«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 9 aprile 2014

"Poesia di una rosa"



Amiche dilette, amici cari,

Ci vuole coraggio, anzi, vera e propria incoscienza a scrivere sotto un titolo come:





"Poesia di una rosa"


Il campo è cintato d'una rete di filo spinato
il suolo brullo come un tavolato di tufo,
gli autocarri procedono grevi a pochi passi
come bovini accecati, i passanti s'incurvano
pur di passare inosservati, ognuno è solo.

Forse è stato il vento d'aprile a strappare
il seme dal pergolato, e a conficcarlo
in questo luogo dimenticato, forse ho peccato
di superbia in un'altra vita e ora ne pago
il prezzo con l'onta di essere qui confinata.

La mia bellezza è sbocciata alle prime gocce
di pioggia di fine estate - fuori tempo, non solo
fuori luogo - mentre stupende compagne a frotte
fiorivano di pari bellezza poco lontano, nei parchi
e nei sottotetti, inebriando gli amanti di ardenti colori

e acuti profumi. Io quaggiù, come loro mi aprivo
nuda al sole, spalancando i miei petali vellutati,
scoprendo il mio cuore più segreto e sensuale.
La bellezza - narra un poeta - è invereconda,
quand'è pura, poiché nulla in sé ha da celare.

Seducevo le api, e mi lasciavo da loro lambire
quasi senza provare piacere, adoravo invece cantare
modulando la brezza tra le foglie e le spine.
Sapevo, intuivo che il mio rosso cupo nel desolato
terreno abbruciato era come una macchia di sangue

che essiccava al sole, ma non avrei voluto avvizzire
così sola, come uno stelo reciso lasciato morire
davanti a una lapide nel camposanto, avrei voluto
appartenere, e prodigare la mia linfa e ogni respiro
del mio rado fogliame smeraldo, all'ineffabile orgoglio

di essere una rosa.




Marianna Piani
Milano, 11 Gennaio 2014


(Sì, ci vuole incoscienza, forse follia, ma io lo sono - matta, è risaputo e anche ufficialmente testimoniato da una lunga e annosa cartella clinica.
Del resto, per scrivere autenticamente, ne occorre sempre molto sia di coraggio, che di incoscienza, che di follia. Nessuna parola apparirà credibile o emozionante a un lettore se non proviene da un piccolo o grande atto di fede. E come è risaputo, la fede è follia pura.

Perciò oggi - senza troppi preamboli o postfazioni, (e un po' in ritardo, poiché sono in viaggio, scusatemi tanto) - vi ho lasciato questi miei versi, "inverecondi", ma non più di molti altri qui pubblicati…
Si tratta comunque, come capita spesso con me, di un piccolo racconto immaginario - ma non troppo. 

Un abbraccio, come sempre, con amore!

M.P.)



5 commenti:

  1. un intenso profumo che le rosse rilasciano nell'aria viaggia fino ai nostri cuori

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Francesco!

      Il piccolo refuso (dannati refusi, si infilano ovunque quando meno si vorrebbe, specialmente quando si usa uno smartphone, e in particolare quando non si può rimediare, una volta inviato il messaggio) dicevo, il piccolo refuso è carinissimo. Anch'io penso che le "rosse" (che adoro, per il loro carattere solare e focoso: ne conosco più di una, e tutte confermano questo piccolo "pregiudizio positivo") siano le "rose" più belle... e profumate!

      Quante volte ci "incrociamo", sono felice di ospitarti qui, nel mio salottino... Torna a trovarmi presto!

      Un abbraccio

      Marianna

      Elimina
  2. Ti voglio bene rosa bella e profumata!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. «Rosa fresca aulentissima ch’apari inver’ la state,
      le donne ti disiano, pulzell’ e maritate:
      tràgemi d’este focora, se t’este a bolontate;
      per te non ajo abento notte e dia,
      penzando pur di voi, madonna mia».
      (Cecco d'Alcamo, 1230)

      Per questo ho parlato di coraggio e incoscienza... I rimandi sono talmente forti in casi del genere da dare il capogiro.
      Tuttavia io folle sono abbastanza, come dico nel mio commentino a latere, e quindi ho lasciato libera l'ispirazione. Anche se si tratta di metafore millenarie.

      Che gioia Lauretta, ritrovarti qui con me!

      Tu, come me, sei una rosa stupenda, profumata, e delicatissima.

      Un abbraccio
      Marianna

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.