Amiche care, amici,
Riprendo a pubblicare i miei pensieri, dopo una breve pausa per un rapido "viaggio in Italia" (per motivi di lavoro).
È un poco curioso sentirsi in qualche modo straniera in patria, anche se in realtà nulla mi sembra cambiato, e dopo poche ore a Milano avevo la sensazione di non essermi mai mossa.
Ciò che più mi ha colpito, appena mi sono risvegliata e sono uscita per la colazione al bar sotto casa, è stata la luce sfolgorante, quasi accecante, del tutto diversa da quella soffusa, cristallina ma già quasi autunnale che avevo lasciato poche ore prima in Irlanda.
In Irlanda avevo lasciato anche la mia compagna, impegnata in un giro di concerti, ed è la prima volta da oltre un anno che mi ritrovo sola con me stessa, a milleseicento chilometri di distanza, a dormire in un letto che mi sembra diventato troppo grande. E anche i miei gatti sono rimasti ad aspettarmi laggiù. O meglio, lassù.
Non sento la solitudine però, non ne ho avuto il tempo, sono stata troppo impegnata per il lavoro, e già stasera mi imbarco e sarò a Dublino a mezzanotte, dove la ritroverò ad attendermi.
Tuttavia provo un sottile senso di tristezza, di mancanza, come se questi giorni trascorsi senza di lei fossero dei giorni vuoti, sprecati, non vissuti. Non vissuti a pieno, almeno. Un tempo sottratto, passato, e perduto per sempre.
Non resta che evocare la sua presenza nella memoria, e per me la poesia è precisamente il luogo e il rifugio della memoria.
Per questo la breve canzonetta che pubblico oggi risponde perfettamente al mio stato d’animo, combattuto tra la dolcezza del ricordo e l’ansia dell’imminente ricongiungimento.
Con amore
M.P.
La mia compagna canta
La mia compagna mi è accanto,
e mi dice: – canto.
Perché così non sarai più sola –
e con la sua mano, piccina
e salda, mi tocca una spalla
con quella sua dolcezza amara.
E quieta quieta intona la sua voce
così uguale a quella d’un flauto antico,
mormora note morbide e distese
che mi penetrano la mente come
fossero da sempre mie, e dunque
giacciono con me come fa il suo corpo
spoglio, accendendosi di voglia e gioia.
Marianna Piani
Dicembre 2018
(Per chi volesse, la mia seconda raccolta "Sillabario lirico e sentimentale" è disponibile da Amazon in formato tradizionale qui, e eBook qui.)
Complimenti per questo bel pensiero, che esprima in maniera unica lo "scorrere" di un sentimento.
RispondiEliminaEttore Veronese
Grazie di cuore per l'apprezzamento.
EliminaLa poesia è una piantina fragile e delicata, vive solo quando è accolta nella mente o nell'emozione del lettore.
Marianna
-...esprime... -
RispondiEliminaGiusta e piacevole immagine "poetica" della poesia stessa.
RispondiEliminaDire che nella mia gioventù scolastica le materie letterarie erano scarsamente considerate da noi ragazzi... e son passati tanti e tanti decenni.
Fortuna che esiste l'evoluzione mentale...
Ettore Veronese
Grazie ancora Ettore!
Elimina