«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 9 aprile 2016

Cavità

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Amiche care, amici,

la mia vita è fatta anche di questo, un entrare e uscire da queste aree di vuoto, di nullità, controllato artificialmente da cocktail di farmaci che a volte sono come martellate nel cervello e lasciano vuoto nel vuoto. Il destino, già segnato, è probabilmente quello di raggiungere un giorno questo vuoto in modo stabile e senza ritorno, una specie di morte senza neppure la morte stessa che venga a soccorrere l'anima, imprigionata, impazzita per la mancanza di libertà e autonomia.


Nell'attesa, dal momento che ciò che ha da venire non ha scadenza, non ha programma, verrà quando ciò lo aggraderà, io continuerò a curare il giardino e i suoi fiori. Rossi.

Con amore
M.P.






Cavità


Oh, questa mia vita
che è fatta di assenze,
di vuoti, di abbandoni,
di cavità, di spazi desolati,
di celle, sacelli, alveoli,
anfore svuotate, vasi
dal contenuto svaporato da millenni,
pensieri come la pioggia
ormai deprivati della parola,
costretti a mendicare un ascolto,
un solo pietoso minimo ascolto.
Ogni presenza, ogni cuore,
ogni anima che si allontana
è la morte precoce d'un rosso fiore.

Piano piano, come un lungo
tramonto di tarda estate,
il mio pensiero, la mia parola,
la mia fervida fervente mente,
s'offuscheranno, s'oscureranno,
dissolveranno come
la nebbia dissolve nella notte
e diviene un'ombra caliginosa,
e poi un fremito nel buio
denso, intenso, indistinto,
e poi infine - il nulla.
Quel nulla, quel vuoto
in cui sprofondare,
con un senso di serenità totale,
di quiete, di estraneità, di abbandono,
di incoscienza, senza nemmeno più
provare sofferenza.

Allora, alla fine,
prima che sia tardi,
già cieca nell'incombente buio,
cercherò a tentoni quel fiore rosso,
stroncato dal gelo dell'assenza,
sia come sia, appassito, rinsecchito,
annerito dal correre del tempo,
oppure - miracolosamente -
inalterato, preservato
dallo stesso gelo, oppure
da una capsula ermetica di cristallo.
E quando l'avrò trovato
lo spiccherò dallo stelo,
e lo leverò al cielo,
come memoria di tutto quanto
in tutti questi anni
mi ha risparmiata
dal definitivo
smarrimento.




Marianna Piani
Milano, 29 Luglio 2015
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