«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 27 maggio 2017

Questo anelito di libertà



Amiche care, amici

una pausa, di fronte a un evento di morte, è necessaria, per riprendere, dopo lo choc immediato, a credere in qualche modo alla continuità della vita.
Io, come chiunque si sia trovato nella mia situazione, ho passato tutti gli stadi, dalla incredulità alla rabbia impotente, dalla rassegnazione al dolore che strazia spirito e carne.
Poi, per salvarmi, come fa un naufrago tra i vortici di un torrente furibondo che lo sta travolgendo, per puro istinto ho allungato un braccio sopra i flutti e ho afferrato un ramo che sporgeva su di me, come ultima salvezza.
Nel mio caso, come sempre mi è accaduto, questo ramo di salvezza è la scrittura.

Non vi è prigione al mondo più rigida e severa del proprio dolore. Per questo, più dell'istinto di sopravvivenza, ciò che mi ha spinto a cercare una salvezza è stato il bisogno di ritrovare e di riappropriarmi in qualche modo la mia libertà, ciò che considero il bene più prezioso ed irrinunciabile.

Come scrivevo nel mio primo tentativo di scrittura dopo la lunga pausa di disorientamento, pubblicata qualche giorno fa: "occorre riprendere il canto…"

Vi lascio alla lettura, amiche dilette e amici, con amore

M.P.







Questo anelito di libertà


Fuori da queste mura
oggi, ora, adesso,
due soli passi certi
e in certo modo fieri,
in fine alla vertigine
che mi affogò la mente.

I primi passi veri
in fine a giorni, mesi,
che parvero decenni
di tenebra e naufragio,
ora, adesso io provo
questo nuovo anelito

di libertà. Di fronte
a questo piano d'erba
che mi accoglie e avvolge
come una placenta,
di fronte al sole vivo
d'autunno che m'abbaglia.

Da quel poderoso masso
di fronte a questo mare,
aperto e immenso come
il cuore di mia madre,
addosso al vento florido
delle mie terre agre.

Nuda e candida come
una pallida sirena
mi offro e apro, al Dio
dei flutti e degli abissi
che mi generò, e genera
i sogni come figli.

In questo abbandono,
sensuale come il palpito
del corpo dell'amante
che tutta mi possiede,
in questa chiara estasi,
in questo oblio veggente.

In questo nuovo giorno
che sorge, che s'infiamma,
dopo secoli di tenebra
ritrovo nel mio petto
il primo mio respiro
straziante come quello

del neonato che affronta
la sua primissima ora,
ecco, sento montare
dentro me come un'onda,
come vento nei capelli,
questo anelito di

serena libertà.



Marianna Piani
Trieste 14 Novembre 2016
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