«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 3 giugno 2018

Su di te


Amiche care, amici,

in questi giorni - per me pieni di felicità per l'amore che sto vivendo, e contemporaneamente di angoscia per le ombre cupe che hanno avvolto - mai così nella Storia, dopo la Liberazione - il mio Paese d'origine, mi capita di chiedermi, con tristezza, se ha senso per me ancora scrivere (non dico leggere, quello è inevitabile se voglio vivere, dato che "fatta fui non per viver come i bruti" al governo) Poesia. Se per me sia ancora possibile, o piuttosto necessario, come un tempo, scrivere poesia.
Non sono mai stata capace di trasfondere in versi i miei sentimenti più strettamente politici e ideali, lo considero un mio limite, poiché per altro ammiro i Grandi - e Grandissimi - che hanno saputo farlo, da Dante a Pasolini.
La poesia, lo scrivere poesia, per me è sempre stato un flusso spontaneo, che direttamente viene dal cuore, come una sorgente di montagna, scaturisce libera come acqua pura, in certo senso incontaminata, direttamente dall'anima. Il mio impegno politico e morale rimane affidato al mio vivere mondano, anche se ovviamente anch'esso è legato al mio sentire profondo, alla mia educazione, alla mia sensibilità.
Inoltre per me l'indignazione suscita invettiva, e non trovo il modo di esprimerla compiutamente in versi, anche se gli esempi stessi che ho citato ("Ahi Pisa, vituperio delle genti…") stanno a dimostrare che la Grande Poesia anche di questo è fatta. Ma appunto ci vuole una GRANDE poesia, e mai come in questi casi mi rendo conto quanto la mia, quand'anche riesco a raggiungerla, sia una poesia esile, minore, minima…
Tuttavia, di fronte all'imbarbarimento, al dilagare dell'inciviltà e dell'incultura, incarnata così bene dai nostri attuali "eletti dal popolo", ogni attività che investa e promuova sulla bellezza, sulla semplice e pura bellezza, è in sé eversiva, rivoluzionaria.
I proiettili che si conficcarono nel petto di Garc
ía Lorca, poeta puro e innocente quanti altri mai, strappando all'umanità il bene inestimabile di anni e anni di futura meravigliosa produzione poetica, stanno a dimostrare proprio questo, quanto anche chi lotta semplicemente per creare qualcosa di bello e condividerlo con il mondo è sostanzialmente rivoluzionario. E tale è considerato dai potenti, dagli autocrati, dalle cricche totalitarie di ogni segno e colore, di tutti i tempi.

Per cui, alla fine, mi rispondo sì, Marianna, proprio adesso, più che mai, non solo puoi ma DEVI continuare il tuo lavoro, che sia nell'artigianato umile e quotidiano del disegno per bambini, o nell'espressione libera da dilettante della scrittura. Per quel che vale, anche pochissimo, vale, almeno come rivendicazione di una inviolabile libertà della bellezza e della cultura.

Per questo scelgo, un po' polemicamente, di pubblicare proprio oggi dei versi che erano destinati a rimanere privati, versi che parlano esplicitamente e senza veli di pudore del mio intendere, sognare, e fare l'amore, un amore che, per alcuni dei tetri figuri che ora occupano i palazzi, è talmente "scandaloso" da negarne addirittura esistenza.
No, l'amore è amore, qualunque cosa i grigi infelici tutori di una "morale pubblica" inesistente, di una concezione reazionarie e retriva ormai negata e superata perfino dalla religione ufficiale, possano pensare o dire…

Vi lascio alla lettura, amiche dilette e amici, ora più che mai, con amore.

M.P.





Su di te


Su di te mi adagio - piano.
Sotto di me tutto il tuo mondo
di valli, e piane, e dolci prati
e imprevedibili dirupi:

Il tuo corpo, abbandonato,
privo ormai d'ogni volere
o resistenza ai miei amplessi
e ai miei baci, bianco e puro

come un campo tutto innevato
splendente al sole e pronto
a fondersi al calore atteso e reclamato
liberando un tripudio di corolle

lampeggianti ed ebbre di profumi.
Io che in te vedo la primavera
che s'affaccia all'estate più matura,
quella delle frutta e del grano biondo,

temo quasi di turbare
questo tuo sereno aprirti
al desiderio e alla natura
con l'innocenza d'una bimba pura.

Ora che mi abbasso, poco a poco
per averti più vicina, per sentire
la brezza inquieta del tuo respiro,
il mio seno preme il tuo, piano,

il tuo ventre, con un sussulto lieve
si assoggetta al mio, i tuoi fianchi
stretti fra le mie gambe, rassegnati
come quelli di una puledra doma.

Solo allora, con titubanza estrema,
le mie labbra raggiungono le tue
e con le tue si fondono
in un liquido sogno
di impetuose scintillanti gioie.


Mariana Piani
Milano, 18 Agosto 2017


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