,
e qualcuno mi chiamò per nome:
la trota s'era mutata in splendida fanciulla
con fiori di melo tra i capelli,
mi chiamò per nome e guizzò via
svanendo in un soffio scintillante.

Sebbene ormai mi sia fatto vecchio
vagando tra deserti prati e collinose lande,
scoprirò infine dove mai se n'è fuggita,
le prenderò le mani e bacerò le labbra;
camminerò con lei tra l'alte variegate erbe
e coglierò finché ogni tempo non sarà compiuto
le mele argentate della luna,
le dorate mele del sole.


(Versione di Marianna Piani)

Anne Sexton

Anne Sexton
 (1928 - 1974)




"Just Once"

 
Just once I knew what life was for.
In Boston, quite suddenly, I understood;
walked there along the Charles River,
watched the lights copying themselves,
all neoned and strobe-hearted, opening
their mouths as wide as opera singers;
counted the stars, my little campaigners,
my scar daisies, and knew that I walked my love
on the night green side of it and cried
my heart to the eastbound cars and cried
my heart to the westbound cars and took
my truth across a small humped bridge
and hurried my truth, the charm of it, home
and hoarded these constants into morning
only to find them gone.


 (Anne Sexton)


 


Soltanto una volta ho compreso
in che la vita aveva un senso.
A Boston, quasi all'improvviso, lo compresi:
passeggiavo da quelle parti, lungo il fiume.
osservando i lampioni riflettere sé stessi,
fluorescenti, col loro cuore intermittente,
mentre spalancavano le loro bocche quasi
quanto soprani all'opera; e intanto
io contavo le stelle, mie piccole compagne d'armi,
mie sciupate margheritine, e mi rendevo conto
che stavo portando a spasso il mio amore
lungo la sponda verde della notte, e il mio cuore
piangeva al passaggio delle vetture a ovest,
e piangeva al passaggio delle vetture a est,
e portavo la mia verità attraverso un ponticello
ad arco, e quella verità fuggiva, verso casa,
con la sua magia,
e feci tesoro di queste piccole costanti
fino al mattino, soltanto
per subito vedermele svanire.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)







William Shakespeare


William Shakespeare
 (1564 - 1616)



The forward violet thus did I chide:
Sweet thief, whence didst thou steal thy sweet that smells
If not from my love's breath? The purple pride
Which on thy soft cheek for complexion dwells
In my love's veins thou hast too grossly dy'd
The lily I condemned for thy hand
And buds of marjoram had stolen thy hair;
The roses fearfully on thorns did stand
One blushing shame, another white despair;
A third, nor red nor white, had stolen of both
And to his robbery had annexed thy breath;
But, for his theft, in pride of all his growth
A vengeful canker eat him up to death

More flowers I noted, yet I none could see
But sweet, or colour it had stolen from thee.


 (
William Shakespeare)
 


Così, così rimproverai la giovane violetta:
piccola ladra, da chi rubasti la tua dolce fragranza
se non dal respiro del mio amore? E il viola intenso
che colora le tue tenere guance lo ricavasti, in modo
invero assai lontano, dalle vene dell'amor mio.
E così rimproverai il giglio, per il pallore tolto dalla tua mano,
e i boccioli di maggiorana, rubati dai tuoi i capelli;
le rose, timorose, si chiudevano tra le loro spine,

una rossa di vergogna, l'altra pallida di turbamento:
un'altra ancora, né rossa, né bianca, rubava a entrambe,
e a quel furto aveva aggiunto quello del tuo respiro;
ma per punizione, nel pieno del rigoglio
un morbo vendicativo la consumò fino a morire.

Quanti, quanti altri fiori osservai, ma alcuno vidi
che non avesse rubato a te il colore, o la dolcezza.

 
(Versione di Marianna Piani)





Marianne Moore

Marianne Moore
 (1887 - 1972)




"No Swan so Fine"
 
"No water so still as the
    dead fountains of Versailles." No swan,
with swart blind look askance
and gondoliering legs, so fine
    as the chintz china one with fawn-
brown eyes and toothed gold
collar on to show whose bird it was.

Lodged in the Louis Fifteenth
    Candelabrum-tree of cockscomb-
tinted buttons, dahlias,
sea urchins, and everlastings,
    it perches on the branching foam
of polished sculptured
flowers - at ease and tall. The king is dead.


 (Marianne Moore)
 



"Non v'è cigno più bello"

"Non v'è più morta acqua al mondo
delle morte fontane di Versailles" Né cigno
dallo scuro torvo sguardo
e zampe da gondoliere, che sia bello
quanto quello in fine porcellana
dagli occhi d'ambra e gorgiera aurata
nel mostrare qual regale uccello è stato.


Appollaiato in cima
all'arboreo candelabro LuigiQuindici
dai grappoli di boccioli dipinti,
e dalie, ricci di mare e sempreverdi,
si sporge sugli spumeggianti rami
di luccicanti fiori traforati -
sereno e alto: Il Re è defunto.
 
(Versione di Marianna Piani)





Anne Sexton

Anne Sexton
 (1928 - 1974)




"The Nude Swim"

On the southwest side of Capri
we found a little unknown grotto
where no people were and we
entered it completely
and let our bodies lose all
their loneliness.

All the fish in us
had escaped for a minute.
The real fish did not mind.
We did not disturb their personal life.
We calmly trailed over them
and under them, shedding
air bubbles, little white
balloons that drifted up
into the sun by the boat
where the Italian boatman slept
with his hat over his face.

Water so clear you could
read a book through it.
Water so buoyant you could
float on your elbow.
I lay on it as on a divan.
I lay on it just like
Matisse's Red Odalisque.
Water was my strange flower,
one must picture a woman
without a toga or a scarf
on a couch as deep as a tomb.

The walls of that grotto
were everycolor blue and
you said, "Look! Your eyes
are seacolor.  Look!  Your eyes
are skycolor."  And my eyes
shut down as if they were
suddenly ashamed.


 (Anne Sexton)


 


A sudovest di Capri scovammo
una piccola grotta, ai più ignota,
dove non v'era nessuno, e noi
vi entrammo del tutto,
e lasciammo che i nostri corpi
abbandonassero ogni loro solitudine

In un istante, tutti i pesci
che erano in noi fuggirono liberi.
Ai pesci veri ciò fu indifferente:
non turbavamo la loro personale esistenza.
Quietamente, scivolavamo sopra di loro,
tra di loro, diffondendo
sbuffi di bolle, candide bollicine
che risalivano verso il sole
tutt'attorno alla barca dove
il barcaiolo italiano dormiva,
il cappello calato sul viso.

Un'acqua così chiara
che potevate leggervi un libro,
Un'acqua così viva
che potevate fluttuarvi su un gomito.
Io lì giacqui, come sopra un divano.
Io lì giacqui, come
la Odalisca Rossa Matissiana.
L'acqua era il mio esotico fiore:
si dipinga una donna distesa
senza né veste né velo
sopra un lettino profondo come una tomba.

Le pareti della grotta
erano di ogni sfumatura di blu
e tu dicevi, "Guarda! Hai gli occhi
del colore del mare. Guarda!
Hai gli occhi del colore del cielo!"
E i miei occhi si abbassavano
come per un'improvviso disagio.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)






Wystan Hugh Auden



Wystan Hugh Auden
(1907-1973)





"Song"

Fish in the unruffled lakes
Their swarming colours wear,
Swans in the winter air
A white perfection have,
And the great lion walks
Through his innocent grove;
Lion, fish and swan
Act, and are gone
Upon Time’s toppling wave.

We, till shadowed days are done,
We must weep and sing
Duty’s conscious wrong,
The Devil in the clock,
The goodness carefully worn
For atonement or for luck;
We must lose our loves,
On each beast and bird that moves
Turn an envious look.

Sighs for folly done and said
Twist our narrow days,
But I must bless, I must praise
That you, my swan, who have
All gifts that to the swan
Impulsive Nature gave,
The majesty and pride,
Last night should add
Your voluntary love.


 (
Wystan Hugh Auden)

 


I pesci nei laghi quietati
sfoggiano i loro colori iridati,
i cigni nell'aria invernale
posseggono un perfetto candore,
e il sontuoso leone passeggia
nella sua selva innocente;
Pesce, cigno e leone
vanno in scena, e già s'allontanano
sulla cresta dell'onda del Tempo.

Noi, finché non saranno esauriti
i giorni dell'ombra, dobbiamo cantare nel pianto
il consapevole sopruso del fare,
il Demone che abita i nostri orologi,
la bontà cautamente esibita
per espiazione oppure fortuna;
dobbiamo perdere i nostri amori,
a ogni animale o uccello che si muove
volgere il nostro sguardo invidioso.

I sospiri per le follie dette o attuate
avvolgono le nostre anguste giornate,
ma io ora devo benedire, devo celebrare
che tu, mio cigno, pur avendo ogni dono
che la Natura d'impulso

a ogni cigno concede,
la tua regalità, il tuo orgoglio,
la notte passata vi aggiungesti
il tuo deliberato, desiderato amore.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)

John Keats


John Keats
 (1795-1821)



"Where be ye going"

Where be ye going, you Devon maid?
And what have ye there i' the basket?
Ye tight little fairy, just fresh from the dairy,
Will ye give me some cream if I ask it?

I love your meads, and I love your flowers,
And I love your junkets mainly,
But 'hind the door, I love kissing more-
O look not so disdainly!

I love your hills, and I love your dales,
And I love your flocks a bleating-
But O, on the heather to lie together,
With both our hearts a beating!

I'll put your basket all safe in a nook,
Your shawl I'll hang up on this willow,
And we will sigh in the daisy's eye,
And kiss on a grass-green pillow
.

 (John Keats)
 

Dove te ne vai, fanciulla dei campi?
Cosa rechi con te nel tuo cestino?
Mia piccola fata, solo panna di latte:
me ne darai, se te ne chiedo un pochino?

Come amo i tuoi prati, e amo i tuoi fiori,
e più ancora come amo i tuoi dolci;
e dietro la porta ancor più adoro baciarti -
suvvia, non fare con me la sdegnosa!

Io amo i tuoi colli, e amo le valli,
e pure amo le tue greggi belanti -
oh, ma restare stesi sull'erica insieme,
coi nostri due cuori insieme anelanti!

Riporrò il tuo cestino al sicuro in un canto,
e a questo salice appenderò il tuo scialle,
e sospireremo sotto gli sguardi delle margherite,
e ci baceremo sopra un cuscino di foglie fiorite.

(Versione italiana di Marianna Piani)


Robert Frost



Robert Frost
 (1874 - 1963)



"On a Tree Fallen Across the Road"
(To hear us talk) 



A The tree the tempest with a crash of wood
Throws down in front of us is not bar
Our passage to our journey's end for good,
But just to ask us who we think we are

Insisting always on our own way so.
She likes to halt us in our runner tracks,
And make us get down in a foot of snow
Debating what to do without an ax.

And yet she knows obstruction is in vain:
We will not be put off the final goal
We have it hidden in us to attain,
Not though we have to seize earth by the pole

And, tired of aimless circling in one place,
Steer straight off after something into space.


 (Robert Frost - 1923)


 


"A proposito di un albero caduto traverso la strada" 

L'albero che la tempesta ha abbattuto
con legnoso schianto a noi dinanzi non è
per sbarrarci per sempre la via alla meta,
ma solo per chiederci chi mai d'esser pensiamo

a insistere sempre così pervicaci nel nostro cammino.
Gli piace bloccarci così sulle tracce del nostro mezzo,
e farci scendere affondando in un palmo di neve
a discutere che fare senza avere una scure.

Eppure lo sa che il suo ostacolarci è vano:
non ci faremo deviare dalla meta finale
cui in segreto a noi stessi vogliamo arrivare,
dovessimo anche afferrare l'intero mondo ai poli

e, stanchi di girare così a vuoto sul posto,
lanciarci a inseguire un qualcosa nel cosmo.

 
(Versione di Marianna Piani)






Stephen Spender


Stephen Harold Spender
 (1909-1995)


"Not to you"

Not to you I sighted. No, not a word.
We climbed together. Any feeling was
Formed with the hills. It was like trees' unheard
And monumental sign of country peace.

But next day, stumbling, panting up dark stairs,
Rushing in room and door flung wide, I knew.
Oh empty walls, book-carcases, blank chairs
All splinted in my head and cried for you.


 (
Stephen H. Spender)
 


"Non per te"

Non a te sospiravo. No, nemmeno una parola.
Salivamo insieme. Ogni senso era
colmato dalle colline. Era come l'inascoltato
e monumentale segno degli alberi nella pianura.

Ma il giorno dopo, incespicando, affannato, nel buio
dello scalone, precipitandomi nella stanza oltre
la porta spalancata, ho capito: oh vuote pareti,
libri scompaginati, sedie abbandonate, scheggiate

tutte nella mia mente, a piangere per te.

 
(Versione di Marianna Piani)





Oscar Wilde


Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde
 (1854 - 1900)



"Sonnet to Liberty"

Not that I love thy children, whose dull eyes
See nothing save their own unlovely woe,
Whose minds know nothing, nothing care to know,—
But that the roar of thy Democracies,
Thy reigns of Terror, thy great Anarchies,
Mirror my wildest passions like the sea,—
And give my rage a brother—! Liberty!
For this sake only do thy dissonant cries
Delight my discreet soul, else might all kings
By bloody knout or treacherous cannonades
Rob nations of their rights inviolate
And I remain unmoved—and yet, and yet,
These Christs that die upon the barricades,
God knows it I am with them, in some things.

  
(Oscar Wilde)
 


Non che io ami i tuoi figli, che con sguardi vuoti
null'altro vedono che l'ansia che li opprime,
le cui menti nulla sanno, e nulla vogliono sapere. -
Ma il ruggito delle tue Democrazie,

i tuoi regni di Terrore, le tue grandi Anarchie,
rispecchiano le mie passioni più selvagge, come un mare,
e danno alla mia rabbia una sorella! - Libertà!
Per questo solo le tue grida dissonanti

son gradite alla mia anima incostante: altrimenti
qualunque re potrebbe strappare ogni diritto
a ogni nazione con fruste, sangue o a cannonate e io

rimarrei indifferente - E invece, e invece
questi Cristi che s'immolano sulle barricate,
Dio sa che son con loro, per qualcosa.

 
(Versione di Marianna Piani)



Yeats


William Butler Yeats
 (1865 - 1939)



"The Rose of the World"

Who dreamed that beauty passes like a dream?
For these red lips with all their mournful pride,
Mournful that no new wonder may betide,
Troy passed away in one high funeral gleam,
And Usna’s children died.

We and the laboring world are passing by:   
Amid men’s souls that waver and give place,   
Like the pale waters in their wintry race,   
Under the passing stars, foam of the sky,   
Lives on this lonely face.

Bow down, archangels, in your dim abode:   
Before ye were or any hearts to beat,   
Weary and kind one stood beside His seat;   
He made the world, to be a grassy road   
Before her wandering feet.


 (William Butler Yeats)
 


 "Rosa del Mondo"

Chi mai sognò che la bellezza come un sogno sfuma?
Per quelle labbra rosse e per il loro imbronciato orgoglio,
imbronciato da che alcun nuovo miracolo accadeva,
Troia fu cancellata in un funereo di splendore
e i figli d'Ecuba s'immolarono.

Il nostro fervente mondo, e noi stessi, passiamo:
fra l'anime dell'uomo che ondeggiano e si ritraggono,
come pallide acque nel loro corso invernale,
sotto le fuggenti stelle, celeste spuma,
in quest'unico volto rimarrà la vita.

Arcangeli, chinatevi, dai vostri celati luoghi:
prima che voi foste, o pulsasse un qualunque cuore,
già ella regnava dal suo seggio, dolce e cortese;
Egli creò il mondo acciocché fosse un erboso sentiero
su cui lei potesse posare i suoi vagabondi passi.


(Versione italiana di Marianna Piani)



Robert Burns

Robert Burns
 (1759 - 1796)


"O, my Luve's like a red, red rose"

O, my Luve's like a red, red rose,
That's newly sprung in June.
O, my Luve's like a melodie
That's sweetly play'd in tune.

As fair as thou, my bonnie lass,
So deep in luve am I;
And I will love thee still, my dear,
Till a' the seas gang dry.

Till a' the seas gang dry, my dear,
And the rocks melt wi' the sun:
I will love thess till, my dear,
While the sands o' life shall run:

And fare thee well, my only luve!
And fare thee weel, a while!
And I will come again, my luve,
Tho' it ware ten thousand mile.


 (Robert Burns)
 


L'amor mio è una rosa, rossa rosa,
appena in Giugno sbocciata.
L'amor mio è la melodia
d'un canto dal dolce, armonico suono.

Sì bella sei, mio tesoro
sì nel profondo son io che t'amo;
che in perpetuo t'amerò, amor mio,
finché i mari non svaporeranno.

Finché i mari asciugheranno, amore,
e le scogliere al sole fonderanno:
fino allora t'amerò, mia cara,
finché fluirà la sabbia della mia vita.

E addio, addio mio unico amore!
E addio, ancor per un momento!
E tornerò, amor mio, ancora,
anche da mille e mille miglia lontano

 
(Versione di Marianna Piani)



Walt Whitman


Walt Whitman
 (1819-1892)




"Trickle drops"

 Trickle drops! my blue veins leaving!
O drops of me! trickle, slow drops,
Candid from me falling, drip, bleeding drops,
From wounds made to free you whence you were prison'd,
From my face, from my forehead and lips,
From my breast, from within where I was conceal'd, press forth red
drops, confession drops,
Stain every page, stain every song I sing, every word I say, bloody drops,
Let them know your scarlet heat, let them glisten,
Saturate them with yourself all ashamed and wet,
Glow upon all I have written or shall write, bleeding drops,
Let it all be seen in your light, blushing drops.

 (
1860 - Walt Whitman)

 


Distillate, gocce, lasciando le mie azzurre vene!
Gocce di me! Distillate lente, goccia a goccia,
innocenti, nel candore, distillate sanguigne gocce,
dalle ferite inferte nel liberarvi dalle vostre gabbie,
dal mio volto, dalla mia fronte, dalle labbra,
dal mio seno, dal segreto dove mi ero riparato, scaturite
scarlatte gocce, distillate di confessione,
macchiate ogni pagina, ogni canto che io intono, bagnate
ogni parola che io dico, gocce del mio sangue,
perché conoscano la vostra incandescenza e ne rimangano
abbagliati, inondateli di voi saturandoli di vergogna,
sfolgorate su tutto quanto ho scritto o scriverò
gocce illuminate del mio sangue, lasciate
che tutto si riveli alla luce vostra, imporporate gocce.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)


"O you whom I often and silently come"

O you whom I often and silently come where you are, that I may be with you;
As I walk by your side, or sit near, or remain in the same room with you,
Little you know the subtle electric fire that for your sake is playing within me.


 (
1862 - Walt Whitman)

 


Oh tu, cui spesso in silenzio vengo,
laddove tu sei, per stare con te;
quando cammino al tuo fianco,
o ti siedo accanto, oppure indugio
nella stessa stanza assieme a te,
assai poco sai tu dell'elettrico fuoco
che per il tuo amore dentro me canta.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)



"As Adam, early in the morning"

As Adam, early in the morning,   
Walking forth from the bower, refresh’d with sleep;   
Behold me where I pass, hear my voice, approach,   
Touch me, touch the palm of your hand to my Body as I pass;   
Be not afraid of my Body.

 (
1860 - Walt Whitman)

 


"Come Adamo, nel primo mattino"

Come Adamo, nel primo mattino,
che sorge da sotto le fronde, ristorato
dal sonno: guardami dove passo,
ascolta la mia voce, avvicinati a me,
e toccami, appoggia il palmo della tua mano
al mio corpo, mentre passo;
non temere di me, il mio corpo.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)



Robert Graves



Robert Graves
 (1895 - 1985)



"She, then, like snow"

She, then, like snow in a dark night,
Fell secretly. And the world waked
With dazzling of the drowsy eye,
So that some muttered 'Too much light',
And drew the curtains close.
Like snow, warmer than fingers feared,
And to soil friendly;
Holding the histories of the night
In yet unmelted tracks.


 (Robert Graves)
 


Ella dunque, come neve in una notte scura,
scese, segretamente. E il mondo
si destò, con un lampo nello sguardo
insonnolito, e qualcuno mormorò
"C'è troppa luce" e tirò le tende.
Come neve, più calda di timorose dita,
s'adagiò al suolo amichevolmente;
portò con sé le storie della notte
lungo sentieri ancora intatti.

 
(Versione di Marianna Piani)





George Byron


George Gordon Byron
 (1788 - 1828)



As clouds from yonder sun receive
A deep and mellow dye,
Which scarce the shade of coming eve
Can banish from the sky,
Those smiles unto the moodiest mind
Their own pure joy impart;
Their sunshine leaves a glow behind
That lightens o'er the heart.


 (George Byron)
 


Come le nubi
ricevono da un sole lontano
un tono denso e caldo,
tale che a stento
le ombre della sera incombente
possono cacciarle dal cielo,
così quei tuoi sorrisi infondono
all'anima triste una gioia pura.
Il loro solare chiarore
lascia dietro sé un fulgore
che risplende a lungo
sopra il pianeta del cuore.

 
(Versione di Marianna Piani)





William Butler Yeats


William Butler Yeats
 (1865-1939)





"The Mask"

‘Put off that mask of burning gold
With emerald eyes.’
‘O no, my dear, you make so bold
To find if hearts be wild and wise,
And yet not cold.’

‘I would but find what’s there to find,
Love or deceit.’
‘It was the mask engaged your mind,
And after set your heart to beat,
Not what’s behind.’

‘But lest you are my enemy,
I must enquire.’
‘O no, my dear, let all that be,
What matter, so there is but fire
In you, in me?’


 (
William Butler Yeats)

 


"Togliti quella maschera d'oro fiammante
e dagli occhi di smeraldo."
"Oh, no mio caro, troppo pretendi
se credi di scoprire se i cuori saggi e ribelli
non siano anche freddi."

"Io vorrei solo sapere ciò che v'è da sapere,
tra l'amore e l'inganno."
"Fu la maschera a turbare la tua mente,
e poi a far palpitare il tuo cuore,
non ciò che essa nasconde."

"Tuttavia io debbo indagare
se tu mi sei amica o nemica."
"Oh no, mio caro, lascia che sia;
che importa se c'è il fuoco
in te, in me?"

 
(Versione italiana di Marianna Piani)




John Keats

John Keats
 (1795-1821)




"Sweet is the greetings of the eyes"

Sweet, sweet is the greetings of the eyes
And sweet is the voice in its greeting.
When adieux have grown old and goodbyes
Fade away when old time is retreating.

Warm the nerve of a welcoming hand
and earnest a kiss on the brow,
When we meet over the sea and o'er land
Where furrows are new to the plough.


 (John Keats)
 

Dolce, dolce è il saluto degli occhi
e dolce la voce nel suo saluto.
Quando il dire addio s'è consumato
e l'arrivederci s'è dissolto
là dove il tempo e il passato s'è ritirato.

Calda è la stretta d'una mano che accoglie
e più caro ancora sulle palpebre un bacio,
quando ci incontriamo oltre il mare
e di là dalle terre laddove le zolle
il vomere non han mai provato.

(Versione italiana di Marianna Piani)






William Butler Yeats


William Butler Yeats
 (1865-1939)





"I would that we were, my beloved, white birds"

I would that we were, my beloved, white birds on the foam of the sea!
We tire of the flame of the meteor, before it can fade and flee;
And the flame of the blue star of twilight, hung low on the rim of the sky,
Has awakened in our hearts, my beloved, a sadness that may not die.

A weariness comes from those dreamers, dew-dabbled, the lily and rose;
Ah, dream not of them, my beloved, the flame of the meteor that goes,
Or the flame of the blue star that lingers hung low in the fall of the dew:
For I would we were changed to white birds on the wandering foam: I and you!

I am haunted by numberless islands, and many a Danaan shore,
Where Time would surely forget us, and Sorrow come near us no more;
Soon far from the rose and the lily, and fret of the flames would we be,
Were we only white birds, my beloved, buoyed out on the foam of the sea!


 (
William Butler Yeats)

 


Vorrei che fossimo, amore mio, candidi uccelli sopra la spuma del mare!
Ci stanchiamo della fiammata d'una meteora prima ancora che svanisca e dilegui;
E la fiamma della stella azzurra della sera, aggrappata laggiù, al bordo del cielo,
nei nostri cuori, mia cara, ha risvegliato una tristezza infinita.

Ci assale stanchezza da questi sogni, carichi di rugiada, di gigli e di rose;
Non sognare di loro, mia cara, la fiammata d'una stella cadente,
o la luce azzurra di una stella che indugia aggrappata al calare della rugiada:
Io vorrei che fossimo mutati, tu ed io, in candidi uccelli sopra la mobile spuma!

Sono turbato dalle innumerevoli isole, e dalle rive incantate dove il tempo
si scorderà certo di noi, dove il Dolore mai più ci coglierà;
saremo presto lontani dai gigli e dalle rose, e al sicuro dalle fiamme,
saremo solo quei candidi uccelli, mia cara, sospesi sopra la spuma del mare.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)



"These are the clouds"

These are the clouds about the fallen sun,
The majesty that shuts his burning eye:
The weak lay hand on what the strong has done,
Till that be tumbled that was lifted high
And discord follow upon unison,
And all things at one common level lie.
And therefore, friend, if your great race were run
And these things came, so much the more thereby
Have you made greatness your companion,
Although it be for children that you sigh:
These are the clouds about the fallen sun,
The majesty that shuts his burning eye.


 (
William Butler Yeats)

 


"Queste le nubi"

Queste sono le nubi attorno al sole al tramonto,
la maestà che richiude il suo sguardo fiammante:
i deboli s'impossessano di ciò che i più forti hanno edificato,
finché non rovina tutto ciò che è stato elevato,
e la disarmonia sostituisce l'accordo,
e ogni cosa giace al medesimo stallo.
E quindi, mia cara, se la tua grande prova è compiuta
e tutto ciò avvenne, tanto più così
ti fu compagna la grandezza,
anche se tu ora piangi per i figli che non avesti:
queste le nubi attorno al sole al tramonto,
la maestà che richiude il suo sguardo fiammante.

(Versione italiana di Marianna Piani)




Walt Whitman


Walt Whitman
 (1819-1892)




"Not heat flames up and consumes"

Not sea-waves hurry in and out,
Not the air, delicious and dry, the air of the ripe summer, bears lightly along white down-balls of myriads of seeds,
Wafted, sailing gracefully, to drop where they may;
Not these—O none of these, more than the flames of me, consuming, burning for his love whom I love!
O none, more than I, hurrying in and out:
—Does the tide hurry, seeking something, and never give up? O I the same;
O nor down-balls, nor perfumes, nor the high, rain-emitting clouds, are borne through the open air,
Any more than my Soul is borne through the open air,
Wafted in all directions, O love, for friendship, for you.
fruits, tall branches and trees.


 (
1860 - Walt Whitman)

 


Non arde e consuma la fiamma,
non s'affrettano nell'andare e venire le onde,
né l'aria dolce e secca, l'aria dell'estate matura, solleva lievi i fiocchi bianchi dei pioppi assieme a miriadi di semi,
che ondeggiano e fluttuano con grazia, per cadere ovunque possono;
nulla di tutto ciò è più della fiamma ch'è in me, che arde e consuma per l'amore di chi amo,
nulla più di me si affanna nell'andare e venire da te;
non s'affanna forse l'onda nel cercare qualcosa, senza mai pace? Ebbene, io faccio lo stesso,
né i fiocchi dei pioppi, né i profumi, né le nubi alte cariche di pioggia fluttuano nell'aria,
più di quanto non fluttui libera nell'aria l'anima mia,
portata in ogni direzione, amore mio, dal mio amore per te.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)



"Roots and Leaves Themselves Alone"

Roots and leaves themselves alone are these,
Scents brought to men and women from the wild woods and pond-side,
Breast-sorrel and pinks of love, fingers that wind around tighter
than vines,
Gushes from the throats of birds hid in the foliage of trees as the
sun is risen,
Breezes of land and love set from living shores to you on the living
sea, to you O sailors!
Frost-mellow'd berries and Third-month twigs offer'd fresh to young
persons wandering out in the fields when the winter breaks up,
Love-buds put before you and within you whoever you are,
Buds to be unfolded on the old terms,
If you bring the warmth of the sun to them they will open and bring
form, color, perfume, to you,
If you become the aliment and the wet they will become flowers,
fruits, tall branches and trees.


 (
1860 - Walt Whitman)

 


"Solo foglie, e radici"

Solo foglie, e radici, sono queste,
profumi portati agli uomini e alle donne dai boschi selvaggi e dalle rive degli stagni,
acetosella del cuore e rose d'amore, dita che s'intrecciano più strettamente dei vitigni,
canti dalla gola di uccelli celati tra le chiome degli alberi mentre il sole risorge,
brezze di terra e d'amore sospinti da spiagge di vita fino a voi, in un mare di vita, fino a voi, naviganti!
Bacche addolcite nel gelo e gemme di marzo offerte frasche ai giovani che vagano nei campi al finire dell'inverno,
germogli d'amore a voi disposti, e in voi, ovunque siate,
germogli che sbocceranno come han sempre fatto,
e se a loro recate il calore del sole essi schiuderanno in forme, colori, profumi, solo per voi,
e se voi diverrete alimento e pioggia per loro, essi saranno fiori, frutta, alti rami e alberi immensi

(Versione italiana di Marianna Piani)





John Donne



John Donne
 (1572-1631)




"The Dreame"

Deare love, for nothing lesse then thee
Would I have broke this happy dreame,
It was a theame
For reason, much too strong for phantasie,
Therefore thou wakd'st me wisely; yet
My Dreame thou brok'st not, but continued'st it,
Thou art so truth, that thoughts of thee suffice,
To make dreames truths; and fables histories;
Enter these armes, for since thou thoughtst it best,
Not to dreame all my dreame, let's act the rest.

As lightning, or a Tapers light,
Thine eyes, and not thy noise wak'd mee;
Yet I thought thee
(For thou lovest truth) an Angell, at first sight,
But when I saw thou sawest my heart,
And knew'st my thoughts, beyond an Angels art,
When thou knew'st what I dreamt, when thou knew'st when
Excesse of joy would wake me, and cam'st then,
I must confesse, it could not chuse but bee
Prophane, to thinke thee any thing but thee.

Comming and staying show'd thee, thee,
But rising makes me doubt, that now,
Thou art not thou.
That love is weake, where feare's as strong as hee;
'Tis not all spirit, pure, and brave,
If mixture it of Feare, Shame, Honor, have.
Perchance as torches which must ready bee,
Men light and put out, so thou deal'st with mee,
Thou cam'st to kindle, goest to come; Then I
Will dreame that hope againe, but else would die.


 (John Donne)


 


Amore caro, per nulla al mondo che fosse meno di te
avrei voluto interrompere questo sogno stupendo,
era materia
per la ragione, troppo potente per la fantasia,
per questo bene hai fatto a destarmi; tuttavia
tu il mio sogno non hai interrotto, bensì proseguito,
tu sei così vera che il pensiero di te basta
a fare dei sogni verità; e delle favole Storia;
vieni tra le mie braccia, e poiché tu pensasti fosse meglio
che io non sognassi il mio sogno per intero,
insieme viviamone il seguito.

Come un lampo, o lume di candela,
sono stati i tuoi occhi, non la tua voce che mi han destato;
eppure ti credetti
(poiché ami il vero) un Angelo, alla prima,
ma quando mi avvidi che tu coglievi il mio cuore
e sapevi i miei pensieri, ben al di là di ciò che un Angelo fa,
e sapevi ciò che io sognavo, e sapevi quando la gioia
travalicando m'avrebbe destato, e proprio allora giungesti,
confesso, non potei che considerare empio
pensare che tu fossi altra cosa che te.

Il venire, e il rimanere da me mostrarono che tu eri tu,
ma ora il tuo allontanarti mi fa dubitare
che tu non fossi tu.
Com'è debole Amore quando il Timore è quanto lui forte,
non è tutto spirito, puro e ardito,
se è commisto da Timore, Pudore e Onore.
Forse, come le torce che devono esser sempre pronte
vengono accese e poi spente, così tu fai con me,
vieni ad attizzarmi, e te ne vai solo per poter ritornare;
allora io sognerò ancora quella dolce speranza, senza la quale
potrei morire.

 
(Versione di Marianna Piani)





David Herbert Lawrence


David Herbert Lawrence
 (1885 - 1930)




"The Clever Women"

Close your eyes, my love, let me make you blind;
They have taught you to see
Only problems writ on the face of things,
And algebra in the eyes of desirous men,
And God like geometry
Tangling his circles, to baffle you and me.

I would kiss you over the eyes till I kissed you blind;
If I could — if anyone could.
Then perhaps in the dark you’d get what you want to find.
The solution that ever is much too deep for the mind;
Dissolved in the blood…
That I am the hart, and you are the gentle hind.

Now stop carping at me. Do you want me to hate you?
Am I a kaleidoscope
For you shake and shake, and it won’t come right?
Am I doomed in a long coition of words to mate you?
Unsatisfied! Is there no hope
Between your thighs, far, far from your peering sight?


 (David Herbert Lawrence)
 


Chiudi gli occhi amore mio, lascia ch'io t'accechi.
Ti hanno appreso a vedere soltanto
problemi iscritti sulla superficie delle cose,
e teoremi negli occhi di uomini per te ardenti,
e geometrie del dio che traccia i suoi cerchi
per confonderti e confondere me.

Vorrei baciarti fino ad accecarti.
Se solo potessi - se chiunque potesse!
Allora forse nell'oscurità avresti ciò che vuoi trovare;
la soluzione è sempre troppo profonda per la mente;
si fonde nel sangue:
che io sono il cervo, e tu la mia cerbiatta.

Ma ora basta indagare su di me! Vuoi che t'odi?
Sono io per te un caleidoscopio
che agiti e agiti e non dà mai l'immagine giusta?
Sono condannato a un lungo coito di parole, per possederti?
Ma ora basta! C'è una speranza
tra le tue cosce, lontano, lontano dal tuo sguardo indagatore?

 
(Versione di Marianna Piani)






William Butler Yeats


William Butler Yeats
 (1865-1939)




"The two Trees"

Beloved, gaze in thine own heart,
The holy tree is growing there;
From joy the holy branches start,
And all the trembling flowers they bear.
The changing colours of its fruit
Have dowered the stars with merry light;
The surety of its hidden root
Has planted quiet in the night;
The shaking of its leafy head
Has given the waves their melody,
And made my lips and music wed,
Murmuring a wizard song for thee.
There the Loves a circle go,
The flaming circle of our days,
Gyring, spiring to and fro
In those great ignorant leafy ways;
Remembering all that shaken hair
And how the winged sandals dart,
Thine eyes grow full of tender care:
Beloved, gaze in thine own heart.

Gaze no more in the bitter glass
The demons, with their subtle guile,
Lift up before us when they pass,
Or only gaze a little while;
For there a fatal image grows
That the stormy night receives,
Roots half hidden under snows,
Broken boughs and blackened leaves.
For all things turn to barrenness
In the dim glass the demons hold,
The glass of outer weariness,
Made when God slept in times of old.
There, through the broken branches, go
The ravens of unresting thought;
Flying, crying, to and fro,
Cruel claw and hungry throat,
Or else they stand and sniff the wind,
And shake their ragged wings; alas!
Thy tender eyes grow all unkind:
Gaze no more in the bitter glass.


 (
William Butler Yeats)

 


"Due Alberi"

Amore, guarda dentro il tuo cuore,
l'albero santo è lì che sta fiorendo;
dalla gioia i santi rami si partono,
e tutti i frementi fiori che essi sostengono.
I color cangianti dei suoi frutti
hanno adornato le stelle con luce serena;
la saldezza delle sue radici profonde
ha radicato la quiete nella notte;
il cullare della sua chioma frondosa
ha donato alle onde la loro melodia,
e le mie labbra ne sposarono l'armonia
nel mormorare per te un magico canto.
Là vanno gli amori danzando,
nel giro fiammante dei nostri giorni,
vorticando, turbinando qui e là
nei vasti incoscienti viali coperti di foglie;
rammentando quella gran chioma agitata dal vento
e come sfrecciano i sandali alati
i tuoi occhi si colmano di tenerezza:
guarda, guarda dentro il tuo cuore, amore mio.

Non guardare più nello specchio amaro
che i demoni, con la loro sottile scaltrezza
ci pongono di fronte, passando,
o almeno lanciaci appena uno sguardo;
poiché vi si forma un'immagine fatale
che raccoglie la notte di tempesta,
radici seminascoste nella neve,
rami spezzati, foglie annerite.
Poiché ogni cosa sterile diviene
in quello specchio opaco che i demoni reggono,
specchio dell'espressa stanchezza,
creato mentre Dio riposava nel suo tempo senile.
Là, tra i rami spezzati, passano i corvi
del pensiero senza requie;
volando, gridando, qui e là,
con i loro artigli crudeli e la gola vorace,
oppure rimangono immobili a fiutare il vento,
e scuotono le loro ali cenciose, ahimè!
I tuoi teneri occhi perdono la loro dolcezza:
no, non guardare più in quello specchio amaro.

(Versione italiana di Marianna Piani)







Walter de la Mare



Walter de la Mare
 (1873-1956)




"Winter Company"

Blackbird silent in the snow;
Motionless crocus in the mould;
Naked tree; and, cold and low,
Sun's wintry gold…
Lost for the while in their strange
Beauty - self how far! -
Lulled were my senses into a timeless dream;
As if inmost secret of what they are
Lay open in what they seem.


 (
Walter de la Mare)

 


"Compagnia d'Inverno"

Il merlo silenzioso nella neve;
il croco immobile nell'umido terreno;
un'albero nudo; e, freddo e basso,
l'oro dell'inverno, il Sole…
Perduti ora in quella bellezza strana -
oh, quanto lontani! -
i miei sensi si cullavano in un sogno senza tempo;
come se il più profondo segreto di ciò che sono
fosse già svelato in ciò che appaiono.

(Versione italiana di Marianna Piani)






William Carlos Williams

William Carlos Williams
 (1883 - 1963)


"A Flowing River"

You are lovely as a river
under tranquil skies -
There are imperfections
but a music overlays them -

telling by how dark a bed
the current moves
to what sea that shines
and ripple in my thought


 (William Carlos Williams)
 


"Un fiume scorre"

Tu sei dolce come un fiume
sotto un quieto cielo -
V'è qualche imperfezione,
ma le ricopre una melodia -

che mi narra di quali oscuri fondali
la corrente smuove, trascinandoli
a quale mare, che balugina
e s'increspa nei miei pensieri.

 
(Versione di Marianna Piani)












William Butler Yeats


William Butler Yeats
 (1865-1939)




"Down by the salley gardens"

Down by the salley gardens my love and I did meet;
She passed the salley gardens with little snow-white feet.
She bid me take love easy, as the leaves grow on the tree;
But I, being young and foolish, with her would not agree.

In a field by the river my love and I did stand,
And on my leaning shoulder she laid her snow-white hand.
She bid me take life easy, as the grass grows on the weirs;
But I was young and foolish, and now am full of tears
.


 (
William Butler Yeats)
 

Là, nei giardini dei salici, l'amore mio ed io ci incontrammo;
Lei camminava tra i salici, con i suoi bianchi piedini di neve.
Mi invitò a prendere l'amore per quello che è,
come fanno le foglie crescendo sopra gli alberi;
Ma io, che ero giovane e folle, non fui d'accordo con lei.

In un prato accanto al fiume io e il mio amore ci fermammo,
e lei posò la sua mano di neve sopra la mia spalla piegata.
Mi chiese di prendere la vita com'è,
come l'erba cresce sull'orlo dei fiumi;
ma io ero giovane e folle, e ora sono pieno di pianto.

(Versione italiana di Marianna Piani)







John Keats

John Keats
 (1795-1821)




"Where's the Poet? show him!"

Where's the Poet? show him! show him,
Muses nine! that I may know him.
'Tis the man who with a man
Is an equal, be he King,
Or poorest of the beggar-clan
Or any other wonderous thing
A man may be 'twixt ape and Plato;
'Tis the man who with a bird,
Wren or Eagle, finds his way to
All its instincts; he hath heard
The Lion's roaring, and can tell
What his horny throat expresseth,
And to him the Tiger's yell
Come articulate and presseth
Or his ear like mother-tongue.


 (John Keats)
 

Dov'è il Poeta? Fatemelo vedere! Fatemelo vedere
care Muse! Io lo voglio incontrare.
È un uomo che a ogni uomo
è uguale, sia egli un Re,
o il più miserabile tra gli straccioni,
oppure ogni altra stupenda cosa un uomo
può essere tra una scimmia e Platone;
è l'uomo che come un uccello,
sia egli scricciolo o aquila,
trova la via per ogni suo istinto.
Egli ha udito il Leone ruggire,
e ci sa dire ciò che quella voce vuol dire,
e il grido della Tigre al suo orecchio
suona chiaro e familiare
come fosse la sua lingua madre.

(Versione italiana di Marianna Piani)




"Stay, ruby breasted warbler, stay"

1
Stay, ruby breasted warbler, stay,
  And let me see thy sparkling eye;
Oh brush not yet the pearl strung spray,
  Nor bow thy pretty head to fly.

2
Stay while I tell thee, fluttering thing,
  That thou of love an emblem art;
Yes! patient plume thy little wing,
  Whilst I my thoughts to thee impart.

3
When summer nights the dews bestow,
  And summer suns enrich the day,
Thy notes the blossoms charm to blow,
  Each opes delighted at thy lay.

4
So when in youth the eye’s dark glance
  Speaks pleasure from its circle bright,
The tones of love our joys enhance,
  And make superiour each delight.

5
And when bleak storms resistless rove,
  And ev’ry rural bliss destroy,
Nought comforts then the leafless grove
  But thy soft note – its only joy.

6
E’en so the words of love beguile,
  When pleasure’s tree no longer bears,
And draw a soft endearing smile,
  Amid the gloom of grief and tears.


 (John Keats)
 

Fermati, pettirosso dal petto rubino, non fuggire,
  lascia che io guardi il tuo occhio splendente;
non sfiorare in volo i cespugli imperlati rugiada,
  non chinare nel volo il tuo capo così bello.

Fermati, mentre a te parlo, cosetta fluttuante,
  tu che sei emblema d'amore;
con pazienza lisciati l'ala
  mentrente io t'apro il mio cuore.

Quando le notti d'estate prodigano le loro rugiade
  e il sole estivo rende ricche le giornate,
s'aprono le gemme alle tue note fatate,
  ognuna stupefatta di gioia al tuo canto.

Così, quando il giovane oscuro tuo sguardo
  dal suo alone di luce narra il piacere,
le note d'amore esaltano la gioia
  e rendono immenso ogni nostro godere.

E quando infuriano terribili le tempeste
  e devastano ogni quiete dei campi,
nulla conforta poi il bosco sconvolto
  se non il tuo dolce canto - sua unica gioia.

Proprio così le parole d'amore donano incanto
  quando l'albero del piacere non reca più foglie:
e riportano un dolce, grato, luminoso sorriso
  in mezza all'oscurità del dolore e del pianto
.

(Versione italiana di Marianna Piani)




George Byron

George Gordon Byron
 (1788 - 1828)


"Fare Thee Well!"

Fare thee well! and if for ever,
  Still for ever, fare thee well:
Even though unforgiving, never
  ’Gainst thee shall my heart rebel.

Would that breast were bared before thee
  Where thy head so oft hath lain,
While that placid sleep came o’er thee
  Which thou ne’er canst know again:

Would that breast, by thee glanced over,
  Every inmost thought could show!
Then thou wouldst at last discover
  ’Twas not well to spurn it so.

Though the world for this commend thee—
  Though it smile upon the blow,
Even its praises must offend thee,
  Founded on another’s woe:

Though my many faults defaced me,
  Could no other arm be found,
Than the one which once embraced me,
  To inflict a cureless wound?

Yet, oh yet, thyself deceive not;
  Love may sink by slow decay,
But by sudden wrench, believe not
  Hearts can thus be torn away:

Still thine own its life retaineth,
  Still must mine, though bleeding, beat;
And the undying thought which paineth
  Is—that we no more may meet.

These are words of deeper sorrow
  Than the wail above the dead;
Both shall live, but every morrow
  Wake us from a widow’d bed.

And when thou wouldst solace gather,
  When our child’s first accents flow,
Wilt thou teach her to say ‘Father!’
  Though his care she must forego?

When her little hands shall press thee,
  When her lip to thine is press’d,
Think of him whose prayer shall bless thee,
  Think of him thy love had bless’d!

Should her lineaments resemble
  Those thou never more may’st see,
Then thy heart will softly tremble
  With a pulse yet true to me.

All my faults perchance thou knowest,
  All my madness none can know;
All my hopes, where’er thou goest,
  Wither, yet with thee they go.

Every feeling hath been shaken;
  Pride, which not a world could bow,
Bows to thee—by thee forsaken,
  Even my soul forsakes me now:

But ’tis done—all words are idle—
  Words from me are vainer still;
But the thoughts we cannot bridle
  Force their way without the will.

Fare thee well! thus disunited,
  Torn from every nearer tie,
Sear’d in heart, and lone, and blighted,
  More than this I scarce can die.


 (George Gordon, Lord Byron - 1830)
 


Addio! E se sarà per sempre,
per sempre sì, ancora addio!
Anche se tu non mi perdoni, mai
mai contro te insorgerà il mio cuore.

Se fosse nudo per te questo seno
dove il tuo capo tanto spesso s'è posato
mentre su te scendeva quel sonno placido
che non potrai conoscere mai più;

Se questo cuore su cui posasti appena
il tuo sguardo potesse rivelare ogni suo pensiero!
Allora tu potresti almeno capire
che non fu un bene respingerlo così.

Anche se il mondo per questo ti dà consenso,
anche se sorride per la sorpresa,
le sue chiacchiere dovrebbero esserti d'offesa
perché fondate su un dolore altrui:

Benché tante colpe mi macchiassero
non poteva essere un'altro braccio
se non quello che un giorno a sé mi strinse
ad infliggermi quest'incurabile ferita?

Eppure, cara, eppure non t'illudere; l'amore
può morire affogando lentamente,
ma non credere che uno strappo all'improvviso
possa così dividere due cuori:

Il tuo conserva in sé la vita,
il mio pur sanguinando ancora batte;
e un pensiero incancellabile mi dà pena:
che non c'incontreremo mai più.

E queste son parole di maggior dolore
che un lamento per una morte:
vivremo entrambi, ma ogni mattino
ci desteremo in un giaciglio vuoto.

. . .

Addio amore! Così diviso,
strappato da ogni vincolo più caro,
indurito nel cuore, solo, inaridito,
più di così mai potrò morire.


(Versione italiana di Marianna Piani)









John Keats

John Keats
 (1795-1821)



"To Fanny"

I cry your mercy—pity—love!—aye, love,
   Merciful love that tantalizes not,
One-thoughted, never-wandering, guileless love,
   Unmasked, and being seen—without a blot!
O! let me have thee whole,—all—all—be mine!
   That shape, that fairness, that sweet minor zest
Of love, your kiss,—those hands, those eyes divine,
   That warm, white, lucent, million-pleasured breast,
Yourself—your soul—in pity give me all,
   Withhold no atom’s atom or I die
Or living on perhaps, your wretched thrall,
   Forget, in the mist of idle misery,
Life’s purposes,—the palate of my mind
Losing its gust, and my ambition blind!


 (John Keats)
 

Io ti supplico, compassione, e pietà, e amore! Oh sì, amore!
Amore misericordioso che non sia solo tormento,
amore costante, innocente, d'un solo pensiero,
svelato, e visto, del tutto puro!

Oh! Lascia che io intera ti abbia - tutta, tutta mia!
Queste tue forme, quella bellezza, quella dolce droga
d'amore, il tuo bacio - e le mani, e questi occhi divini,
e questo caldo, candido, luminoso seno, capace di milioni
d'indicibili piaceri, e te stessa - la tua anima stessa -
ti prego: donami di te tutto.

Non tenere per te una sola particella di te, o ne morrei,
o sopravvivrei come tuo misero schiavo,
dimentico, nella nebbia d'una esausta tristezza,
d'ogni senso della vita -

il palato della mia mente perderebbe ogni gusto,
e il mio desiderio vagherebbe, accecato.

(Versione italiana di Marianna Piani)







John Keats

John Keats
 (1795-1821)



"How many bards"

How many bards gild the lapses of time!
A few of them have ever been the food
Of my delighted fancy, -I could brood
Over their beauties, earthly, or sublime:
And often, when I sit me down to rhyme,
These will in throngs before my mind intrude:
But no confusion, no disturbance rude
Do they occasion; 'tis a pleasing chime.
So the unnumbered sounds that evening store;
The songs of birds -the whispering of the leaves -
The voice of waters -the great bell that heaves
With solemn sound, -and thousand others more,
That distance of recognizance bereaves,
Makes pleasing music, and not wild uproar
.

 (John Keats)
 

Quanti Poeti fan d'oro il trascorrere del tempo!
Alcuni di loro son sempre stati nutrimento
della mia fantasia grata - terrena/
o sublime potrei ora pensare la loro bellezza:
e spesso, quando a scrivere mi accingo,
irrompono in folla nella mia mente:
ma non v'è confusione, non rude disturbo
mi danno; è invece un armonioso accordo.
Così come sono agli innumeri suoni che s'accumulano a sera:
il canto degli uccelli - il sussurro di foglie -
il mormorar dell'acque - e la grande palpitante campana
dal solenne suono - e mill'altri ancora
che alla distanza nessun conosce,
una dolce musica intonano, non dissonanza.

(Versione italiana di Marianna Piani)



George Byron

George Gordon Byron
 (1788 - 1828)


"Epistle to Augusta"

My sister! my sweet sister! if a name
Dearer and purer were, it should be thine.
Mountains and seas divide us, but I claim
No tears, but tenderness to answer mine:
Go where I will, to me thou art the same
A lov’d regret which I would not resign.
There yet are two things in my destiny—
A world to roam through, and a home with thee.

The first were nothing—had I still the last,
It were the haven of my happiness;
But other claims and other ties thou hast,
And mine is not the wish to make them less.
A strange doom is thy father’s son’s, and past
Recalling, as it lies beyond redress;
Revers’d for him our grandsire’s fate of yore—
He had no rest at sea, nor I on shore.

For thee, my own sweet sister, in thy heart
I know myself secure, as thou in mine;
We were and are—I am, even as thou art—
Beings who ne’er each other can resign;
It is the same, together or apart,
From life’s commencement to its slow decline
We are entwin’d—let death come slow or fast,
The tie which bound the first endures the last!


 (George Gordon, Lord Byron - 1830)
 


Sorella mia! Mia dolce sorella, se mai un nome
più caro e puro sia, quello è il tuo.
Oceani, montagne ci separano cara, ma io chiedo
non lacrime, ma tenerezza che alla mia risponda:
Ovunque vada, per me tu sei la stessa
rimpianto amato cui non rinuncio.
Ancor due cose ho nel mio destino -
Un mondo da vagare, e un nido assieme a te.

Se il primo non ci fosse - e avessi l'altro
Sarebbe il porto della mia gioia;
Ma altri doveri, altri legami hai tu,
e mio volere non è il trascurarli.
Strano destino per il frutto di nostro padre
Irrevocabile, perché senza rimedio;
L'antico fato degli avi è opposto al suo:
Non ebbe pace in mare lui, io non l'ebbi in terra.

Quanto a te, mia dolcissima sorella, nel tuo cuore
io mi sento al sicuro come sei tu nel mio;
Eravamo e siamo - io sono come te -
esseri che mai l'una all'altra potranno
rinunciare; divisi o uniti, ciò non conta:
dall'inizio della vita, al suo lento declino
sempre saremo insieme avvinti
!


(Versione italiana di Marianna Piani)










John Keats


John Keats
 (1795-1821)



"Where be ye going"

Where be ye going, you Devon maid?
And what have ye there i' the basket?
Ye tight little fairy, just fresh from the dairy,
Will ye give me some cream if I ask it?

I love your meads, and I love your flowers,
And I love your junkets mainly,
But 'hind the door, I love kissing more-
O look not so disdainly!

I love your hills, and I love your dales,
And I love your flocks a bleating-
But O, on the heather to lie together,
With both our hearts a beating!

I'll put your basket all safe in a nook,
Your shawl I'll hang up on this willow,
And we will sigh in the daisy's eye,
And kiss on a grass-green pillow
.

 (John Keats)
 

Dove te ne vai, fanciulla dei campi?
Cosa rechi con te ne tuo cestino?
Mia piccola fata, solo panna di latte:
me ne darai, se te ne chiedo un pochino?

Come amo i tuoi prati, e amo i tuoi fiori,
e più ancora come amo i tuoi dolci;
e dietro la porta ancor più adoro baciarti-
suvvia, non far con me la sdegnosa!

Io amo i tuoi colli, e amo le valli,
e pure amo le tue greggi belanti-
oh, ma restare stesi sull'erica insieme,
coi nostri due cuori insieme ansanti!

Riporrò il tuo cestino al sicuro in un canto,
e a questo salice appenderò il tuo scialle,
e sospireremo sotto gli sguardi delle margherite,
e ci baceremo sopra un verde cuscino di foglie.

(Versione italiana di Marianna Piani)


"To G.A.W."

Nymph of the downward smile and sidelong glance,
In what diviner moments of the day
Art thou most lovely? - when gone far astray
Into the labyrinths of sweet utterance,
Or when serenely wandering in a trance
Of sober thought? - Or when starting away
With careless robe to meet the morning ray
Thou spar'st the flowers in thy mazy dance?
Haply 'tis when thy ruby lips parts sweetly,
And so remain, because thou listenest:
But thou to please wert nurtured so completely
That I can never tell what mood is best.
I shall as soon pronounce which Grace more neatly
Trips it before Apollo than the rest
.

 (John Keats)
 

Ninfa dal sorriso schivo, e sfuggente sguardo,
in quali tra i più divini istanti del tuo giorno
sei più amabile e più bella? Quando perduta t'avventuri
nei labirinti del tuo dolce dialogare?
O quando serenamente vaghi dentro l'estasi
dei tuoi limpidi pensieri? O forse quando vai,
Senza curarti delle vesti, verso il raggio del mattino,
risparmiando ogni fiore nella danza del tuo cammino?
Oppure quando socchiudi appena le tue labbra di rubino,
dolcemente, e così rimani, poiché mi ascolti?
Ma tu fosti talmente fatta per piacere
ch'io mai di quando o quanto sei più bella potrei dire.
Potrei mai dire quale Grazia tra le Grazie
con più grazia danza di fronte al dio Apollo,
e con più tenera eleganza?

(Versione italiana di Marianna Piani)




George Byron


George Gordon Byron
 (1788 - 1828)


"So, we'll go no more a roving"

So, we'll go no more a roving
So late into the night,
Though the heart be still as loving,
And the moon be still as bright.

For the sword outwears its sheath,
And the soul wears out the breast,
And the heart must pause to breathe,
And love itself have rest.

Though the night was made for loving,
And the day returns too soon,
Yet we'll go no more a roving
By the light of the moon
.

 (Lord Byron)
 



Ebbene, non andremo più girovagando
nel profondo della notte,
anche se sempre ancora nostro il cuore ama,
e la luna è ancora sempre così splendente.

Poiché la sciabola il fodero consuma,
e l'anima logora il petto,
e il cuore deve aver posa per fiatare,
e l'amore stesso deve riposare.

Benché la notte sia fatta per amare,
e il giorno troppo in fretta venga,
pure noi non più andremo girovagando
al lume chiaro della nostra luna
.


(Versione italiana di Marianna Piani)



John Keats


John Keats
 (1795-1821)
"Bright Star"

Bright star, would I were stedfast as thou art—
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like nature's patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth's human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors—
No—yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow'd upon my fair love's ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever—or else swoon to death
.

 (John Keats)
 



Stella lucente, fossi io così salda, come sei tu-
Ma non in solitario splendore sospesa la notte
sopra le alture, ad osservare - le palpebre aperte in perenne
come un Eremita insonne e paziente nella Natura-
le acque in movimento nel loro compito santo
di purificare gli approdi dell'Uomo su tutta la Terra,
oppure a contemplare il nuovo morbido camuffo di neve
calato dolcemente su montagne e brughiere-
Oh, no - per sempre costante, per sempre immutabile,
vorrei giacere sul seno dell'amor mio come sopra un guanciale,
per sentire per sempre il suo tenero cedere e palpitare,
per sempre desto in quest'inquietudine dolce,
e sempre, per sempre sentire il suo tenue respiro,
e con questo vivere in eterno - o in eterno morire
.


(Versione italiana di Marianna Piani)



"O Solitude"

O Solitude! if I must with thee dwell,
Let it not be among the jumbled heap
Of murky buildings; climb with me the steep,-
Nature’s observatory - whence the dell,
Its flowery slopes, its river’s crystal swell,
May seem a span;let me thy vigils keep
’Mongst boughs pavillion’d,where the deer’s swift leap
Startles the wild bee from the fox-glove bell.
But though I’ll gladly trace these scenes with thee,
Yet the sweet converse of an innocent mind,
Whose words are images of thoughts refin’d,
Is my soul’s pleasure; and it sure must be
Almost the highest bliss of human-kind,
When to thy haunts two kindred spirits flee.

 (John Keats)
 



O Solitudine! Se proprio devo vivere con te,
fai che almeno non sia nel cumulo confuso
di scuri edifici; sali con me là in cima,
dove Natura si svela,e da cui la valle,
il fiorito pendio,la piena cristallina
del fiume,appaiono come miniature;
Veglia con me, tra quei rami a dimora,
dove il cervo, rapido, con un balzo
dal calice del fiore sloggia l'ape selvaggia.
Ma pur godendo a tracciare queste scene con te,
la dolce conversazione d'una mente innocente,
le cui parole sono immagini di pensieri squisiti,
è il piacere dell'anima mia; e di certo dev'essere
quasi la più alta beatiudine per l'umanità,
quando con te ritrovi due spiriti affini fuggire.


(Versione italiana di Marianna Piani)







"O come, dearest Emma"

1

O come, dearest Emma! the rose is full blown,
And the riches of Flora are lavishly strown;
The air is all softness, and chrystal the streams,
And the west is resplendently cloathed in beams.

2


We will hasten, my fair, to the opening glades,
The quaintly carv'd seats, and the freshening shades;
Where the fairies are chaunting their evening hymns,
And in the last sun-beam the sylph lightly swims.

3


And when thou art weary, I'll find thee a bed,
Of mosses, and flowers, to pillow thy head;
There, beauteous Emma, I'll sit at thy feet,
While my story of love I enraptur'd repeat.

4


So fondly I'll breathe, and so softly I'll sigh,
Thou wilt think that some amorous zephyr is nigh;
Ah! no--as I breathe it, I press thy fair knee,
And then, thou wilt know that the sigh comes from me.

5


Then why, lovely girl, should we lose all these blisses?
That mortal's a fool who such happiness misses;
So smile acquiescence, and give me thy hand,
With love-looking eyes, and with voice sweetly bland
.

 (John Keats)
 



1

Vieni, Emma cara, la rosa è del tutto fiorita
e i tesori di Flora son profusi con prodiga mano;
l'aria è tutta freschezza, e i torrenti sono cristallo,
e l'occidente è coperto d'una esplosione di raggi.

2


Mia cara, ci affretteremo alle dischiuse radure,
ai seggi intarsiati, e alle frescure dell'ombra;
laddove le fate intonano i loro inni vespertini,
e la silfide nuota nell'ultimo raggio di sole, lieve.

3


E non appena sarai stanca, ti troverò un giaciglio
di muschio, e di fiori, su cui il capo poggiare;
colà, bellissima Emma, siederò ai tuoi piedi,
e ripeterò la mia storia d'amore a non finire.

4


Sarò così dolce nel respiro, e cosí tenera nel sospiro
che penserai che uno zefiro d'amore ti fosse vicino;
Ah! ma col mio respiro, ti poserò la mano sul grembo,
così saprai per certo che da me proviene quel fiato.

5


E poi, amor mio di ragazza, perchè dovremmo mai perderci
tali bellezze? Folle è il mortale che tanta gioia manca;
perciò sorridi, serena mia cara, e affidami la tua mano,
con occhi d'amore, e con dolce voce di resa
.

 
(Versione italiana di Marianna Piani)


Elisabeth Barrett Browning

"If thou must love me" 
di Elisabeth Barrett Browning
 (1806 - 1861)



"If thou must love me"

If thou must love me, let it be for nought
Except for love's sake only. Do not say
'I love her for her smile— her look —her way
Of speaking gently, —for a trick of thought
That falls in well with mine, and certes brought
A sense of pleasant ease on such a day'—
For these things in themselves, Beloved, may
Be changed, or change for thee, —and love, so wrought,
May be unwrought so. Neither love me for
Thine own dear pity's wiping my cheeks dry,—
A creature might forget to weep, who bore
Thy comfort long, and lose thy love thereby
But love me for love's sake, that evermore
Thou mayst love on, through love's eternity.

 (Elisabeth Barrett Browning)
 


Se devi amarmi, fallo soltanto
per l'amore di amare. non dire mai
"La amo per il suo sorriso - per lo sguardo
per com'è dolce la sua voce, perchè il pensier suo
concorda col mio, e si, certo quel giorno
mi diede un magico senso di pace"
Queste cose, in sè - amor mio - posson mutare
o mutare per te, e l'amor così nato
potrebbe andare perduto. E non amarmi mai
per la dolce pietà con cui le mie lacrime tergi.
Una creatura potrebbe scordarsi il pianto
che il tuo conforto portava, e così perderti.
Ma amami solo per amore d'amarmi, che sempre
mi dovrai amare, per un'eternità d'amore.

 
(Versione di Marianna Piani)





Yeats

"A Pity beyond all telling" 
di William Butler Yeats
 (1865 - 1939)



"A Pity beyond all telling"

A Pity beyond all telling
Is hid in the heart of love:
The folk who are buying and selling,
The clouds on their journey above,

The cold wet winds ever blowing,
And the shadowy hazel grove
Where mouse-grey waters are flowing,
Threaten the head that I love
.

 (William Butler Yeats)
 


Una pietà oltre ogni dire
è celata nel cuore dell'amore:
gente che compra, e che vende,
le nubi nel loro viaggio intente,

i freddi umidi costanti venti,
e l'oscuro boschetto di noccioli
ove scorrono acque grigiastre,
a tormentare il capo che io adoro.

 
(Versione di Marianna Piani)



 John Keats
"Hither, hither, love" 
di John Keats
 (1795 - 1821)


"Hither, hither, love"

Hither, hither, love
'Tis a shady mead -
Hither, hither, love,
Hither, hither, sweet -
'Tis a cowslip bed -
Hither, hither, sweet! -

'Tis with dew bespread!
Hither, hither, dear,
By the breath of life,
Hither, hither, dear!
Be the summer's wife!

Though one moment's pleasure
in one moment flies,
Though the passion's treasure
in one moment dies;

Yet it has not passed -
Think how near, how near! -
And while it doth last,
Think how dear, how dear!

Hither, hither, hither
Love this boon hath sent -
If I die and wither
I shall die content..

 (John Keats)
 


Vieni, vieni, amore
qui c'è un l'ombroso prato -
vieni, vieni, amore
vieni, mio dolce amore, vieni -
qui c'è un letto di biancospino -

vieni, mia dolcezza, vieni! -
qui si sparge la rugiada!
Vieni, vieni, cara,
con il soffio della vita,
vieni, vieni, cara!

Sei la Sposa dell'Estate!
Anche se la gioia d'un istante
in un istante vola via,
anche se un tesoro di passione
in un momento può svanire;

eppur non è passato, è ancora -
pensa quant'è vicino, vicino! -
E mentre ancor può durare cara,
pensa quant'è caro, e caro!

Vieni, vieni, vieni
Amore questo dono ha inviato -
Se muoio ora io in un fiato
morirò di gioia, appagata.

 
(Versione di Marianna Piani)




 David Herbert Lawrence

"Poems" 
di David Herbert Lawrence
 (1885 - 1930)




"Take off your cloak"

Take off your cloak and your hat
And your shoes, and draw up at my hearth
Where never woman sat.

I have made the fire up bright;
Let us leave the rest in the dark
And sit by firelight.

The wine is warm in the hearth;
The flickers come and go.
I will warm your limbs with kisses
Until they glow.


 (David Herbert Lawrence)
 


Togli il mantello, e il cappellino
e le scarpe, e accostati al mio focolare
dove mai prima una donna s'assise.

Ho attizzato la fiamma;
lasciamo ogni altra cosa nel buio
e sediamoci accanto alla luce del fuoco.

Il vino è tiepido accanto alle braci;
Riflessi vanno e vengono.
Riscalderò le tue membra di baci
finchè risplendano.

 
(Versione di Marianna Piani)





"Butterfly"

Butterfly, the wind blows sea-ward, strong beyond the garden-wall!
Butterfly, why do you settle on my shoe, and sip the dirt on my shoe,
Lifting your veined wings, lifting them? big white butterfly!

Already it is October, and the wind blows strong to the sea
from the hills where snow must have fallen, the wind is polished with snow.
Here in the garden, with red geraniums, it is warm, it is warm
but the wind blows strong to sea-ward, white butterfly, content on my shoe!

Will you go, will you go from my warm house?
Will you climb on your big soft wings, black-dotted,
as up an invisible rainbow, an arch
till the wind slides you sheer from the arch-crest
and in a strange level fluttering you go out to sea-ward, white speck!

Farewell, farewell, lost soul!
You have melted in the crystalline distance,
It is enough! I saw you vanish into air.


 (David Herbert Lawrence)
 


Farfalla, il vento tira verso il mare,
vigoroso, di là dal mio steccato!
Farfalla, perchè sulla scarpa mia ti posi
e sembri gustarne la polvere di strada,
spalancando le tue venate ali?
Spalancandole, bianca, grande farfalla!

È già ottobre, e il vento
spinge forte al mare
calando dalle alture dove la neve
già dev'essere scesa: vento
chiaro di neve.
Qui, nel mio giardino, tra rossi
gerani, c'è tepore, dolce tepore,
ma il vento tira forte al mare,
bianca farfalla, che sulla mia scarpa riposi!

Te ne andrai, te ne andrai
dalla mia calda magione?
Ti leverai sulle tue grandi morbide ali,
di nero maculate,
come sopra un'invisibile arco in cielo,
Un arcata, finchè il vento
non ti faccia scivolar giù dritta
dal suo colmo,
e in uno strano piano aleggiare, te ne vai
lontano verso il mare, bianco fiocco.

Addio, addio, anima sola!
Ti sei confusa in cristallina distanza,
ed è tutto! Ti ho vista svanire nel vento.


 
(Versione di Marianna Piani)




"Spring Morning"

Ah, through the open door
Is there an almond tree
Aflame with blossom!
--Let us fight no more.

Among the pink and blue
Of the sky and the almond flowers
A sparrow flutters.
--We have come through,

It is really spring!--See,
When he thinks himself alone
How he bullies the flowers.
--Ah, you and me

How happy we'll be!--See him
He clouts the tufts of flowers
In his impudence.
--But, did you dream

It would be so bitter? Never mind
It is finished, the spring is here.
And we're going to be summer-happy
And summer-kind.

We have died, we have slain and been slain,
We are not our old selves any more.
I feel new and eager
To start again.

It is gorgeous to live and forget.
And to feel quite new.
See the bird in the flowers?--he's making
A rare to-do!

He thinks the whole blue sky
Is much less than the bit of blue egg
He's got in his nest--we'll be happy
You and I, I and you.

With nothing to fight any more-
In each other, at least.
See, how gorgeous the world is
Outside the door!


 (David Herbert Lawrence)
 


Ah, di là dalla porta
aperta, c'è un mandorlo
fiammante di fiori
- Non azzuffiamoci più.

Tra il rosa e il blu
del cialo e i mandorli in fiore
un passero svolazza
- Ne siamo fuori,

È Primavera, davvero! guarda,
quando si crede solo, come
fa il bulletto coi fiori.
- Ah, tu ed io

come saremo felici! - Lo vedi?
scompiglia i ciuffi di fiori
tant'è impudente
- Dimmi, hai sognato

che fosse così triste? Non ci badare
è finito, Primavera è con noi.
E noi stiamo per essere Estate -
felici e così estatosi.

Siamo morti, abbiamo ucciso, siamo stati
uccisi, non siamo più i noi stessi di prima,
mi sento nuova, e bramosa
di ripartire.

È meraviglioso vivere e scordare.
E sentirsi così rinnovati.
Lo vedi il passero tra i fiori? - sta facendo
un casino mai visto!

Lui crede che l'intera volta celeste
valga assai meno dell'ovetto blu
che ha nel suo nido - come saremo felici
tu ed io, io e te.

Con più nulla per cui azzuffarci-
tra noi, almeno.
Vedi quant'è meraviglioso il mondo
di là dall'uscio!

 
(Versione di Marianna Piani)





"Music, when Soft Voices die"

Music, when soft voices die,
Vibrates in the memory;
Odours, when sweet violets sicken,
Live within the sense they quicken.

Rose leaves, when the rose is dead,
Are heap'd for the beloved's bed;
And so thy thoughts, when thou art gone,
Love itself shall slumber on
.


 (David Herbert Lawrence)
 


Musica, quando le dolci voci dissolvono,
risuona nella memoria.
Profumi, quando le tenere viole appassiscono,
rivivono dentro i sensi che ridestano.

Petali di rosa, quando la rosa è morta,
sono sparsi sopra letto dell'amata;
e pensando a te, quando sarai andata,
Amore stesso s'assopirà.

 
(Versione di Marianna Piani)





 William Blake
"Poems" 
di William Blake
 (1757 - 1827)




"Love and Harmony"

Love and harmony combine,
And round our souls entwine
While thy branches mix with mine,
And our roots together join.

Joys upon our branches sit,
Chirping loud and singing sweet;
Like gentle streams beneath our feet
Innocence and virtue meet.

Thou the golden fruit dost bear,
I am clad in flowers fair;
Thy sweet boughs perfume the air,
And the turtle buildeth there.

There she sits and feeds her young,
Sweet I hear her mournful song;
And thy lovely leaves among,
There is love, I hear his tongue.

There his charming nest doth lay,
There he sleeps the night away;
There he sports along the day,
And doth among our branches play
.


 (William Blake)
 


Amore e Armonia si congiungono
e s'intrecciano strette alle nostre anime
mentre si confondono nei miei i tuoi rami
e le radici nostre s'avvinghiano fitte.

Gioie si posano sui nostri rami,
cinguettando sonore in dolce canto;
come gentili ruscelli sotto i nostri passi
innocenza e virtù convergono uniti.

Tu indossi le frutta tue dorate,
io sono adorno di fiori in festa;
le gemme tue dolci profumano il vento,
e la tartaruga qui edifica il nido.

Qui si ferma e pasce i suoi nati,
dolce odo il suo triste canto;
E tra le tue amorose foglie,
qui è amore, la sua voce sento.

Qui pone il suo fascinoso nido,
qui s'assopisce nel passar la notte,
qui si rivela a giorno fatto,
e qui tra i rami nostri gioca e vive.

 
(Versione di Marianna Piani)




"Sleep"

Sleep! sleep! beauty bright,
Dreaming o'er the joys of night;
Sleep! sleep! in thy sleep
Little sorrows sit and weep.

Sweet Babe, in thy face
Soft desires I can trace,
Secret joys and secret smiles,
Little pretty infant wiles.

As thy softest limbs I feel,
Smiles as of the morning steal
O'er thy cheek, and o'er thy breast
Where thy little heart does rest.

O! the cunning wiles that creep
In thy little heart asleep.
When thy little heart does wake
Then the dreadful lightnings break,

From thy cheek and from thy eye,
O'er the youthful harvests nigh.
Infant wiles and infant smiles
Heaven and Earth of peace beguiles.


 (William Blake)
 


Dormi! Dormi mio bel splendore,
sognando di notturne gioie;
dormi! dormi e nel tuo sonno
sfuma ogni tuo piccolo dolore.

Dolce bimbo, sul tuo viso
dolci desideri potrei tracciare,
gioie segrete e segreti sorrisi,
e di infantili capricci ogni grazia.

Mentre le tue tenere braccia sento,
sorrisi come il mattino son rapiti
sulle tue guance, e sul tuo petto
ove il cuoricino tuo riposa.

Oh, i capricci s'insinuano lesti
nel tuo cuoricino assopito.
Quando il cuore tuo sarà desto
allora scoccheranno lampi spietati

dalle tue guance e dai tuoi sguardi
sulle prossime giovanili messi.
Infantili capricci, sorrisi infantili
incantan di pace Cielo e Terra.

 
(Versione di Marianna Piani)






George Byron

"She walks" 
di George Gordon Byron
 (1788 - 1828)


"She walks in Beauty"

She walks in beauty like the night
Of cloudless climes and starry skies,
And all that's best of dark and bright
Meet in her aspect and her eyes;
Thus mellowed to the tender light
Which heaven to gaudy day denies.

One ray the more, one shade the less
Had half impaired the nameless grace
Which waves in every raven tress
Or softly lightens o'er her face,
Where thoughts serenely sweet express
How pure, how dear their dwelling place.

And on that cheek and o'er that brow
So soft, so calm yet eloquent,
The smiles that win, the tints that glow
But tell of days in goodness spent
A mind at peace with all below,
A heart whose love is innocent.


 (George Byron)
 


Lei va, splendente come la notte
più tersa nel cielo e stellata,
e tutto il bello ch'è nel buio e nel chiaro
nei suoi occhi, nei sui sguardi cogli;
addolciti alla tenera luce
che il Cielo nega all'avanzar del giorno.

Un raggio in più, un'ombra in meno
avrebbero guastato l'innominata grazia
che aleggia in ogni sua bruna treccia
o morbidamente le illumina la faccia,
ove serenamente dolci pensieri detti
così puri, così cari hanno dimora.

E su quelle gote, su quella fronte
così dolce, così serena, eppur eloquente
i sorrisi trionfanti, i colori lucenti
parlano di giorni in gioia spesi,
e d'un intelletto in armonia con ogni cosa,
e d'un cuore ch'è, innocente, in amore.

 
(Versione di Marianna Piani)






1 commento:

  1. Ciao Mari,
    Buon 2 Giugno, innanzitutto.
    Lascio un commento qui, in questa sezione, "English", perchè tra tutte è la mia preferita : adoro la lingua inglese.
    "Spring Morning" di Lawrence la rileggo con piacere ogni volta.
    Hai fatto un lavoro eccezionale, Marianna.
    Dico sul serio.
    Hai tradotto rispettando la "musicalità" e il senso dei versi originali.
    Non è da tutti trattare con i guanti la poesia, figuriamoci farlo come fai tu, ovvero in maniera passionale e disinteressata, senza scopo di lucro e senza smania di visibilità.
    E' al limite del commovente il tuo lavoro.
    Attendo Mercoledì per leggere una tua nuova composizione.
    Un abbraccio forte.

    Luca

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