«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 5 aprile 2014

Scrivere è saggio


Amiche care, amici,

una piccola composizione dedicata a ciò che ormai da tempo costituisce il mio tramite con il mondo, la mia salvezza mentale, la scrittura.
Per me non è un semplice passatempo, e, dato che non sono una professionista della scrittura, ma semplicemente una dilettante, non è neppure un lavoro, o una occupazione, o un impegno.
Si tratta piuttosto di una necessità, non so quanto fondata su un autentico talento e quanto su una forma di disturbo mentale, sui farmaci psicotropi che devo assumere in quantità industriale, oppure se non si tratta che di una comune mania.
Col tempo forse questo si capirà, ma personalmente non fa molta differenza, ciò che conta è che questa attività fa ormai parte connaturata e inscindibile della mia vita, della mia quotidianità.

Mi capita di fare brevi osservazioni, come delle istantanee, nel corso della giornata, poi queste si depositano nella mente, si sviluppano, si aprono, fermentano, si dibattono, finché non trovano in qualche modo la via per essere espresse.
In fondo lo scrivere è tutto qui, rivestire di un tessuto di parole la nostra nuda inquietudine.


Ho dedicato tempo fa questa composizione ad una amica molto cara. Ora la condivido con voi tutte, amiche dilette e amici cari, come sempre, con amore.



M.P.




Scrivere è saggio


Saggio è scrivere. Amico mio, dai ricci castani,
ribelli: posa la tua bellezza selvaggia sul comodino,
scendi sotterra, ai tunnel della metropolitana,
sotto metri e metri di asfalto, cemento, e sedimentanti scorie,
attendi il tuo treno, con la pazienza di mille altri individui,
giovani, vecchi, ordinari, pingui, avvizziti, tristi,
smagriti, affannati, insensati, come te, e sperduti.

Attendi, poiché attendere devi, e fuori da te stesso,
ti vedi, e magari disperi. Ma la vita è quel treno
che giunge, e ti trascina, con gli altri mille, e non sai
se mai giungerai a una qualsiasi meta, stabilita.
Sali, amico, con l'onda, sali sul carro che riparte,
chiudendo alle spalle i battenti come un destino,
presto sarai colà dove immoli la tua vita in pegno

per una vita sfinita. Eppure sei certo, tu non sei lì ora.
Sei altrove. Sei distante. Sei libero in fondo, dal male.
Scrivere, amico mio, è bello. Scrivere, dice il Poeta,
è gioia. Ma che ne sa, il Poeta, dal suo scranno
di pietra e di carta? Tu siedi alla destra d'una madonna,
dal volto gelido e sensuale, e intingi le dita nella ferita.
E tracci queste parole sul vetro del finestrino:

"Prendimi, Sole" e intanto il tunnel scorre veloce
e il sole è lontano, dodici metri di terra e di roccia
più sopra. Non importa, arriverai alla fine, alla meta
che ancora ignori, se pure sia ormai la tua vita.
Uscendo, ti accoglierà nella pioggia una città intristita,
i pugni in tasca muto andrai al tuo frammento di giorno,
e saranno otto ore di nulla bruciate come canne essiccate.

Saggio è scrivere, saggio e bello: se non è gioia,
ma è rovello, è pur ciò che ti tiene in vita, quando intingi
la penna e le dita nel tuo stesso sangue, e tracci indelebile
il segno del tuo irripetibile passaggio nel mondo.
Nelle notti che sono solo tue, vagando tra le piane infinite
del Gange, i cuori di tenebra e d'ombra, gli abissi delle Ande,
i minuscoli laghi tra le dolomie più alte, e gli alti nevai,

incontri te stesso, viandante, e ti saluti, e ti dici "salve".
Fatalmente, ti senti felice.



Marianna Piani
Milano, 8 Gennaio 2014

Per Rosanna A.
con immenso affetto e stima
Milano, 8 Gennaio 2014


3 commenti:

  1. Marianna,
    Credimi,
    E’ evidente ciò che rappresenta per te la scrittura.
    E' altrettanto evidente che non scrivi per lavoro : la tua scrittura è libertà.
    Non sei influenzata dal “potere dei soldi” in ambito letterario, nè lo sarai mai.
    Molto spesso, chi scrive per professione è costretto a scrivere ciò che vuole leggere la gente.
    E’ questo il segreto della tua apparente "eterna giovinezza".
    Sei come una bambina, che scrive e descrive le sue emozioni.
    Come diceva Picasso,
    “Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.”
    Quanta gente scrive, compone, oppure “dice” di scrivere e comporre ?
    Tanta, tantissima.
    Ecco, queste persone dipingono il sole come una macchia gialla, e basta.
    Tu, invece, sei sempre credibile, grazie all’alto grado di veridicità, sensibilità e soprattutto PERSONALITA’ che infondi in ogni tuo “scritto”.
    Sei in grado di trasformare una semplice macchia gialla nel sole.
    E’ tutta una questione di emozioni, quelle che solo la scrittura può sprigionare nell’animo del lettore.
    Non è una questione di pazzia, farmaci, talento o non talento, mania.
    Non è una semplice “attività”.
    Lei, la scrittura, per te, è ossigeno : ha un’importanza vitale.
    “Scrivere è saggio”.
    Gran bel titolo. Tre semplici parole.
    Nelle quali è racchiuso un mondo.
    ...E che dire del finale ?
    “Fatalmente ti senti felice”.
    Era proprio questo ciò che volevi esprimere, almeno come concetto “cardine”.
    La scrittura è l’unica cosa al mondo che riesce a renderti felice.
    E’ l’unica cosa che rende Marianna Piani veramente VIVA, come ho detto prima.
    E’ molto bello il messaggio che hai voluto “inviare” al mondo :
    La vita di ognuno di noi scorre veloce, vediamo ogni giorno mille facce, mille cose, mille luoghi, siamo sempre in movimento…
    L’unico attimo di saggezza quotidiana lo viviamo quando, in un certo senso, ci isoliamo dal mondo e, facendo mente locale, mettiamo “per iscritto” le nostre emozioni.
    E’ questo il potere magico della scrittura e della fantasia, del resto :
    Ti permette di essere fisicamente presente in un luogo, e di essere da tutt’altra parte mentalmente.
    Un termine per definire la tua composizione ? “Universale”.
    Perché è rivolta ad ogni persona presente sulla faccia della Terra, ma allo stesso tempo permette ad ogni persona di viaggiare con la mente, esplorando il proprio “universo” quotidiano.

    Un abbraccio pieno di affetto, Mari.

    Buona Domenica.

    Luca

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    1. Caro Luca,

      lascio alla tua bontà le belle parole e ragionamenti nei miei confronti. È curioso come - e non solo con te - le mie piccole introduzioni occupino l'attenzione dei lettori a pari e a volte perfino più della stessa composizione... A volte mi domando se non farei bene a tralasciare di introdurre i miei brani, per lasciare al lettore maggiore libertà di interpretazione. Tuttavia tu sei la dimostrazione di come chi ha sensibilità e apertura mentale può tranquillamente prescindere dalla introduzione, al momento di leggere il testo. L'introduzione, in questo caso, non è un vincolo, o una traccia, ma piuttosto una "cornice", che aiuta a reggere il quadro alla visione del pubblico.

      C'è un punto del tuo commento, però, che vorrei cogliere al volo, perché mi raffigura esattamente:

      La scrittura "...E’ l’unica cosa che rende Marianna Piani veramente VIVA..."

      È vero, tanto che è proprio questo ad esempio il motivo per cui ho scelto di non apparire mai qui e nel mondo con altro che non sia la mia scrittura.
      Marianna Piani è la sua scrittura. E la scrittura è la ragione stessa di vita di Marianna Piani...

      Un abbraccio
      Mari


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  2. Apparire...
    Ecco la parola magica.
    Lo so che non ti interessa apparire.
    Ed è anche per questo motivo che hai TUTTO il mio rispetto.
    Del resto, chi ha un talento (più o meno sviluppato) , non ha bisogno di "mostrarsi" per come appare, può benissimo farne a meno.
    Può e deve mostrare al mondo ciò che sa fare, ciò che da un senso alla sua vita.
    Sperando ci siano persone che riescano a "capire".
    L'aspetto fisico è come un monumento, si deteriora col tempo.
    Si può anche provare a "ristrutturarlo", ma invecchia comunque.
    L'arte invece non invecchia mai, è eterna.

    Un abbraccio,

    Luca

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