«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 3 agosto 2016

Frammenti del Commiato di un Condottiero alla sua Regina



Amiche care, amici,

non so come definire questa composizione, un poco particolare già dal titolo, e che forse vuole richiamare un clima epico, del tutto avulso dal Tempo e dalla Storia.
Posso solo dire che per ogni amante, di certo, la propria donna è la Regina, a cui dedicare i propri atti, il proprio eroismo, la propria stessa vita.
In compenso - a volte - soltanto di un benevolo sguardo, che basta da solo a colmare di senso un'intera vita, spesa alla ricerca del Bene, e della Bellezza, che è in fondo lo stesso..

Dedicato a tutte le Regine della mia vita, e a voi, amiche dilette e amici, con infinito amore.

M.P.




Frammenti del Commiato di un Condottiero alla sua Regina


 

Genuflesso, al salpare,
baciai l'orlo del tuo manto
mia giovane Regina, giurando
sulla Croce e sul mio Onore
fedeltà in eterno al tuo Nome
e alla tua vergine bellezza.

Partii, senza indugiare, quando l'alba
non era ancora nata, lasciai
questa mia terra sazia, il mio orto
amorevolmente curato,
il roseto e il mio giardino
senza sapere il mio destino.

Attraversai Oceani
e Mari agitati, determinati
a ricacciarmi indietro. Ho veduto
fiammeggiare i vulcani
e le barriere coralline, cetacei
immensi come navi

scavalcare soffiando onde
che parevano montagne,
dolcissime Sirene cantare
e i loro seni bianchi come gigli
ammaliare i più rudi naviganti,
le burrasche infuriare

e divellere il sartiame, abbattendo
l'alberatura come un mazzetto
di festuche, vidi vascelli
che forse mai sono esistiti
incrociare al largo, alla fine
delle terre, al cospetto

degli dei che governano gli elementi...
Tutto questo ho fatto, mia Regina,
e altro ancora, e più farò
in nome del tuo caro Nome,
solo per amore del tuo sguardo
che indugia benevolo sul mio petto,

scoprendone il cuore.



Marianna Piani
Trieste/Milano Dicembre 2015
.

4 commenti:

  1. STUPENDA ! Altro aggettivo non c'è .

    RispondiElimina
  2. Grazie Rossella, grazie infinite!
    Non mi aspettavo sinceramente un commento così entusiasmante, anche se, sempre per essere del tutto onesta e sincera, mi sembra una composizione di buone fattura, tra le mie.
    Però non mi sorprende che sia proprio tu a esprimerlo, perché sento che ho sfiorato una dimensione (della favola, dell'apologo morale) molto vicina alla tua sensibilità.
    Grazie ancora, un caro abbraccio.

    Marianna

    RispondiElimina
  3. Esattamente ; un abbraccio grande.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Rossella.
      E spero che - se l'hai riletta - hai apprezzato i piccoli ma importanti cambiamenti che ho apportato qui e là. Il senso non cambia, ma la musicalità credo di sì, e spero in meglio.
      Un bacio
      Mari

      Elimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.