«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Beauty is truth. truth beauty,- that is all
Ye know on earth, and all ye need to know.» (John Keats)

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 26 ottobre 2019

Per raggiungere me



Amiche care, amici

L'irlanda, dove ormai da oltre due anni ho fissato il mio piccolo esilio volontario, è un Paese ventoso, e ventose sono le mie terre d'origine, Trieste, il suo mare e il suo retroterra carsico, e forse per questo fin dal primo momento in cui mi ci sono stabilita mi sono trovata in qualche modo a casa mia, dopo l'altro assai più lungo esilio trascorso a Milano, memorabile certo più per le sue nebbie novembrine. E anche il mare, sebbene io abiti un po' all'interno, si fa sentire in qualche modo nell'aria, e un poco anche nel carattere delle persone che incrocio, cordiali, accoglienti e nel contempo selvagge.
Proprio in una ventosa, selvaggia serata di Febbraio, così tipicamente irlandese, è nata questa riminiscenza che oggi vi propongo.


Grazie sempre per la vostra presenza, mi scuso per l'assenza della scorsa settimana, ero travolta da impegni.

Con amore
M.P.




Per raggiungere me

Che vago sussulto del cuore
sentire il rumore del vento
questa sera quassù, così lontano
dal tempo e dai luoghi
incomparabili della memoria.


Porta esso con sé i profumi aspri
delle scogliere, non tanto lontane
da qui, e – mi pare, ma forse
è soltanto una sfuggente illusione –
quello più pacato delle pinete.


Le scure tenaci radici
aggrappate con spasmo alla pietra
bianca del Carso, anch’essa,
per un sortilegio nebulizzata
nel vento, e fin qui giunta.


Forse, ma non oso crederci invero,
questi elementi dai miei luoghi
e dai miei tempi si sono imbarcati
sopra queste folate di maestrale
proprio per raggiungere me.


Marianna Piani
Kilkenny, Febbraio 2019


(Per chi volesse, la mia ultima raccolta "Sillabario lirico e sentimentale" (ISBN 978-0-244-18660-9) è disponibile su Amazon, sia in versione tradizionale QUI che eBook QUI)

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domenica 13 ottobre 2019

Incidevo corteccia



Amiche care, amici,

credetemi, non è come si pensa: non è l'orgoglio, né la gaiezza, bensì il disagio, l'amarezza, la solitudine e anche il dolore a segnare la vita di chi ama in modo diverso. O che ama d'un amore per qualunque motivo contrastato, importuno, fuori dagli schemi sociali, o di virtù, o di ceto, o di convenienza, o religione, o etnia, o colore della pelle.

Personalmente per anni, e ancora oggi, ho sentito addosso il peso del giudizio, e del pregiudizio, a volte perfino, in qualche modo, di quello positivo. La riprovazione inespressa, quella dichiarata, a volte anche ad alta voce, o espressa con atti concreti di esclusione, di fobia, e perfino di violenza; oppure al contrario la solidarietà eccessiva, un po' sguaiata, esibita, non esente anch'essa di un cumulo più o meno nascosto, più o meno inconfessato di pregiudizi.

Che poi l'unica cosa che vorremmo davvero con tutte le nostre forze, noi innamorate, è che questo nostro amore, la nostra vita, la nostra reciproca dedizione passassero semplicemente il loro tempo, breve o lungo che sia, inosservati, segreti, uguali a quelli di milioni di altre e altri come voi, e come noi.
E proprio il tempo dell'amore, e la sua perpetuazione, è il soggetto di questi versi, nati senza un titolo, forse per pigrizia, forse per noia, forse per intima necessità, e così rimasti...

Grazie per la vostra presenza qui, come sempre, con amore.
M.P.







Incidevo corteccia di tagli profondi
con penosa fatica, lettera per lettera
tracciavo parole che dicevano il tempo
e i luoghi e i ricordi che avevamo vissuto
soffrendo forse assai più che gioendo
del nostro malversato amore.

C'era chi ci accoglieva con sguardi di scherno,
chi ci riservava morbose attenzioni,
chi ci inquadrava nel suo mirino,
pronto a esplodere i colpi
della sua miseranda impotenza;
e amiche eleganti emancipate
che ci sfuggivano con malcelato disprezzo.

Così, sotto il nostro platano grigio
come il volto aggrottato di un vecchio
ci accoccolavamo, una con il capo
appoggiato alla tempia dell’altra,
nell’ombra che complice ci avviluppava
rendendoci solo vaghe visioni.

Era un istante, una pausa nel corso
di quel tempo, infinitesimo e immenso
tra noi finalmente: inosservate
potevamo saldare le nostre anime assieme.
Allora incidevo parole nel legno sapendo
che sarebbero cresciute con noi.
Il tempo così sarebbe stato sconfitto.

Marianna Piani
Irlanda, 3 Febbraio 2019


(Per chi volesse, la mia ultima raccolta "Sillabario lirico e sentimentale" (ISBN 978-0-244-18660-9) è disponibile su Amazon, sia in versione tradizionale QUI che eBook QUI)

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domenica 6 ottobre 2019

Voci di parole




Amiche care, amici,

ora mi rendo conto che tutta la mia vita è stata una continua, disperata ricerca di un senso, di una ragione, di una direzione che mi aiutasse a riconoscere me stessa nello specchio dei miei pensieri, e per tutta la vita mi sono affidata alla Parola, alla volontà di dire, di interloquire, di comprendere attraverso il veicolo di questo umanissimo miracolo, che può essere un dono inestimabile, un'arma terribile, e il forziere della nostra memoria.

Come è strano che la mia vita, edificata sopra la mia capacità di creare immagini, visioni, figure, forme, colori, che produco per mestiere, sia peraltro così profondamente radicata in una epressione tanto astratta e immutabile, quale è la parola.
Le immagini sono parte della mia vita, ma non ne forniscono una spiegazione, una riparazione, o una giustificazione, e nemmeno una raffigurazione. Sono soltanto oggetti, rappresentazioni del mio sistema di visione e di immaginazione.
La Parola, invece, è l'ordine che inseguo da sempre, l'espressione panica della nostra solitudine di fronte all'universo. L'universo, si sa, è per definizione irrappresentabile: tutta la mia ricerca dunque è un tentativo, destinato a rimanere irrisolto, di trovare una interpretazione formale a questo "irrapresentabile".

È qui, solo qui, tutta qui la mia ricerca, che so essere, ancora una volta per definizione, destinata a non raggiungere mai una meta, e sempre ripartire daccapo.

Con amore
M.P.




Voci di parole

Quanto ho cercato in questi anni parole,
i miei più intimi colloqui, e sul fondo
di questi fiumi, ora lenti e torbidi,
ora impetuosi, ora smarriti in secche
aride e infruttuose, il senso della
mia ricerca affannata e disperata


Quanto anche ho cercato tra le parole
dei poeti, nei loro vuoti, nei loro
silenzi indecifrabili e bastardi,
negli spazi bianchi, disseminati
apposta tra i versi, tra strofa e strofa,
e negli occhielli dei volumi a stampa


Non ho cercato saggezza, e neppure
la traccia d’una qualsiasi armonia,
né il suono d’una ritrovata grazia.
Non la conoscenza, colà criptata,
né l’onestà dei giovani folli anni.
Solo la voce fertile del poeta


immutata, come acqua che sprigiona
dalla montagna, voce di parola
e di pensiero che inonda l’invaso
e poi ne fugge in tumulto, svellendo
dal fondo massi, e sassi frantumati,
e radici di abeti millenari


mai domati.


Marianna Piani
Irlanda, Gennaio 2019



(Per chi volesse, la mia ultima raccolta "Sillabario lirico e sentimentale" è disponibile su Amazon, sia in versione tradizionale QUI che eBook QUI)