«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

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«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 22 giugno 2016

Inumanità del dolore



Amiche care, amici,

la scrittura del dolore,il ragionare sul dolore è di una difficoltà estrema, se si è sinceri ed onesti con sé stessi e con chi ci legge o ascolta, perché nel momento in cui la si esperimenta, una tale forma di dolore - quella dell'animo - si ammutolisce, non si è più in grado di descriverla, tanto meno di evocarla. La si può soltanto sperimentare.

E' il dolore che caratterizza l'esistenza dell'Uomo come specie senziente, dal Giardino dell'Eden in avanti. Ed è il dolore che in fin dei conti plasma il pensiero e pervade la nostra coscienza. Non è evitabile e non è descrivibile.
In questa composizione, su cui ho faticato e penato molto, io scopro il dolore nell'osservazione, del tutto casuale, delle persone che affollano al mattino le vie e le strade, intente a lasciare le proprie famiglie, i propri affetti, per raggiungere il posto di lavoro. E questo tutte le mattine di ogni giorno, per anni interi.
Io non credo vi sia nulla di più disumano di questo destino - peraltro molto umano - e per questo mi sono fermata ad osservare questa folla e il suo comportamento quasi come un entomologo osserva l'indecifrabile formicolare di una popolazione di insetti.

Il Dolore esistenziale non è descrivibile né rappresentabile. Lo è attraverso piccole notazioni, piccoli dettagli, ciò che qui ho tentato di fermare, in pochi versi.

Amiche dilette, amici, grazie di cuore per la vostra presenza. Con voi svanisce ogni tratto di disperazione.
Con amore

M.P.




Inumanità del dolore


Quante volte ho osservato, per caso,
dalla finestra di casa al mattino
la folla umana diretta, tutta affastellata
e tutta indistinta, alla propria giornata.

Ho sempre pensato - con desolazione -
quanto fosse inumano questo destino,
privo di anima, privo di cuore,
vuoto come una carcassa di granchio.

Questa gente si muove sulla crosta
d'asfalto con spenta afflizione, come
chi prova un atroce insuperato dolore,
anima oppressa sotto una croce.

Non è santità ciò che questo produce,
non è martirio, non è sacrificio
per la salvezza dell'Uomo, è soltanto
un elettrico Gòlgota di disperazione.

Non vi è un Credo, non vi è una Fede
in quel moto browniano pulviscolare
privo di meta, o qualunque ragione,
o di ogni residua illusione.

Io che tuttavia nell'Uomo ho fede
e credo al Divino che in esso è profuso
ascolto la voce di quel diffuso
inespresso dolore - con sgomento.

Uno sgomento impareggiabile,

immenso.


Marianna Piani
Milano, 14 Ottobre 2015
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