«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 7 giugno 2014

Finestagione


Amiche dilette e amici,
oggi, come scriveva qualcuno a proposito del "libero mestiere" poetico (Aldo Palazzeschi): "Lasciatemi divertire. Cucù, grugrù... ecc."
Oddio, divertire però a modo mio, naturalmente, senza troppo impegno, nel divertimento dico...


Una piccola escursione nell'intimità femminile, spesso oggetto delle mie riflessioni, e la voglia di apparire, come ne ha voglia, anzi urgenza un fiore che sboccia: la voglia di adornare il corpo di vesti ed emozioni, e di minimi fondamentali dettagli, di frammenti di fantasia.
Narcisismo femminile? Vanità? Forse, ma certo non solo.
Noi donne possediamo per natura il dono - o se volete la condanna - di una sensualità accesa e mai pienamente appagata, né domata, a volte schiettamente selvaggia. Il nostro corpo è una distesa infinita di recettori sensibili ed eccitabili, i nostri orpelli, i nostri abiti e abitini, le nostre sete, i nostri pizzi, prima ancora di fare da cornice alla nostra grazia, ci regalano direttamente sensazioni vive, sulla pelle, di piacere, di confortevolezza, difficili da descrivere a parole, spesso inconfessate (e a volte inconfessabili), eppure così intense e appaganti in sé: lo scivolarci addosso di un vestito lieve come un soffio, la sensazione d'instabile slancio d'un paio di tacchi a spillo, il profumo e il dolce bacio del rossetto sulle labbra, sono tutte espressioni di una femminilità che nasce dal profondo del nostro cuore. Noi - almeno. molte di noi - non pratichiamo la seduzione come mezzo, ma spesso piuttosto come fine. Ci piace immensamente sedurre, ma non una persona particolare, uomo o donna, almeno non il più delle volte: ci piace sedurre la vita.

E di seduzione, senza nominarla mai, parla tutta questa mia composizione, nata a seguito di una mattinata trascorsa tutta intera a rovistare nervosamente nel guardaroba in cerca di una "me stessa" che sapevo essersi celata colà, da qualche parte, ma che non riuscivo a ritrovare.
Alla fine, come quasi sempre mi accade in questi casi, la lunga ricerca ebbe successo, e riappropriatami di quella me stessa che avevo tanto cercato, sono uscita dritta dritta a pavoneggiarmi lungo le vie del Centro, il Corso, la Piazza, la Galleria…

Così è a volte la vostra Marianna: futilitàaaaaa...

Per voi, amiche care, che forse un pochino qui vi riconoscerete, e per voi, amici e compagni, perché possiate intuire qualcosa in più su di noi...

Con amore

M.P.




Finestagione


Ho cercato a lungo, lungo l'intera mattina
l'abito che confacesse al mio stato mentale:
certo una gonna - poiché adoro indossarle -
e una certa camicetta di seta, bianca,
adorna d'un orlo di pizzo, ricco di grazia.

Essere donne ci impegna
nella quotidiana tensione con la nostra bellezza,
un paio di scarpe ci può elevare
nell'incedere al rango di una sovrana.
Le nostre labbra profumano rose,

e delle rose rivestono i densi colori
e il vellutato incarnato. Una goccia di smalto
trasmuta la più piccola unghia di un piede
in un prezioso rubino, o smeraldo, rendendoci complici
degli sguardi indiscreti, e di quelli voraci.

Tutto questo per godere il contatto
le carezze e gli assalti di quegli occhi insaziati?
Non lo ammettiamo, eppure ci dà piacere
lo scivolare nelle morbide sete
dei nostri boudoir di sogni segreti.

Uscire, libere, e sentire il vento importuno giocare
tra le sete e le pieghe e le gambe nude immerse
nelle gonne, questo è il sottile piacere, l'essenza
del nostro essere donne,
così come lo è il gioco colpevolmente eccitante

tra il volersi concedere ansiosamente indifese,
e l'atavico invincibile orrore di esser violate.
L'uomo ha mani grandi, e forti, e rocciose,
che adoriamo, che sanno fiaccare ogni difesa
per come ci afferrano i polsi e stringono i seni.

Noi siamo così per infinitesimi istanti
plasma tra quelle mani e ci abbandoniamo
come una informe materia al fiato
e al fluire della Vita che ci possiede.
Incoscienti: ma, badate, cari, sempre presenti.

Travalichiamo la giornata, non la viviamo!
Ma ora io so finalmente con esatta certezza
quale abito, quale scarpa, quale bracciale
si confaccia al mio stato di cuore e di mente.
La femmina trionfante ch'è in me finalmente

ha compiuto la scelta.
Sarò presto tra voi,
e sarò proprio questa me stessa.




Per Mara, con affetto
Marianna Piani
Milano, 26 Febbraio 2014

Nessun commento:

Posta un commento

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.