«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 16 luglio 2016

A un Dio ignoto


Amiche care, amici,

mi sono assentata qualche giorno, e non ho onorato l'appuntamento di Mercoledì.
Me ne scuso. Non si è trattata di una vacanza, ma di un breve ricovero, dei miei consueti. Mi hanno rimesso "in bolla", almeno spero, ancora per un pochino... E quindi eccomi qui, di nuovo con voi, in questa estate assolata e terribile.

La barbarie spinge sempre più efferatamente, e ci stringe d'assedio, ma io non la temo, nossignori, poichè so che l'unica efficace resistenza ad essa è proprio non farsi preda della paura, e mantenere vivo e saldo il proprio spirito nella libertà, nella cultura, nell'arte, nell'amore, tutto ciò che i tristi barbari, i fanatici, più odiano e temono.

Già in altre occasioni ho voluto rimarcare la vicinanza, non solo concettuale e storica, ma anche e soprattutto spirituale, tra Poesia e Preghiera, laddove per "Preghiera" intendo non tanto, né necessariamente, un discorso rivolto a una trascendenza, a una entità superiore, a una divinità, ma più in generale una riflessione sulla propria immensa solitudine esistenziale.

In questa composizione la definizione di "Preghiera" è ancora più esplicita e "in chiaro", anche formalmente, e anche manifestando - fin dal titolo - la pretesa di rivolgersi a una divinità e in quell'atto stesso, dubitarne l'esistenza. O meglio, negandone la riconoscenza. Fino a una chiusa che si confessa un anelito a una sua presenza salvifica, quale sia.

Per voi, amiche dilette e amici, con amore

M.P.




A un Dio ignoto


Grazie Signore, benché chi tu sia
o cosa, o se tu sia, io non sappia.
Grazie, grazie dall'atterrito cuore
per questa vita che mi hai donato.

Grazie per la mia mamma,
dalla sua Fede ingenua, irrituale,
saldamente priva di esibizione
io trassi questo assurdo dubbio:

se non vi sia infine poi qualcosa
che in qualche modo sia in ascolto
dei nostri respiri, delle parole,
dei pensieri nostri mondati dal dolore.

Grazie per avermi dato un padre
da cui appresi quel suo culto eretico
della Bellezza, e che mi lasciò l'altro
fondamentale atroce dubbio: siamo soli?

Soli con la nostra sola Fede,
la conoscenza del male e dell'inganno
e l'inalienabile dignità del dolore?
Nulla e nessuno ci ascolta o crede,

le nostre parole riverberano nel vuoto
lasciando dietro sé giusto solo
una lieve distonia nel suono, e il vuoto
rimane soltanto vuoto.


È forse questo xolo l'Assoluto?


*  *  *



Dio, tu che non sei, tu che non ascolti,
grazie per esserti fermato accanto a me
per un istante, e in quell'istante

aver stretto la mia mano nelle tue.

A questo punto non importa nulla
che tu sia reale oppure il delirio
della solitudine che mi annulla,
importa solo che tu sia,

e così sia.




Marianna Piani
Milano, 12 Novembre 2015
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