«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 3 dicembre 2016

Le solitudini e i luoghi - IX e X


Amiche care, amici,

siamo al quinto appuntamento della raccolta, con due sonetti di argomento strettamente urbano, entrambi giocati sul filo di quel mix di malinconia e disperazione che è proprio di questi luoghi.
Il primo è una riflessione durante una passeggiata in centro, mentre la superficiale vitalità del traffico cittadino stride in contrasto con una invincibile solitudine interiore, una estraneità a momenti quasi dolorosa, proprio mentre invece ci si vorrebbe confondere e scomparire nella folla.
Il secondo è il racconto, quasi cronachistico, di un evento purtroppo non insolito per chi frequenta il trasporto pubblico underground.

Vi lascio alla lettura, amiche dilette e amici, come di consueto, con amore.

M.P.







Le solitudini e i luoghi
 



IX
Città

Ora mi fermo. A lungo ho vagato
perdendomi in queste vie affollate.
A lungo, ostinatamente ho cercato
le ultime tracce di me stessa, appannate.
Svanito il cuore, svanita la mente,
sola rimane di me sul selciato
l'ombra violacea, e l'evanescente
figura riflessa sul cristallo dorato
delle vetrine, tra ninnoli e oggetti,
visioni di una bellezza apparente,
seduzione di vanità e di effetti.
Ritornerò al mio mondo, finalmente,
nella inquieta dolcezza dei miei affetti,
via da questo vuoto, da questo niente.




X

Thanatos

Accadde a Marzo in un qalche mattino:
con tedio oscillavo appesa alla barra
della vettura, a Cadorna, o vicino
Cairoli, e qui fummo fatti scendere a terra.
Presto sapemmo che un ardente destino
si era compiuto sui binari, più avanti.
Era giunto puntuale il primo treno,
a falciare una vita e i suoi sogni infranti.
Molti andarono in fretta in cerca d'un mezzo,
altri sbuffando indugiarono in banchina,
tutti quanti percepirono il prezzo
d'una morte così tanto vicina.
Io per un istante ammirai il disprezzo
di quella ragazza in faccia alla fine.



Marianna Piani
(Marzo 2016)
.

Nessun commento:

Posta un commento

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.