«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 24 febbraio 2016

Alcuni Rimpianti


Amiche care, amici,

dovrei essere felice, con un nuovo amore sorgente all'orizzonte, invece sono triste: le vicende dell'attualità, che mi hanno emotivamente coinvolta, con la tormentata e monca, sfigurata approvazione di una legge di diritto cui tenevo particolarmente, mi hanno reso grigia una giornata che si è aperta con un vivido raggio di sole.

(... Lasciatemi dire, è difficile vedere le proprie più preziose e sofferte scelte di vita esposte a dileggio, vituperio e anche aperto insulto, cosa avvenuta penosamente nel corso di queste settimane, e sentirle vieppiù offese e ridotte a "merce di scambio" tra poteri o sedicenti poteri, tra individui che a tutto pensano fuorché all'etica, nel momento stesso in cui di "etica" si riempiono la bocca.
Come se noi "diversi" o "diversamente innamorati" dovessimo espiare una colpa, un peccato, un vizio, una turpe inclinazione, una lurida perversione. Come se il tempo si fosse fermato e avesse receduto a un medioevo confessionale e cieco. Come se barbuti Talebani avessero preso in mano il nostro futuro per farne tappeti alla loro pretesa devozione.
L'amore che canto qui è l'amore che chiunque - se davvero non è un perverso - prova nella sua vita, l'oggetto di questo amore è il soggetto della mia felicità, esattamente come accade in ogni amore sincero.
E se con il mio amore ho il sogno di fondare un sodalizio per la vita, per sostenerci, aiutarci, amarci, comprenderci a vicenda, non solo nel letto, è un dono, non una sottrazione di qualcosa a chiunque sia.
Questo è il concetto di "famiglia" che io intendo. Il mio papà e la mia mamma si sono amati teneramente, totalmente, fino al giorno in cui la morte li ha raggiunti e falciati.
Io vorrei fare altrettanto con la persona che amo e amerò e che mi saprà amare.
Avere un riconoscimento alla luce del sole per questa unione ci avrebbe aiutato, e rasserenato per una prospettiva di futuro più giusto e sicuro. Ora lo faremo comunque, solo con l'amarezza di una occasione perduta e persistendo a lottare con difficoltà e barriere ad altri risparmiate.)


Perdonatemi per questo piccolo sfogo, ma sono tanto, tanto delusa e rattistata, credetemi. Torniamo a ciò che qui più mi preme, a questo componimento in particolare, un idillio a sonetti concatenati, che tratta, per coincidenza strana giusto oggi, di "rimpianti".
Chi mi segue da un po' sa quanto io ami "diffondermi" in queste descrizioni, in questi piccoli acquerelli di paesaggio, e come io in questi scorci, in questi eventi di natura ami trovare uno spazio per me stessa, per proiettare il mio essere e il mio sentire. La composizione è datata a Luglio, quindi risente di una atmosfera estiva che qui ora (a fine Febbraio)  possiamo solo percepire come una promessa che, prima o poi, si avvererà.
Così come - permettetemi di tornare un istante all'argomento prima accennato - prima o poi si avvererà il sogno di una vita e la accettazione universale del valore dell'Amore, fuori da ogni pregiudizio. L'amore è altro che baciare una vulva o farsi penetrare da un pene. L'Amore è il vero unico modo che abbiamo per sfiorare la vera immortalità della nostra anima, che lo crediamo o no.

Quell'Amore che io non a caso qui, invariabilmente da sempre richiamo, in conclusione do ogni mio intervento, indirizzandomi a tutte voi amiche dilette e a tutti voi amici cari:

Con amore

M.P.





Alcuni rimpianti


Quell'erba ingiallita
sull'orlo della roggia, un passo
dallo schiumare dell'acqua
del torrente, rimpiange,
rimpiange l'erba assetata
dei giorni di maggio, lassù all'alpeggio,
quando le esili foglie
appena sorte al tepore del sole
dopo i mesi brucianti del gelo
erano verdi come la giovinezza,
vissuta foglia per foglia,
e tenere come la loro bellezza,
linfa irrorata dalle finissime vene
appena recise da un colpo di falce.

Quel ramo, già morto,
del tutto spoglio, che si sporge
e si specchia nella limpidezza
della corrente, rimpiange
ormai i bei giorni di Aprile,
laggiù al fondovalle,
quando era virgulto a fusto odoroso
di glicine viola, e lo specchio
era l'acqua cheta del lago,
dove tutt'al più galleggiava
la spoglia di qualche falena
naufragata nel tentativo
d'aver salva la vita nel volo,
e qualche isolata foglia appassita.

Quella corolla di rosa sfiorita
proprio ora che il giardino è nel pieno
del suo sfolgorante rigoglio,
rimpiange, ahimé, la pallida mano
della ragazza, all'aurora di Giugno,
quando indugiava su lei dolcemente
accarezzando ciò che era ancora
un bocciolo rosso, giusto un bottone
in forma di cuore, in sé stretto
gelosamente, come in sé si stringe
l'innocenza ancora immatura
ad essere colta: presto
sarebbero giunti i calabroni,
e le api, in folla, per deflorarla.

Quel frutto caduto allora
a rinsecchire sul prato infuocato,
prima che sia notte, rimpiange
il tempo che lo vide fragrante
deflagrare come un pensiero lascivo
d'amore carnale, consumato
lassù sui rami, tra i fringuelli
e le lucertole, verdi ladre di sogni.
La bimba, serena, scapestrata, lei
poteva coglierlo, allora, così com'era
e addentarlo con la sua chiostra
di perle perfette, immacolate:
nessuno comprese perché alla fine
                              lei non lo colse.



Marianna Piani
Milano, 8 Luglio 2015
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