«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 25 marzo 2018

«Pretty You»



Amiche care, amici,

ragionavo proprio ieri con una amica sul concetto di "felicità", la condizione umana più fragile e relativa.
Indubbiamente in questi giorni, personalmente, intimamente, io sono felice: ho realizzato un sogno che ,ai tempi in cui scrivevo la lirica che oggi vi regalo, sembrava lontano, irraggiungibile, quasi irreale.
Questa decisione presa e realizzata non senza difficoltà e paure, ha rinfocolato il mio amore come una folata di vento su un falò, sollevando scintille a coprire per numero e luminosità le più luminose stelle.

E con l'amore, con le sue ansie, con le sue attese, giunge quella che noi umani usiamo chiamare "felicità".
Eppure questo è un periodo triste, intorno a me, una situazione in cui ho capito di quanto sia difficile vedere non dico realizzati, ma almeno non minacciati i propri ideali, le proprie convinzioni più alte, le più care tra le proprie certezze. E ho realizzato di quanto l'essere umano possa, e voglia essere egoista, assetato di potere, razzista, chiuso a riccio nel proprio orticello striminzito con l'illusione che tutto ciò possa continuare per lui, al diavolo tutti gli altri, tutti. E di quanto la paura domini questo nostro universo, generando odio, risentimento, anche violenza. Che delusione, per una Umanista quale mi pregio di essere, "scoprire" l'esistenza di questa maggioranza rumorosa, tutta attorno a noi.

Per carità, lo sconforto, razionalmente, non ci deve far vedere ciò che (ancora…) non c'è. Siamo, grazie al Cielo, ancora lontani da una tragedia concreta e reale (anche se per alcune minoranze ciò potrebbe non essere del tutto vero) che possa paragonarsi a quelle maggiori della Storia: Il totalitarismo serpeggia pericolosamente nel nostro privilegiato occidente, preceduto come sempre nella Storia da un apparentemente più "inoffensivo" populismo, ma abbiamo ancora strumenti, creati in decenni di Democrazia Reale e di Lotte, che ci consentono di tenere a bada la belva, se lo vogliamo, anche se con fatica ed esponendosi a qualche rischio. E sappiamo che quanto più saremo disposti ad esporci in prima persona, e a correre questi rischi (come ha fatto quella coraggiosa ragazza che ha rifiutato di servire un potente perché dichiaratamente razzista, rimettendoci il lavoro, per me un simbolo di questi tempi, una Rosa Parks in sedicesimo), tanto più difficile sarà per i nemici della Democrazia e della Tolleranza "vincere" davvero.

Dico questo perché, personalmente ho vissuto, sto vivendo questo periodo in uno stato di angoscia, di tristezza, di delusione che contrasta drammaticamente con la felicità presente in questo stesso momento nella mia vita personale.
Come è possibile che convivano due sentimenti così opposti, la gioia esaltante di mettere su casa con chi amo, e la tristezza infinita per una situazione, da noi in Italia, ma non solo da noi purtroppo, di marea montante di odio, razzismo, xenofobia e, ciò mi riguarda anche privatamente, omofobia?
Ebbene, non è possibile, nel senso che le due cose non devono affatto "convivere", perché ciò che alla fine deve prevalere è il senso di ciò che noi siamo, le nostre certezze, le nostre convinzioni, e, naturalmente, il nostro amore.
Se c'è una lezione che Etty Hillesum, con il suo straordinario emozionantissimo Diario, ci ha lasciato è proprio questa: non c'è tragedia, orrore della Storia che possa scalfire la nostra profonda reale interna felicità, che proviene dalla certezza e dalla bellezza dei nostri Ideali, e dall'amore che sappiamo di poter esprimere con la nostra vita. La profonda, invincibile Umanità che si trova nelle righe di questa giovane donna, che rimane sé stessa, con la sua intima felicità di esistere, anche a contatto, fino ad esserne travolta, della peggiore tragedia dell'Umanità, questa è una testimonianza che deve rimanere un esempio per tutte, tutti noi.

I nostri "mostri" - per fortuna - sono ancora poco più che dei buffoni, e la loro "granitica coerenza" si sfalda già ora solo per la smania di accarezzare la ampolla tossica del Potere. Possiamo e DOBBIAMO combatterli, rallentandoli, fermandoli (ricordando che anche Mussolini e Hitler parevano dei "buffoni" all'inizio, così come oggi ci appaiono personaggi molto pericolosi come trump o kim) prima che possano crescere tanto da provocare danni davvero irreparabili.
No, personalmente non lascerò che l'amarezza del momento incida in alcun modo sulla mia felicità privata, personale. L'amore, che è il sentimento che in questo momento prevale su tutto nella mia anima, è superiore a qualsiasi malvagità. E promuove un ottimismo di fondo in ogni mia azione...

Vi lascio alla lettura, amiche dilette, amici, di questa lirica, che racconta, tenta di raccontare come è avvenuto, inatteso, improvviso, imprevedibile - e travolgente - il mio primo incontro con l'amore della mia vita. A volte la vita cambia in un istante, in un "colpo di fulmine", generato magari da una piccola, breve frase, come quella del titolo…

Con amore, più che mai, carissime, carissimi!

M.P.






«Pretty You»


Mi dicesti così, innocente e piana
come solo tu sai fare:
"sei bella". You're so pretty.
E io non seppi che crollare ai tuoi piedi
e innamorarmi alla follia di te.

Proprio tu, che la bellezza,
quella umana e quella degli dei,
tratti da pari a pari, proprio tu,
che incedi e ti concedi da regina,
giocavi coi miei capelli e l'impazzivi.

Proprio tu che hai il fuoco
in cuore e fiamme in luogo di capelli
e i prati delle tue terre proiettati
nelle pupille, tu con il tuo volto
candido costellato di scintille:

tu mi dicesti bella, nel tuo accento
morbido e suadente, e una luce
di desiderio già sulle tue labbra
vivido e perverso, come il riflesso
viola del tuo colpevole rossetto.

Dall'ammirarti a amarti allora fu
questione d'un istante.
E quando fosti nuda nel mio letto
e io fui totalmente soggiogata
dalla tua essenza, solo allora seppi.

Seppi, oppure m'illusi, e dissi:
il nostro amore è un amore bambino,
lo nutriremo, lo cresceremo insieme,
tu ed io, fino a che
riluceranno le nostre stelle in cielo.


Marianna Piani
Milano, 20 Agosto 2017


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