«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 18 giugno 2014

Sette ore di volo


Amiche dilette, amici,

partivo allora per un viaggio, di lavoro.
L'occupazione che ho adesso, dopo un anno abbondante di gravi difficoltà, accentuate anche dal mio stato di salute non proprio brillante, mi porta a spostarmi relativamente spesso, anche per destinazioni, come nel caso che è l'ispirazione delle righe che seguono, piuttosto lontane.
In generale adoro viaggiare, chi mi conosce appena un po' lo sa. Non amo però viaggiare in aereo, il volo lo considero quasi una sfida dell'orgoglio - o tracotanza - umana alla natura, e comunque si tratta a mio avviso di uno dei più disagevoli modi di spostarsi. Non è solo una questione di fobia nei confronti dell'idea del volo in sé. Anzi, devo dire che quella è l'ultima delle mie preoccupazioni.
No, sono le attese, le situazioni di costrizione alla libertà cui occorre sottoporsi spontaneamente per poter accedere a questo privilegio, i controlli e i controcontrolli, i sedili angusti (anche per me che sono piccolina) e scomodi, il vicino della poltrona davanti che inclina lo schienale fino addosso alla tua faccia, quello del sedile al lato che non trova di meglio da fare che importunarti, tanto non puoi allontanarti, le ore e ore che non passano mai, l'attendere la fila per il bagno, che poi è un loculo cimiteriale, appena sufficiente per respirare, pesantemente promiscuo.
E potrei continuare. Eppure, come dicevo, il concetto del "viaggio" per me, nella mia vita, è essenziale, e costituisce certamente una grande metafora, aperta alle nostre riflessioni e, ciò che più conta, alla nostra immaginazione. Il viaggio è cambiamento ed è immaginazione, per questo è sempre comunque produttivo.

Eccomi dunque qui, su una scomoda panchina nella sala turistica dell'aeroporto, in attesa del mio volo, peraltro puntuale, per fortuna. Scrivere, è un modo per riempire un tempo "istituzionalmente" vuoto, un momento di sospensione tra l'immobilità, la conservazione, e il movimento, la mutazione, e per fissare questo momento non solo nello spazio, ma anche nel tempo…

Condivido con voi, amiche care e amici fedeli, come di consueto, con amore.

M.P.




Sette ore di volo


Nessuno è più solo, con sé stesso,
di chi parte in volo.
Rarefatta è l'atmosfera oltre il vetro spesso,
e il sole, imperioso, non è più il buon sole noto,
compagno dolce - o vivido - della terra:
il sole è un astro ora, il suo sguardo
acceca, puntiforme, assoluto,
sfolgorando sulla sciabola d'acciaio
dell'ala tesa a tagliare il gelo
e le nubi che si fondono
in nevai sterminati.
Sessantacinque gradi sotto zero
quarantamila piedi
di spaventoso vuoto
quattromila miglia di distanza
da ogni nuova accogliente terra.


Il pensiero si spaura, si ritrae
stupefatto, sconfitto da ciò che in questo
v'è d'inumano e vi è d'astratto.
Nessuno al mondo è più solo
d'un passeggero in volo.
Il destino è appeso alla corrente
impalpabile che lo sostiene in vita -
in questo non difforme
da ogni altra forma di esistenza.
Ogni vita è un'ala sfolgorante
che ci sostiene sopra il mondo.
Ogni volo è immaginazione,
ogni partenza è sogno,
ogni viaggio è ispirazione,
ogni ritorno infine
una sconfitta.



Marianna Piani
Malpensa, Marzo 2014

6 commenti:

  1. Questa composizione, in realtà, mette in luce due concetti / spunti di riflessione :

    - Il viaggio, più in generale il viaggiare (il punto focale della composizione)
    - Il mezzo di trasporto utilizzato per spostarsi, ovvero, in questo caso, l’aereo.

    Avevi già affrontato l’argomento volo in passato, ma questa volta hai dato “qualcosa in più” :
    Scrivendo, componendo, non è mai facile "giocare" con dati e numeri, presentandoli in maniera corretta ed efficace, senza perdere la "magia" e il filo del racconto :
    "Sessantacinque gradi sotto zero
    quarantamila piedi
    di spaventoso vuoto
    quattromila miglia di distanza
    da ogni nuova accogliente terra."
    In cinque righe, hai creato il contrasto che sta alla base di tutto ciò che passa nella testa di ogni passeggero una volta salito sull’aereo, ovvero :
    "Spaventoso Vuoto / Accogliente Terra".
    Con il tuo pennello, in maniera sopraffina, hai inoltre dipinto, successivamente, questo verso magico :
    "Ogni vita è un'ala sfolgorante
    che ci sostiene sopra il mondo."
    Quanta verità, e quanta magia.
    E non solo : quanta immaginazione trascritta su carta, caratteristica tipica dei sognatori.
    Interessante anche il cambio di prospettiva attuato in precedenza parlando del sole.

    La conclusione, con il suo retrogusto amaro, “…ogni ritorno infine una sconfitta” è veritiera, ma allo stesso tempo permette alla mente di pensare positivo.
    Se da un lato tornare significa riprendere la vita di sempre nella città che ci ha accolti, dall’altro significa attendere una nuova partenza :
    Se non vi fosse una fine, non potrebbe esserci un nuovo inizio.
    E il viaggio perderebbe la sua magia, ovvero l’attesa nei confronti dell’ignoto, o del noto che amiamo e che attendiamo con impazienza di visitare nuovamente (Parigi ad esempio, nel tuo caso).
    Viaggiare, come dici giustamente tu, è essenziale.
    Niente al mondo è in grado di arricchirci di più, a livello umano.
    I ricordi, i colori, i profumi e le esperienze di vita sono le uniche cose che non sentono il peso del tempo, non si deteriorano e rimangono con noi per sempre.
    Stimolando continuamente la nostra immaginazione.

    Un abbraccio grande,

    Luca

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    1. Che meraviglioso commento Luca, lo ho letto e riletto più volte, e non potrei né vorrei dire nulla in più. La tua lettura mi emoziona sempre, e qualunque cosa volessi aggiungere mi parrebbe o superflua, o autocelebrativa, oppure inutilmente schiva.

      Voglio però segnalare un punto che mi è piaciuto particolarmente della tua analisi, laddove accenni di come ho (a tuo dire felicemente) incastonato nella versificazione queste parole apparentemente apoetiche e inevitabilmente autoreferenziali che sono i "dati numerici":
      Hai colto, come quasi sempre, un punto rilevante della mia "ricerca" (ogni composizione per me non è solo un risultato artistico, ma anche una attiva ricerca in fieri), e sono felice che l'hai rilevato. La mia convinzione è che in realtà non vi sia al mondo "materiale" che possa essere estraneo alla poesia, in quanto la Poesia non solo è insita in ogni cosa, basta saperla cercare, ma è anche la più aperta tra le arti, essendo - non gerarchicamente ma ontologicamente - la prima tra tutte.

      Un caro, carissimo abbraccio

      Mari

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  2. è piacevole leggere le tue composizioni, ma è anche bello leggere lo spazio percorso dietro l'ispirazione.
    In merito alla composizione ed al viaggiare, in particolare, quelli fastidiosi perchè associati al lavoro, mi portano ad un dialogo che amo molto, quello che avviene nel libro "Il Té nel deserto" di Bowels
    tra Port (marito di Kit) e Tunner (potenziale e poi amante di Kit) ed è questo:
    “Tunner, noi non siamo turisti, siamo viaggiatori”
    “Ah, che differenza c’è?”
    “Un turista è quello che pensa al ritorno a casa fin dal momento che arriva”
    “Laddove un viaggiatore può anche non tornare affatto”.

    Carissima fanciulla continua a viaggiare con la fantasia creativa per donarci amabile poesia
    Ciao
    Francesco

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    1. Grazie Francesco, sono felice che apprezzi questi miei lavori, anche perché so bene quanto tu sia appassionato di Poesia, e so quanto sia - giustamente - difficile fare breccia in persone con la tua sensibilità.
      Conosco naturalmente quelle battute da te citate, molto a proposito, ed è vero: tra turismo e viaggio intercorre un largo gap di significato, dove il "turismo" - archiviato il concetto più nobile del "gran tour" otto-novecentesco, da Goethe in avanti - è il fratello futile e superficiale del "viaggio".
      Il turismo implica estraneità, prospettiva esterna, programmazione e - appunto - ritorno pensato come fine di un cerchio logico che parte e si conclude nello stesso punto. Il "viaggio" al contrario implica coinvolgimento, integrazione, percorso inteso come sentiero, pellegrinaggio, anche in salita, su tornanti e controtornanti, ma sempre lungo una linea, un vettore, un tracciato aperto.
      Non vi è ritorno, non è un ciclo, ma una evoluzione, una crescita.

      Solo una piccola nota a margine, un po' arrossendo:
      mi chiami "fanciulla", e ciò mi dà un piacere segreto, e per questo arrossisco molto, poiché certo, nell'anima mi sento tutt'ora una fanciulla, per spirito e immaginazione. Ma anagraficamente non lo sono più da tempo, da poco ho doppiato la boa della quarta decina, diciamo che sono una donna che ha ancora tantissima voglia di vivere ed amare...

      Un abbraccio, con amicizia

      Marianna

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    2. non è forse la poesia l'elisir della giovinezza, se non fisica di certo dello spirito
      ciao
      Francesco

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  3. Mari, il mio (a detta tua) meraviglioso commento, non potrebbe esistere se non esistessero i tuoi scritti !

    Concordo con te : la Poesia è indubbiamente la prima tra le arti.

    Eco perchè, oggi più che mai, abbiamo bisogno di sapere che al mondo esistono persone come te, che la ONORANO.

    Sono inoltre felicissimo di ciò che ho letto nella tua risposta a Francesco :

    "Diciamo che sono una donna che ha ancora tantissima voglia di vivere ed amare..."

    Quando ti sento dire certe cose, mi sento rasserenato.
    Perchè, come ti ripeto spesso e volentieri, una persona come te, si merita solo e soltanto di ricevere il meglio.
    E di avere VOGLIA tutti i giorni di accoglierlo tra le mani (citando la tua ultima composizione), il meglio.

    Un abbraccio !

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Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.