«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

venerdì 9 marzo 2018

Quel porto lontano, io ricordo


Amiche care, amici,

come da tempo programmato, ma mai in un momento più opportuno per me, vi scrivo queste righe dall'Irlanda, la terra della mia compagna, in cui mi sono trasferita, per un tempo indeterminato, ma forse per sempre.

Dico di un momento "opportuno" perché, pur sentendomi tutt'ora Italiana e in fondo orgogliosa di esserlo, non riesco a immaginarmi come parte di un Paese in cui una buona metà delle persone che posso avere la ventura di incontrare, casualmente, sul lavoro, in metropolitana, nelle vie del centro, hanno ceduto alla Grande Paura del Diverso e del Nuovo, e hanno votato in massa, godendo di ciò che la Democrazia gli garantisce, per una concezione del mondo chiusa, impaurita, piena di odio e di rivalsa su chi è più povero e sfortunato. Per persone, anche, che da "leader" considerano persone come me e la mia compagna come emarginate, appestate da evitare, nel migliore (o forse peggiore) dei casi delle malate da curare.
In questi ultimi mesi il clima si è fatto davvero pesante, e ciò che fino a non molto tempo fa - pur sempre presente - era represso, o nascosto, ora viene espresso ad alta voce, o anche nei gesti e nei fatti. Una innoicente passeggiata romantica  ultimamente poteva diventare un piccolo incubo.


Così me ne vado. Non è una decisione presa in seguito a questi ultimi fatti, sono molti mesi che la sto programmando assieme a colei che amo, perché vogliamo realizzare un progetto di vita, come qualunque coppia al mondo, e trovavamo il "clima" sociale e culturale quassù, pur essendo un Paese di forte tradizione Cattolica, decisamente più favorevole che in Italia. E poi la mia compagna, che è una musicista specializzata nel folk irlandese, non ha la possibilità in ogni caso di spostarsi in modo stabile a Milano…
Il mio lavoro invece è più "slegato" dalla location, ho sempre avuto il mio studio in casa, inoltre nel mio settore l'Irlanda in questo periodo conosce un piccolo boom di produzione, tanto è vero che già da tempo lavoro proprio per Società Irlandesi. Dovrò venire in Italia, di quando in quando, perché lavoro anche per Agenzie Italiane (peraltro pessime pagatrici, rispetto al resto del mondo), e mi sono tenuta per ora la casa di Milano, ma la mia vita, e il mio cuore, sarà per ora, e per il tempo che vorrà il Destino, qui in Irlanda.
Comunque non ho molti rimpianti: sinceramente, non riesco più a riconoscermi in un Paese che sceglie di farsi governare da certa orribile gente... E infine, da europeista convinta e ostinata, e un po' poliglotta come sono, mi considero "a casa" quasi in ogni parte d'Europa.


. . .

La Poesia, ovviamente, viene con me: è una vocazione, una necessità direi quasi, cui non potrei rinunciare nemmeno se lo volessi, così come non posso rinunciare a quest'angolo felice su queste paginette e alle amiche e amici che qui posso incontrare, per donare loro qualcosa di me, per quel che vale…

Il componimento che vi propongo oggi non rispecchia certo l'animo mio in questo momento, è invece frutto di un periodo di grande tristezza e depressione l'estate passata: solitudine, malessere, il mio disagio psichico che recalcitrava ai farmaci, l'amore lontano, il caldo soffocante e opprimente, la città agostana semideserta… Uno scontro con il senso del tempo che mi aggrediva con aspra desolazione.
E disperazione…

Per voi, amiche dilette e amici, come sempre, con amore.


Kilkenny, 9 Marzo 2018
M.P.






Quel porto lontano, io ricordo

...Quanto fosse lontano quel porto
oltre un oceano di mare
ora piano e sopito come il dorso
d'un drago immenso pronto
a gettarsi a capofitto verso il fondo.

Il ricordo dei marosi
che battono spietati e fragorosi
la dorsale di pietra della costiera
è vivo ancora, in quella
che il marittimo consumato chiama
non senza disprezzo una bonaccia.

Quanto lontano fosse quel porto,
e quanto vicino, tanto
da sentire già il suono dei trattori
e delle gru d'acciaio tutte prese
nel loro insensato affaccendarsi.

Quanto vicino, per la prima volta
pensavo allora, questo porto d'arrivo
mio, verso cui senza volere, forse
senza nemmeno esserne cosciente
per un'intera vita avevo mirato.

E ora, che come non mai mio lo sento,
come non mai vicino,
cosa faccio, anziché esultare,
o sollevata respirare vivificata,
oppure perfino intonare un canto?

Provo un freddo orrore.
Per la prima volta in questo specchio,
faccia faccia con un tempo ora nemico,
mi ritrovo a guardare negli occhi
la me stessa che ora sono.

La bellezza è un involucro che il tempo
offende e erode, ciò che rimane
sulla rena gialla sono milioni
di morte spoglie di conchiglia.



Marianna Piani
Milano, 5 Agosto 2017
(a Rita, recente ma stupenda amica)

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