«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 2 settembre 2015

Camicia bluette


Amiche care, amici,

vi propongo un'altra canzonetta lieve, che parla di abiti, d'amore, di un appuntamento, della primavera incipiente e di una ragazza innamorata, non si sa se più della primavera, del suo amore che la attende, o della vita stessa.

Indossa un abito leggero, vaporoso (amici cari, pochi di voi maschi possono comprendere l'intenso piacere, un vero e proprio piacere fisico, che una donna prova nell'indossare un abito scelto con amore e immaginazione!), incarnando in sé tutta la dolcezza primaverile, ed esce libera nel mondo.
Sono io un tempo? Sono io oggi? È un ricordo? Un'immagine mentale?

Non importa, in realtà: è solo una canzone, e una canzone è sempre un mondo a sé.

Non commento oltre, non appesantisco di parole questa cosetta, cerco di lasciarne intatta la leggerezza, la affido alla vostra affettuosa lettura, se lo vorrete.
Amiche dilette e amici, per voi, come sempre, con amore

M.P.






Camicia bluette


1

 
Ho indossato una camicina bluette
con bianchi graziosi pallini, socchiusa
sul seno a lasciare adocchiare
l'orlo del pizzo che m'adorna la pelle.

Quella gonna bianca al ginocchio
che tanto amo, a larghe pieghe,
stretta sul fianco quel tanto
da farmi sentire sicura, e ancora

ai piedi quei sandali - bianchi anch'essi -
appena acquistati, alti abbastanza,
allacciati da un cinturino sottile
alla caviglia, da segnarne le carni.

Una borsa sformata color cammello,
due gioie al polso e alle orecchie,
per luccicare di gioia all'incontro.
Niente orologio, non voglio sapere

il tempo che manca ancora all'arrivo,
né quello che ho trascorso sognando
e fantasticando le nostre notti,
e nemmeno il tempo che coglieremo per noi.


2

 
Ma ora esci Marianna, piccola donna,
in questo sole che già sa d'Aprile,
lasciati inondare di luce e di sguardi,
e una brezza impaziente ti sfidi,

ti sfiori le gambe, rendendoti audace,
e ti spinga sulla via affollata
come fa il maestrale con il veliero:
il candore della veste si slarghi

come una vela, e respiri con te,
respiri di liberi mari, liberi
cieli, e albe, e tramonti, e profumi
di monti, e poggi fioriti di viole.

E per un istante, oh, solo un istante,
dimentica chi t'attende, chi per te
è tutta la vita, chi per te è capace
di bloccare il tempo tra le sue braccia.

Ora, in quest'unico istante, raccogli
ciò ch'è di te, tra le pieghe vivaci
della tua gonna, e la pelle pulsante
contro la seta di questa camicia bluette.



Marianna Piani
Milano, 25 Marzo 2015


6 commenti:

  1. "Amici cari, pochi di voi maschi possono comprendere l'intenso piacere, un vero e proprio piacere fisico, che una donna prova nell'indossare un abito scelto con amore e immaginazione !"

    Hai ragione, Mari.
    ... E sai chi sono, quei pochi ?
    I Crossdresser.
    Nessun altro, credimi.

    Perchè dico così ?
    Mmm... vediamo :
    Si può forse comprendere la bellezza, la magia del Musée d'Orsay senza mai averci messo piede, soltanto guardando le foto sul web ?
    Non credo proprio.
    Perchè un conto è immaginare / osservare, l'altro fare / provare.
    Chi non ha mai provato "sulla propria pelle" una qualsiasi cosa, non può dire di conoscerla o di "capire cosa si prova"...
    Anzi, ti dirò di più :
    La verità, a mio parere, è che NESSUNO di noi può essere realmente e completamente a conoscenza delle emozioni e delle sensazioni che prova un'altra persona, anche dello stesso sesso, in ogni possibile situazione della vita.
    (Non è dunque soltanto un problema di sesso - maschio / femmina)
    Uscendo di casa vestita in modo elegantemente sensuale, tu provi sensazioni ed emozioni che magari un'altra Donna non prova nè proverà mai.
    Tu, Marianna, lo fai semplicemente perchè ti piace (quel tanto
    da farmi sentire sicura...), perchè ami essere elegante, un'altra Donna invece - sempre ipotizzando - potrebbe farlo per esibizionismo, per farsi guardare, non essendo di una bellezza prorompente (quella che i mass-media e le società in generale prediligono esporre), cerca di metterci "una pezza" spostando l'attenzione / puntando sulla seduzione generata dal lasciare scoperta la parte di "carne" che attira una certa tipologia di sguardi...

    Molto semplicemente, stringendo, tu sei Marianna, nessun'altra Donna lo è, se non di nome.
    Non è dunque, ripeto, solo e soltanto una questione di sesso il "non sapere cosa si prova"...
    Ma è una mia opinione personalissima, opinabilissima, e soprattutto non voglio polemizzare, visto che la composizione è ciò che conta realmente, qui.

    Composizione, tra l'altro, apparentemente "facile" a livello di contenuti.
    Apparentemente, appunto.
    Non è certamente frivolo, nè tantomeno "facile", scrivere :

    "Niente orologio, non voglio sapere

    il tempo che manca ancora all'arrivo,
    né quello che ho trascorso sognando
    e fantasticando le nostre notti,
    e nemmeno il tempo che coglieremo per noi".

    "...dimentica chi t'attende, chi per te
    è tutta la vita, chi per te è capace
    di bloccare il tempo tra le sue braccia".

    Magnifico.
    L'Amore - quello vero - ti fa perdere la cognizione del tempo.
    Sempre.

    ... E poi, ironizzando (ma non troppo), visto che siamo in chiusura :

    L'Amore, quando entra nel vivo, nel "concreto", ti fa anche togliere i vestiti !
    Una volta rimasti nudi, non c'è vestito che tenga.
    Non ci sono più alibi... si smette di apparire, si inizia ad essere.
    La bellezza ha così modo di uscire allo scoperto, esprimendosi nella sua reale concretezza.

    Come dico sempre, ognuno di noi, voi Donne soprattutto, non potete e non dovete essere giudicate / osservate solo e soltanto in base all'apparenza, o all'eleganza.
    Come si dice...
    "Le perle son giù nei fondali"...
    (Sì, lo so che questo passaggio è pressochè inutile e banale, visto che il mondo è da sempre basato sull'apparire, più che sull'essere).

    Comunque sia, brava Marianna.

    P.s.

    Ah, naturalmente, non potevano mancare i riferimenti marittimi :
    Maestrale, Veliero, Vela....

    Stammi bene, e buona serata !

    Scusa, se ci fossero errori di battitura, è perchè non ho riletto / tagliato / omesso.

    Luca

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    1. Caro Luca,

      Grazie, lettura come sempre puntuale e attenta.
      Ciò che trovo - sempre - nelle tue letture è l'indicazione precisa (anche tra le righe, sei uno scrittore molto fine di tuo) di ciò che nella composizione è andato a segno, e cosa no. Indicazioni fondamentali per chi scrive, per poter sempre procedere e migliorare, o almeno per non cadere in errori ripetuti.
      Capisco il tuo discorso "di cappello", sì, ogni esperienza è unica, anche se certo chi ha effettivamente visitato il d'Orsay (e io l'ho fatto, ricavandone emozioni indimenticabili) può certo condividere qualcosa con chi ha avuto la stessa esperienza.

      Sulla "facilità" e la "frivolezza" sono felicissima che hai voluto mettere in luce questo aspetto. Facilità e frivolezza non vanno confuse con la "leggerezza" di cui parlo - volutamente - in introduzione. Ricordo le "Lezioni Americane" di Calvino.
      Ottenere leggerezza può richiedere anche assai più abilità, lavoro, fatica di quanto si possa pensare. In questi casi cito sempre la danza, la "leggerezza" incredibile della ballerina - o del danzatore - ottenuta a costo di un durissimo, lungo, costante, logorante esercizio: Lavoro che il pubblico non deve assolutamente percepire, poiché il Cigno deve saper volare con assoluta naturalezza, pena la rottura dell'incantesimo.

      E infatti questo componimento mi è costato un lavoro comparativamente assai più complesso e impeggnativo - e lungo - del consueto...

      A presto Luca!

      Marianna

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    2. Scusa se rispondo ancora, occupando spazio.

      Però, ci tengo a dire che, per quanto riguarda la facilità, mi riferivo al titolo (ricordi ? ne avevamo parlato, della facile immediatezza mediante la quale un titolo non troppo impegnativo può "giungere" ad ogni tipo di lettore, incuriosendolo ad entrare, e di conseguenza a leggere il contenuto vero e proprio...)

      Per quanto riguarda la "frivolezza", mi riferivo al fatto che, comunque, apparentemente non si tratta di un argomento impegnato.
      Come al solito, però, quando si tratta di Poesia, non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze.
      Ho dunque scelto, per avvalorare la mia tesi, di sottolineare l'importanza e la profondità dell'argomento "Tempo".

      Per quanto riguarda il resto, sono certo tu abbia colto il vero senso del mio commento.
      Non mi pare il caso di controbattere, sottolineare, etc.
      Io sarò anche - ma è tutto da dimostrare - un fine scrittore, ma tu sei una donna dall'intelligenza fresca e vivace...
      Sai sempre come navigare all'interno del mare di parole che compongono un commento !

      A presto.

      Luca

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    3. Caro Luca,

      il Tempo, da te con grande intuito e finezza "isolato", è certo il tema primo di questa composizione, il Tempo e la volontà - comune a tutta l'arte - di fermarlo.
      La camicetta è solo un mezzo, una "vela" per portare il tema fino all'approdo di "quell'unico istante"...

      Un abbraccio

      Marianna

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  2. Ti ho immaginata bellissima in questa camicetta bluett e la gonna a pieghe svolazzanti,a coprire gambe bianche e snelle. Versi che descrivono la leggerezza di un'anima che sa essere profonda e intima....leggerti è sempre meraviglioso sorella di poesia...

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    1. Cara Lauretta,

      sono così felice di incontrarti qui, tra le mie paginette.
      Mi emoziona sempre sapere che qualcuno usa un poco del suo tempo - sempre prezioso, il tempo di chiunque, tanto più quello di chi ha una vita interiore sensibile e intensa, come te - per soffermarsi a leggere queste mie cosette, abbandonate libere nella corrente come messaggi in bottiglia.

      Sai, poarlavo di "leggerezza" poco sopra, e avevo pensato anche a te. Ci sono persone cui la leggerezza è un obiettivo, da raggiungere a costo di un'ardua risalita, di lavoro, studio, sperimentazione e applicazione costanti, come capita a me, altre per cui tale leggerezza è naturale, spontanea, sorgiva, apparentemente senza sforzo (il che non significa senza dolore). Come te nelle tue prove migliori.

      Ora sto passando un periodo molto complicato, ma ci sentiremo ancora, spero anche su queste pagine.

      Un abbraccio cara
      Marianna

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