«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 16 aprile 2014

Scrivere, che dire


Amiche dilette, amici cari,

dunque, ancora un mio scritto sulla scrittura. E non sarà l'ultimo certamente.

Certo, può sembrare un esercizio un po' troppo autoreferenziale, o, come lo definivano i critici dei Cahiers du Cinéma (André Bazin, segnatamente) riferendosi a certe opere cinematografiche che avevano come soggetto lo stesso fare cinema (8 e ½ di Fellini, La nuit américaine di François Truffaut), una "costruzione in abisso". Un qualcosa che riguarda i pochi (o i tanti, o i fin troppi) che in qualche modo scrivono, o si occupano di scrittura.
In realtà per chi qui scrive, cioè per me, la scrittura è, assieme all'amore, l'elemento più significativo e irrinunciabile della mia esistenza. E esattamente come l'amore, la scrittura è pienezza e tormento, è fede e rimpianto, è carnalità e sublimazione. Se nelle mie composizioni mi occupo d'amore, com'è naturale, perché non dovrei farlo a proposito della scrittura in sé?


La scrittura sottende un atto d'amore e di fede profondi, un contatto, sensuale e diretto, con il lettore. E in questo, se compiuto con piena onestà e verità, essa è un atto eversivo, di pura affermazione di libertà, tutt'affatto amato e tollerato da chi cerca il dominio e il potere sull'espressione dell'Umanità dell'Uomo.

Il Nuovo Umanesimo, in cui profondamente credo, trascende il secolo, e passa attraverso la espressione libera della scrittura. In questo noi, raccolti attorno al libro, per tentare di rianimarlo, siamo gli ultimi cospiratori della Bellezza, contro l'annullamento del Pensiero.

Per un amico mai perduto, e per voi, amiche care e amici, come sempre, e letteralmente, con amore.

M.P.




Scrivere, che dire


Scrivere è vivere,
così come lo è
tracciare segni sulla carta
e creare forme e volti
col nudo ausilio
d'una bacchetta di grafite.

Scrivere è sublime
così come lo è sfiorare
corde tese sotto un arco
e cavarne un canto
tale da ammaliare un dio
oppure sciogliere il suo pianto.

Scrivere è atroce
così com'è atroce il taglio
d'un bisturi sopra il corpo spoglio
per frugarne l'intimo segreto
di tessuti umori e sangue
ed estirparne il nero male.

Scrivere è spudorato
ed è sfrontato, come quando
snudo le mie gambe e gonfio il seno
per sedurre un angelo del cielo
e carezzarne i segreti sogni
con la grazia delle forme.

Scrivere é dannato,
come l'assassino nella cella
graffia il muro con un chiodo
incidendo sulla calce il nome
del suo solo amore al mondo
l'alba prima della condanna.

Scrivere è onesto, è giusto,
come fu giusto il Dio dell'Uomo
quando infranse sulla roccia
le tavole impresse a fuoco
e con quel fuoco egli s'accinse
a incenerire l'intero suo creato.

Scrivere forse è santo.
Ma di certo è un reato
per l'ipocrisia mondana:
scrivere è un mandato
a vivere due volte, vituperato
da chi vive il suo tempo invano.

Scrivere è l'inspiegabile prodigio
che da solo tiene in vita e fede
la donna spezzata senza ombra
che io sono.



Marianna Piani
(To A.T. - and to whoever believes in my insanity for Beauty)
Milano, 20 Gennaio 2013

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