«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Beauty is truth. truth beauty,- that is all
Ye know on earth, and all ye need to know.» (John Keats)

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)
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sabato 8 febbraio 2014

Cinque Pezzi Facili - V


Amiche care e amici,

Ed eccoci giunti alla conclusione di questo breve ciclo ispirato, originato e dedicato alla musica.
E mi piace concludere tornando all'antico, alla musica riservata, all'intavolatura, con un brano e un autore (P.P.Borrono) assai meno noto degli altri presentati fin qui, nemmeno io conoscevo questo pezzo prima di averlo ascoltato dalle mani magiche della mia amica I.P. e del suo strumento, mentre dell'autore avevo solo delle vaghe reminiscenze.

Ho provato a rendere la cadenza nobile, quasi solenne della Pavana, in contrasto con il timbro scintillante dello strumento originale, il liuto.
E per completare il gioco in omaggio alla mia sorella di pensiero, vi ho incastonato tra i versi un piccolo riferimento, in accordo all'epoca, che non vi rivelo direttamente, ma tramite il dipinto che inserisco in copertina (anche perché non ho trovato un ritratto certo attribuibile all'autore di queste musiche): è molto facile, stavolta.

Il testo e l'ispirazione comunque intrecciano in un gioco polifonico la percezione del suono e ritmo del pezzo, con il ricordo di una delle mie passeggiate nel cuore di un borgo medievale (Orta San Giulio), che a queste suggestioni offre una architettura, anch'essa tra il severo e il rustico, di antiche pietre, muri tormentati e ripide calli discendenti quasi a salti fino al lago.

Condivido questo ultimo accordo, dolce e gagliardo, con voi, come sempre, con amore

M.P.


Cinque pezzi facili

Una Offerta Musicale
 (Ascoltando I.P.)

Melozzo da Forlì (1438-1494)




V

Pavana
(da Pietro Paolo Borrono 1490-1563)


Il ritmo che m'incuora è una danza
liquida, lenta, cadenzata, altera:
archi di pietra nell'antico borgo,
ricordo di Storia millenaria, eterna,
incrostata negl'intonaci di salnitro,
aderente alla pietra come alla carne la pelle.

Aristocratiche mura, silenziosi androni
nascoste e segrete corti, porticati ombrosi,
gente che occhieggia alle finestre sgusciate,
eco dei passi nelle anguste calli,
lindi panni stesi tra muro e muro,
ogni cosa, ogni viso sa qui d'antico e d'eterno.

Mutevole è il tocco del musico sullo strumento,
una carezza un momento, l'altro dopo un graffio,
scorre le corde come il felino alla preda, oppure
indugia in un adagio vellutato come un sipario
che s'apre arioso a un paesaggio di morbidi colli,
arditamente s'inerpica su ripidi sentieri dell'alpe,
naviga le acque quiete del lago, che subito si fanno
tempestose: e intanto la danza si scioglie libera,
estatica, in un'architettura di geometrici accordi.



Marianna Piani
Per I.P.
Milano, 20-30 Novembre 2013

mercoledì 5 febbraio 2014

Cinque Pezzi Facili - IV


Amiche care, amici
sebbene assai in ritardo oggi, eccomi all'appuntamento di metà settimana, con la quarta "canzone" ispirata al suono della chitarra di una mia amica carissima.

Qui cambiamo completamente epoca, e clima, con un Autore e un brano assolutamente celebri e celebrati. Chi non ha mai sentito, in qualche versione, "Asturias" di Albéniz? La quintessenza dell'anima ispanica, così come secoli di Storia - anche tormentata - e di temperie culturale sono giunte fino a noi.
Dalle traduzioni che faccio, e che spesso pubblico qui, chi mi conosce sa quanto ami questa lingua e i suoi cantori. Per questo non potevo certo rinunciare all'occasione di esprimere in qualche modo "diretto", per una volta, questi sentimenti, accompagnata da una musica di grande fascino e intensità.
Per mia fortuna padroneggio piuttosto bene la lingua Spagnola, per cui ho potuto approfondire la lettura di Autori di immenso valore, che mi hanno arricchito infinitamente, fin dalla mia prima giovinezza.
Qui la citazione quindi, per me, era d'obbligo, perfino scontata, in un certo senso, e non è troppo difficile individuarla, nel mio piccolo gioco a chiave attorno a cui ho voluto intessere queste composizioni: la trovate alla sesta stanza, e si riferisce, naturalmente, a Federico García Lorca, uno dei poeti da me più amati in assoluto, e al suo "Epitafio a Isaac Albéniz", che chiude con questi versi:

…«¡Oh música y bondad entretejida!
¡Oh pupila de azor, corazón sano!

Duerme cielo sin fin, nieve tendida.
Sueña invierno de lumbre, gris verano.
¡Duerme en olvido de tu vieja vida!»

(…"O musica intessuta di dolcezza!
O pupilla di falco, cuore spavaldo!

Dormi, cielo senza fine, neve sparsa.
Sogna, luminoso Inverno, Estate di foschia.
Dormi ora, e scorda la tua antica vita!")


Io l'ho parafrasata e incastonata nella mia composizione, in un gioco di rimandi artistici che mi hanno emozionata:
la trascrizione per chitarra dall'originale per pianoforte che la mia amica ha interpretato deriva di certo da quella del grandissimo Andrés Segovia, per cui c'è un intreccio di genialità, con Lorca che omaggia Albéniz - in occasione della inaugurazione di un monumento intitolato al Maestro - restituito al suo sapore più gitano dalla mano di un Maestro come Segovia.
È bello assistere a questo intreccio di Arti, e a come la Musica si fonde indissolubilmente nella Poesia.
Io mi ci sono accostata in punta di piedi, cercando di restituire il suono e la suggestione di questi suoni, e di questi luoghi, che io ho avuto la fortuna di poter visitare, un paio di anni fa.

La condivido con voi, amiche dilette e amici, come sempre, con amore!

M.P.



Cinque pezzi facili

Una Offerta Musicale
 (Ascoltando I.P.)

Isaac Albéniz (1860-1909)




IV
Asturias
(da Isaac Albéniz)


L'onda giunge alla riva, gioiosa, festosa,
l'onda strappa con sé brandelli di costa,
e li restituisce al mare, l'onda consuma
come l'attesa, impercettibile, inesausta.

La costa è un susseguirsi di visioni
di piccoli porti esposti ai marosi,
il profumo acre del salso aggredisce le cose,
e le confonde, senza fretta, nella caldaia del tempo.

Le ruggini penetrano l'anima in profondo,
schietti pescatori dal viso di cuoio
ritirano, oppure riparano le reti, e ci osservano
dai loro occhi di petrolio e di sigaro spento.

Il sangue dell'uomo si spande sulla terra
irrorandola di speranza e di futuro,
ma il sangue del poeta versato innocente
è in un'anfora di gloria, non si rapprende,

non coagula in grumi di fiele come quello
delle fiere inutilmente massacrate nell'arena.
Il sangue del poeta canta, canta ancora,
canta per sempre su questa musica gitana:

"Quale musica, intessuta di tenerezza!
Occhio acuto dello sparviero, cuore spavaldo!"
Ecco l'uomo, ecco il Poeta, ecco il cantore,
ed ecco il gitano, sangue del sangue di quelle terre.

Da Granada all'abbagliante luce catalana,
alla barbarica costa battuta dalle tramontane
rabbiose, laddove si spalanca l'oceano alla rotta
dei conquistadores crociati assassini di genti...

Ecco, suona questo arpeggio, mia gitana,
accarezza le tue corde come l'amante
ardente afferra i miei capelli tra i suoi denti
di madreperla, e v'ispira tutta la passione.

Suona, adorata, suona chiudendo gli occhi
che imprigionano visioni, e io con te invocherò
gli amori, aspirerò i sapori, gusterò gli odori
di quel mare, di quelle terre, di quelle labbra

riarse di sangue d'odio e di sete di passione.
Quelle tue mani candide danzatrici delle Muse,
evocatrici di poeti, quelle mani che coprirò di baci
come la neve le tenere alture che guardano il mare:

    Dolcemente.
         Semplicemente.
               Armoniosamente.


Marianna Piani
Milano, Novembre 2013

domenica 2 febbraio 2014

Cinque Pezzi Facili - III



Amiche dilette e amici,

Terzo appuntamento con il nostro piccolo "ciclo poetico" dedicato alla musica, e in particolare ai pezzi meravigliosamente suonati da un'amica molto cara, di cui continuerò a conservare gelosamente il nome, e il suono.

Qui cambiamo atmosfera, e siamo in compagnia di un grandissimo poeta della musica antica, John Dowland.
Io personalmente nutro un amore speciale per la musica pre-bachiana, polifonica, di intavolatura, rinascimentale da Dufay a Palestrina, a Monteverdi. Si tratta di un approccio musicale di cui vado orgogliosa, perché è del tutto personale, e non deriva come in altri casi da una eredità paterna (Bachiano e barocco) o materna (Mozartiana e romantica), e ha richiesto una ricerca ed un approfondimento e un impegno tutti "farina del mio sacco", per così dire.
Ho tentato di rendere il suono dolce e finemente arabescato di questa danza un po' saltellante ("frog", appunto) con una versificazione molto classica, modulata, un po' trovadorica, appunto. In fondo il mio tentativo è di rivaleggiare in virtuosismo tecnico - e in sensibilità poetica - con la mia amica, ma vi assicuro che si è trattato di un cimento veramente impossibile da sostenere, tutta da sola.
Per questo qui ho voluto chiamare in aiuto un grandissimo, conterraneo e quasi contemporaneo di Dowland: il Signor William Shakespeare, il Bardo, nientemeno! - e ho incastonato tra i miei (modesti, mamma mia!) versi, come una gemma, un frammento parafrasato da uno dei suoi celebri sonetti (Sonnet 8). Ecco qui la versione originale:

"Mark how one string sweet husband to another.
Strikes each in each by mutual ordering;
Resembling sire, and child, and happy mother,
who all in one, one pleasing note do sing"


Nulla di più appropriato, vi pare? Riuscite ad individuarlo nel mio testo? A questo punto è facilissimo, ma certo questa volta il gioco in chiave era molto segretato, e credo pochissimi specialisti avrebbero potuto "pescarlo" senza una traccia, anche se nei miei versi l'avevo di proposito quotato.


Per voi, amiche care e amici, e per lei, amica mia fraterna, con amore

M.P.


Cinque pezzi facili

Una Offerta Musicale
(Ascoltando I.P.)

John Dowland (1563-1626)



III
The Frog - Galliarda
(da John Dowland)


Siedi accanto a me, dolce signora,
siedi e accarezza con portento
il tuo strumento, in alto, e in grave
del suo registro ancestrale.

I tuoi capelli discendono come onde
sulle tue spalle bianche, scoperte,
la veste ti arricchisce come la corolla
d'un fiore raro, inebriante.

Vorrei, oh come vorrei posare la mia mano
e poi le labbra, su quelle onde chiare,
come fa il gabbiano che sfiora il mare,
e pescare il tuo guizzante amore!

Come vorrei annegare in quel tuo sguardo
tanto compreso nel suo canto
da parere un oceano di luce, profondo
quanto basta per scomparire,

e mai più esser ritrovata. Come vorrei
tesoro mio diletto, abbandonare la mia fronte
sulle tue ginocchia, nel rapimento folle
della tua bellezza e della certezza

della tua voce intensa. "Amore - mi dici - guarda,
guarda come ogni corda con dolcezza
sposandosi con l'altra, vibra nell'altra come padre
madre figlia, nell'ordine d'un perfetto accordo".

Volesse il Cielo ch'io fossi quella corda,
toccata con sapienza dalle tue dita,
potessi essere il vibrante canto
del tuo madrigale, d'ora e per sempre.

Ascolto il sibilare leggero dei polpastrelli
sulla tastiera, sfreccianti come uccelli
nell'aria, ascolto il riverbero degli armonici
dalla pregiata cassa di profumata essenza.

Quanto vorrei che questo suono fosse
il suono del vento stesso, senza tempo,
e senza affatto fine. Quanto vorrei, mia cara,
sfidare il mondo intero, e in te legarmi,

come l'argento all'oro, la pioggia al suolo,
la luna alla notte, la chitarra al canto:
canto antico, canto amoroso, un canto solo,
e ti sfiorerò le spalle, e sarò al tuo fianco.


Marianna Piani
Milano, Novembre 2013


sabato 1 febbraio 2014

Cinque Pezzi Facili - II



Amiche dilette, amici,

Secondo appuntamento del piccolo "ciclo" ispirato dalla chitarra classica della mia fraterna amica - di cui manterrò riservato il nome, e che per inciso ha compiuto gli anni giusto ieri.
Il titolo del frammento è bene augurante, quindi,  e glielo dedico con raddoppiato affetto.

Avevo progettato di inserire qui anche i brani musicali che mi hanno dato l'ispirazione, ma la mia amica ha preferito di no, per motivi strettamente personali, ed io rispetto la sua volontà, ovviamente (ci  mancherebbe!). Mi ha suggerito di inserire dei brani di altri esecutori recuperati da YouTube, ma non sarebbe stata assolutamente la stessa cosa! Queste mie piccole composizioni nascono dal suono di QUELLA (preziosa) chitarra, e di QUELLE (bellissime) mani. I brani sono ben noti, a chi ha una buona cultura musicale, e può (spero) sentirli evocati nella propria memoria, oppure può eventualmente andare a recuperare la esecuzione che preferisce.

Per voi, amiche care e amici, questo piccolo brano (anche il suo riferimento musicale è breve), come sempre, con amore

M.P.

(P.S: In questo brano, la "chiave nascosta" del gioco è molto facile da individuare, se osservate bene, e si riferisce al tono e colore del brano stesso. Lascio a voi il piacere di scoprirla. Fatemi poi sapere se l'avete "indovinata")





Cinque pezzi facili

Una Offerta Musicale
(Ascoltando I.P.)

Mauro Giuliani (1781-1829)


II
L'Allegria
(da Mauro Giuliani - Op. 148)


Ascolta - il bel petto procace appoggiato al davanzale -
la scintillante festosa notte che in laguna s'avanza,
libera come soltanto la donna veneta sa stare, vitale
emozione che cresce come un respiro; sul collo un sospiro
germinerà come una collana di diamanti, cercheranno
ricoveri gli amanti fuggitivi per consumare i loro amori
ombrosi e fecondi, al lume della luna soltanto.

Cogli il tempo, e nel ritmo che scorre con gaiezza
ogni battito del tuo cuore ti sia di sollievo: nella danza
nativa delle tue membra i pensieri conoscano sempre nuova
baldanza, saggezza sia nel movimento delle tue mani;
ritrova l'antico nobile rintocco delle corde tormentate -
intimo e affettuoso sia il tuo intessere suono al piacere,
orgoglioso sia il fuoco dell'impareggiabile tua virtù.


Marianna Piani
Milano, Novembre 2013

mercoledì 29 gennaio 2014

Cinque pezzi facili - I



Amiche care, amici

qualche tempo fa un'amica per me MOLTO specale - di cui non rivelerò il nome qui per discrezione - mi fece un dono inatteso ed emozionante. Si trattava dell'incisione di alcuni pezzi classici per chitarra (tutti capolavori assoluti, da Bach, a Giuliani, a Albeniz, a Dowland) suonati da lei in persona con incredibile maestria, che andava ben al di là da ciò che ci si potrebbe aspettare da una semplice dilettante. O meglio ancora, rinnovando in certo modo quel "dilettantismo di lusso" piuttosto in uso in musica in tempo passato, prima della invenzione del fonografo e della "riproducibilità tecnica" del discorso musicale. Un tempo, l'unico modo per rappresentare la musica nel mondo, oltre al concerto pubblico in sala (o in chiesa, o alla corte di qualche potente) era quello di avere a "portata di mano" qualche talento, in grado di eseguirla per noi.
L'ascolto di un pezzo musicale riserva - almeno per me - sempre emozioni inesprimibili in altro modo se non appunto in termini musicali, ma l'ascolto di un pezzo eseguito dalle mani vive di un'amica ha qualcosa di magico, di ineguagliabile.
Naturalmente non ho potuto rinunciare all'occasione, non ho potuto non cercare di catturare al volo quelle emozioni, anche come omaggio a una persona che già stimavo e amavo in modo profondo, di cui già mi ero da tempo in qualche modo "innamorata", ma che ora mi rivelava una dimensione di sé ancora più alta e intrigante.


Ho composto dunque, una appresso all'altra, cinque brevi liriche, ognuna ispirata all'ascolto "in diretta" di uno dei brani, che poi ho raccolto in un piccolo "ciclo poetico" che ho intitolato, in modo ammiccante, "Cinque pezzi facili".
E in omaggio proprio al virtuosismo anche tecnico della mia dedicataria, ho voluto intessere questi versi attorno a un piccolo gioco, quasi enigmistico, incastonando al loro interno messaggi, pensieri e riferimenti, che qui in parte rivelerò. Solo in parte poiché alcuni rimendano esclusivamente alla interessata. È un gioco apparentemente futile, che di solito non fa parte del mio "repertorio", ma è interessante, poiché, come del resto rima e metro, "costringe" il senso a imboccare strade inusitate, aprendo a prospettive inattese, cosa che con la versificazione libera moderna, dove predomina il controllo logico (o illogico) dell'eloquio, capita di rado di scoprire.
Per iniziare, ecco il primo "pezzo" (chiamiamolo così, mutuando dalla terminologia musicale), in cui potrete riconoscere facilmente - nella seconda stanza - la dedica "interna" alla mia "Amica Amata".
I successivi li pubblicherò di seguito nei prossimi appuntamenti settimanali, condividendoli con voi, amiche dilette e amici, come sempre, con amore.

M.P.




Cinque pezzi facili

Una Offerta Musicale
(Ascoltando I.P.)


Mauro Giuliani (1781-1829)



I
"Il Sentimentale"
(da Mauro Giuliani)





I
ntimo e intenso il fluire del torrente
lascia dietro sé ciottoli variegati:
accarezzati dalle dita della corrente
risuonano come corde d'un liuto
immenso, che ha per cassa l'intera valle,
ancor sopita nell'attendere l'alba...
Procede più adagio ora il viandante
indugiando alle svolte del sentiero
ammirato ad ascoltare quel suono
nascere e crescere e propagare
arditamente fino ai valichi più alti.

Anch'egli risale le sue Alpi, il cuore
martella il ritmo del suo passo, come
in una cadenza di danza, ma ora,
come in preghiera, devotamente
ascolta, e scioglie la rimembranza.
Ammaliato, rammenta la voce cara
modulata in canto, e in parole
appassionate tessute di note scintillanti:
trama è la melodia armonia l'ordito,
ascolta, e attende il declino del giorno infinito.



Marianna Piani
Milano, Novembre 2013