«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

martedì 16 agosto 2016

Parole (per quasi un sonetto)


Amiche care, amici,

riprendo le pubblicazioni dopo una breve pausa, dovuta non a una vacanza, benché la stagione lo potrebbe far pensare, ma viceversa a un periodo di lavoro tanto intenso da lasciarmi solo poche ore per dormire, prima di riprendere all'alba del giorno dopo. Il ciclo non è terminato, ma ora ho a disposizione una brevissima sosta, per cui ne approfitto per proseguire, anche se un poco a singhiozzo, la mia presenza su queste pagine. Il lavoro, che mi coinvolge ed appassiona, è ciò che mi dà i mezzi per vivere, e quindi ha una priorità naturale. Ma la mia attività qui - del tutto libera e svincolata da ogni considerazione utilitaristica - è ciò che maggiormente mi rende felice, e non ne farei a meno per nulla al mondo.

Riprendo con una composizione in certo modo emblematica, dedicata proprio alla scrittura, o per essere più precisi, alle "parole", che della scrittura, di ogni scrittura, sono la materia viva.
Si tratta di una pura coincidenza - io per la pubblicazione seguo un rigoroso ordine temporale di "prima stesura" - ma mi piace proporre proprio ora una riflessione su questa attività che, non materialmente, ma certo spiritualmente, mi tiene in vita.
Forse una coincidenza è anche la forma quasi canonica in cui è sviluppato il componimento, quella del sonetto, anche se si tratta dell'unica concessione prosodica e metrica riconoscibile, per il resto non vi è schema rimico, e il metro è un gioco di settenari e endecasillabi, senza schema. In più si aggiunge una "coda" con una terzina e un verso finale in chiusura.

Tuttavia, come ho annotato in altre occasioni, per me la forma metrica di norma non pre-esiste alla composizione, quasi mai (eccezione sono le "collane", dove il gioco consiste proprio nel rimanere legati a una forma prefissata): è la composizione stessa a "creare" da sé e imporre la propria forma, come un torrente, un fiume, scava da sé nel terreno, nella roccia se occorre, il proprio alveo.
In questo senso è quindi (forse inconsciamente) significativo che questo piccolo attestato d'amore nei confronti della Parola (poetica) si sia presentato nella forma in assoluto più riconoscibile e più legata all'espressione amorosa in ogni epoca e in quasi tutte le culture occidentali: per l'appunto, il Sonetto...

Amiche dilette, amici, ancora grazie, come sempre, per la vostra presenza, e la vostra amicizia.
Con amore

M.P.





Parole (per quasi un sonetto)
 

Siate con me, cantate
giovani parole coniate appena,
appena spiccate dal ramo
come frutta fragrante d'estate;

impazzate, inseguite come in gioco
il vostro solo vero senso, il suono
del vostro respiro, il battito
del vostro inesauribile mutare.

Pulsate sorgenti, come vene
ai polsi, affioranti da sotto la pelle
sottile come una guaina di panna.

Inciderà quella guaina una lama
fulgente e tagliente, scaturirà
una fiumana e poi un rivolo ardente:

come nel plasma la vita, purpuree parole
sospese nel fluire del senso
inonderanno le coltri, e il respiro.

Poi nulla sarà di ciò che fu prima.
 


Marianna Piani
Nebbiuno, 31 Dicembre 2015
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