«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 25 giugno 2014

Il salmastro, il ventoso e l'onda


Amiche dilette e amici cari,

Sensualità ed erotismo in poesia: io ne diffido, perché si tratta di moti d'istinto, di emozioni al limite dell'incontrollabile, estranei all'espressione poetica.
Intendiamoci, non diffido dell'argomento in sé, la poesia di tutti i tempi è indubbiamente sensualità e eros fattisi verbo. Diffido della mia personale di sensualità, troppo forte, troppo intrigante e ingombrante, da esprimere carnalmente, ma non priva di rischi nel tradurrla sulla carta. L'Arte è dominio sulle emozioni e sui sensi, anche se parrebbe il contrario. Occorre distacco e tecnica per plasmare la materia ed ottenere un risultato accettabile, e degno di essere consegnato al mondo.
Chi ci legge ha diritto prima di tutto al rispetto. Non è questione di pudore, io non ne ho proprio, sono spudoratissima, e lo sapete; gli è che il lettore ha il diritto di trovare sé stesso nella nostra scrittura, e nulla gli può importare dei nostri intimi ardori se non nella misura in cui li possa riconoscere come propri. Noi scrivendo di noi stessi in realtà "interpretiamo" attraverso il nostro corpo e la nostra anima ciò che i nostri lettori-spettatori sentono di sé. Siamo degli attori in scena, dei musicisti sul palco, dei trapezisti in cima al tendone, dei clowns sulla sabbia del circo, dei gladiatori nell'arena. Quando il sipario si apre, quando il libro è in vetrina, quando il click del blog è scattato, da quel momento non siamo più noi ad importare, siamo ciò che il nostro pubblico, i nostri lettori, pochi o tanti che siano, riconoscono in noi.
L'erotismo personalmente, in quanto emozione primaria, mi distrae dalla scrittura, e quando la scrittura perde il dominio della materia narrata, l'eros da arte si muta in pornografia.
Nulla di male per me nella pornografia, se cosciente e non camuffata da ciò che non le compete. Uno scritto, o un'immagine - ma per noi donne soprattutto la parola, poiché a differenza dei maschi la nostra sensibilità è assai più di pensiero che di immagine -  ci può coinvolgere, eccitare, anche travolgere. Ma ovviamente ciò è più vicino al sesso che all'arte. Sesso e Arte ono due manifestazioni umane collegate in quanto appunto profondamente umane, ma ben diverse.


Tuttavia, come dicevo, la Poesia è il luogo deputato dell'Eros, così come lo sono tutte le arti se ci pensate, e questo converrete è un assai bel paradosso. Ed io non me ne posso esimere, se voglio scrivere ed emozionare...

Per voi, amiche care, e amici, un incontro. Immaginario? Reale? Sognato? Vissuto? Non importa, perché alla fine è uguale ad ogni vero incontro, tra due anime, e, brevemente, fugacemente, due corpi.
 

Con amore

M.P.




Il salmastro, il ventoso e l'onda


Il ragazzo che mi venne incontro, quel mattino,
lo sguardo cupo, i ricci neri intorcigliati, un incedere
scontroso e franco mentre dall'acqua saliva sulla riva
con l'odore acuto del pescato addosso e l'amaro
del salmastro incrostato su ogni centimetro di pelle:
avrei lasciato che mi prendesse all'istante, lì sul posto -
se soltanto m'avesse porto la sua mano scura
grossa e breve come il ceppo aperto da una saetta.

Chi sapeva cosa c'era di fatica e di avventura
dietro quelle labbra dure e fredde come squame
e quelle palpebre abbassate in un'espressione
di sprezzante e innocente selvaggeria?
Certo i marosi e la spuma urticante delle tempeste,
e il sole armato delle estati accese al largo
gl'incisero nel volto il marchio a fuoco
del suo libero e incantevole destino.

Ciò che in me sentii fu il soffio del maestrale
che mi spingeva vigoroso sulle spalle nude
e levava i capelli in un turbine di spighe brune
che mi accecavano lo sguardo e l'intelletto.
Ciò che volli allora fu soltanto lasciarmi andare
come il nocchiero abbandona la barra alle correnti
confidando solo nell'arbitrio della Natura
che affida ogni bellezza all'ala della sorte.

Egli non si fermò accanto a me che un istante,
il tempo di vederne le pupille venate d'oro,
e di sentire il suo respiro largo e calmo
com'era il ritmo inquieto del suo mare.
Io lasciai la mia veste sulla riva
come la corolla d'una campanula sfiorita,
e lasciai giungere a me morbida e lenta l'onda.

Fu presto su di me, mi prese e mi sommerse
e infine mi trascinò al largo inerte, aperta
come le valve disseccate d'una conchiglia.



Marianna Piani
Milano, 20 Marzo 2014

2 commenti:

  1. "Primordiale".
    Questo è l'aggettivo mediante il quale definirei la tua composizione.

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  2. è non basto la parola per placare l'onda del desiderio, arrivò la poesia che esplose come l'onda sugli scogli, liberando mille bollicine schiumose.
    Questa è l'immagine che mi evoca quest'intensa composizione, forte come la forza della natura, di cui noi siamo il mezzo.
    Francesco

    RispondiElimina

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