«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

martedì 14 giugno 2016

Fiore di Sangue


Amiche care, amici,

é il tabù dei tabù: questa nostra macchia di sangue legata alla luna, tanto è tabù, da sempre, che pare straniante parlarne così, in modo lirico ma aperto, esplicito e svelato.
È la macchia che marchia la Femmina da sempre, in tutte le culture, è il mistero che il Maschio non può condividere né veramente comprendere, tanto che in tante religioni e ordinamenti sociali essa è considerata impura, una lordura, una colpa, il "peccato originale", sebbene ogni essere umano, maschio o femmina, sa bene di essere stato generato in e da quella "macchia".
Io poi, come sanno coloro che mi conoscono da un poco di tempo, sono una donna sterile, fisiologicamente e definitivamente incapace di generare. E questa macchia ricorrente torna a me dolorosa come un richiamo alla mia inadeguatezza. La sua "inutilità", la sua gratuità, che è comune a tutte le donne per la maggior parte della loro vita, quando appunto non stanno generando, per me assume un aspetto di ironia beffarda e permanente, è il segno di una ferita dolorosa, che non si rimargina.

Con la ripetizione ossessiva della parola "sangue" ho cercato di rendere qui la ricorsività, la ricorrenza "ineluttabile" del ciclo, e la sua impotenza, nell'esprimersi e sconvolgere il mio corpo. La mia femminilità viene ogni volta riaffermata e poi negata; il gesto intimo e segreto, vagamente colpevole, di raccogliere, raggomitolare e gettare il panno macchiato, come una sindone della nostra passione, per me ha ogni volta il senso di una sconfitta, di una abdicazione dal mio ruolo primario di femmina d'uomo…

Mi affido per questa pagina delicata e sensibile, alla sensibilità e delicatezza della vostra lettura.
Semplici terzine, a schema libero, come in un idillio.

Con amore

M.P.






Fiore di sangue


L'osservo, questo fiore dall'incarnato
caldo, umido, dolce, impresso
sul cotone bianco, immacolato.

Pare un piccolo garofano rosso
sgualcito, schiacciato, un po' slabbrato,
oppure la traccia profonda d'un morso

questo mio marchio mendace
di femmina feconda. A ogni luna
lo osservo, con malinconia profonda.

Rifletto quanto una donna sia una
con il proprio sangue: fu di sangue
la prima notte, l'amore è di sangue,

di sangue ogni umore, di sangue
il frutto del suo ventre di carne,
generato da un fiotto di sangue.

Penso alla desolazione, all'onta
di questa macchia, che mi schiaccia
al mio destino di arida fonte,

inutile, ironica, perpetua traccia
d'una femminilità rinnegata
da questa infertile vizza pancia.



Marianna Piani
Milano, 8 Ottobre 2015
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1 commento:

  1. Io mi sento lontana anni luce da questi pensieri.

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