«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 30 aprile 2016

Rappresa chiazza


Amiche care, amici,

a volte scrivo per rabbia, per sfogo, per ribellione. Raramente i testi elaborati sotto una emozione viva poi raggiungono la fase di pubblicazione, me li tengo per me, o li archivio nel "cassetto segreto" del mio scrittoio. Non sono comunque mai molto propensa ad affidare ai versi sentimenti di indignazione, o spunti di polemica. Si tratta di emozioni, come dire, civili, più degne e adatte alla prosa, al pamphlet, e sono invece delle "cattive consigliere" in ambito poetico, dove di rado consentono di raggiungere risultati degni di nota.


Ma vi sono delle eccezioni, e questa che segue qui è una di queste.

La abbozzai proprio in un momento di scoramento e di viva irritazione: mi sentivo talmente stanca di incrociare pseudo-intellettuali, pessimi letterati, sedicenti poeti, specialmente "in rete" (per sua natura aperta a ogni possibile uso ed abuso) che provavo una forte inclinazione a smettere, semplicemente e totalmente, di scrivere. Mi sentivo sempre più una voce in mezzo a un immenso rumore di fondo, cosciente che per quanto mi sforzassi, questa mia voce sarebbe sempre rimasta coperta, confusa, annichilita da quel rumore. A che fine continuare?
Tuttavia, per me la scrittura era ed è principalmente una necessità, e non ha nulla a che vedere con il mio bisogno di essere ascoltata. Ne rappresenta il corollario logico - la parola esiste non nel momento in cui viene pronunciata, ma quando viene captata e compresa - ma la fuga nel silenzio per me è negata. Per cui continuo. La mia scrittura, in un modo o nell'altro, continua e continuerà...


La condivido quindi, come sempre, con voi, amiche dilette e amici, con amore

M.P.





 

Rappresa chiazza

 

Un letterato perspicace - forse il Testa,
o il Raboni, ora non ricordo - scrisse
che un poeta, purché sia grande,
può aspirare a due testi capitali,
forse tre, degni di restare nella storia
nei libri e nella memoria.

Tutto il resto è ricerca e smarrimento,
e dolore e sofferenza e gioia
e conoscenza e lettura e stupore.
Questo vale senza eccezione, tolti
solo i sommi, ma di questi ve n'è uno
o due per ogni quarto di millennio.

Poi v'è la vasta gora degli onesti,
dei dotati, dei geniali, e giù giù
per i gironi, gli studiati, i letterati,
le poetesse delle rose e delle pose.
E nel fondo, in fondo, le plaghe dei fasulli,
degli ambiziosi, degli intellettuali.

Nulla rimarrà di questo magma,
state certi, risucchiato nella terra
senza lasciare la più vaga bava.
Intanto, altrove, in qualche appartata stanza,
qualcuno affonda la lama della parola
fino all'elsa nelle proprie piaghe aperte.

Il sangue che ne sgorga sarà un giorno,
forse, una rappresa chiazza
di autentica Poesia.



Marianna Piani
Nebbiuno, 12 Agosto 2015
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