«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 26 dicembre 2015

Dal vero



Amiche care, amici,

per prima cosa, buone feste a tutti, proprio tutti.

 
La "festività" di questi giorni è religiosa, per chi ha fede - bisogna ricordare. E costoro, se sono coerenti con il loro sentimento profondo, coglieranno certo l'occasione per rimeditare sui fondamenti del loro pensiero e del loro stile di vita. Una Religione - ogni Religione - è il sedimento di millenni di riflessione umana, alla ricerca di una trascendenza, di un riscatto terreno, e, quasi sempre, di una promessa di Giustizia per i Giusti e di Misericordia per i deboli.

Per tutti gli altri - agnostici, incerti, tiepidi, atei, miscredenti o osservanti di altre Confessioni - questa ricorrenza - la più importante nel nostro mondo occidentale, non a caso essa cade alla svolta delle stagioni, al trapasso da un anno all'altro - rappresenta una occasione do pausa dal quotidiano per provare a ritrovare la serenità, il conforto, la quiete, accanto alle persone che amiamo e che ci amano.
Dunque un caro abbraccio a tutte e a tutti, alle vostre famiglie, compagni, amici.

Vi lascio una cosetta che scrissi all'inizio di questa estate, in stile leggero un pochino alla Umberto Saba: non una composizione di circostanza natalizia dunque, nemmeno alla lontana. Si tratta di un ritrattino, colto al volo, di una ragazza (probabilmente insegnante al vicino Liceo Artistico) che ho visto spesso, in quei giorni, indugiare al baretto che dà sulla piazza vicino a casa mia per esercitarsi su uno sketchbook al disegno dal vero.
Dovrei farlo anch'io più spesso, data la mia professione, ma col passare del tempo finisce per prevalere la pigrizia: quando si disegna molto per mestiere, "per portare il pane a casa",  il più delle volte si lascia il lavoro stanchi, si ha poca voglia di continuare a farlo al di fuori dell'esercizio professionale, e si perde il gusto di farlo per puro diletto, o quanto meno per affinare la propria abilità.
Rimane però intatta la mia tendenza a schizzare bozzetti in versi, una tendenza che di certo ha origine nella mia formazione (e pratica) di "artista visiva". I miei taccuini ospitano ormai più spesso note di scrittura, idee, parole, spunti e appunti, piuttosto che disegni e bozzetti.
Ma comunque si tratta sempre di attimi di osservazione, e la capacità di osservazione è il primo strumento di un artista visivo - e probabilmente di qualunque genere di artista.

Lascio dunque questo piccolo ritratto alla vostra lettura, amiche dilette e amici, sperando che possa incontrare il vostro gradimento.

Con amore

M.P.






Dal vero


Da qualche giorno, ora
che la stagione indora
anticipando l'estate, ogni giorno
viene nella piazza,
sola, sotto un cappello
a larghe tese, quella ragazza.

Si ferma, di buon mattino
e sosta per un'ora o poco meno
allo stesso tavolino, davanti
a un caffè e un bicchiere
forse di vino, oppure,
più di rado, un gelato

al cioccolato: rimane
per qualche tempo a guardare
attorno, e finalmente
estrae dalla borsetta il taccuino
e inizia discretamente a tracciare
sulla carta ciò che le appare.

Persone, gente, volti estranei
che emergono come chimere
per pochi istanti, e riscompaiono
per sempre all'indomani,
colà dove l'oblio è il destino.
Lei con pochi tratti svelti

di pastello ferma il tempo.
Giusto nell'istante in cima
prima che la figura
s'inabissi nell'informe
indistinta massa di effimere
presenze e assenze quotidiane.

Se avessi io la matita ora
la ritrarrei così, seduta,
le belle gambe accavallate,
lo sguardo intenso e assorto
dietro l'onda dei capelli bruni
all'ombra del suo cappello chiaro

intenta a catturare al volo
la varietà stupenda della vita
che le sfugge innanzi senza posa
in tracce nitide graffiate
con dolcezza e rabbia
sopra un foglio bianco.


Marianna Piani
Milano, 6 Giugno 2015

 

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