«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 9 luglio 2016

Il soldato alla malga


Amiche care, amici,

Ritorno a una composizione apertamente narrativa, un'ecloga immaginaria sul sentimento di chi ha molto vissuto e lottato, e giunge a chiedersi del perché di tutto questo percorso, di dove lo ha condotto, e pensa giunto il tempo di chiudersi in un sogno di pace, finalmente, a contemplare l'unica manifestazione degna di fede, la bellezza naturale.
Con qualche rimpianto, ma non disperato, sul tempo e le occasioni perdute frattanto.

Tutto questo l'ho veduto un giorno, casualmente, dentro lo sguardo d'un uomo, un anziano ormai incapace di deambulare e costretto su una sedia a rotelle in una casa di riposo, ma ancora fiero e luminoso, segno dell'accumulo di una vita piena e "importante". In quello sguardo ho letto l'abbandono, la distanza ormai definitiva da tutto ciò che è mondano, il ritirarsi in una dimensione propria, riservata, serena; e un solo, amaro, rimpianto…

Amiche dilette e amici, vi lascio alla lettura, se lo vorrete.
Con amore.

M.P.



Il soldato alla malga


Il vecchio soldato, veterano
di mille campagne, è seduto
al colmo del prato, un alto pasturo
accanto alla malga, una valletta
stretta tra le rocce orlate
dalle ghiaie immacolate; più sotto
s'inerpicano le ripide erte
coperte da macchie intricate
di mughi e gli ultimi abeti.

Più in basso ancora,
la piccola valle: piccola,
ma vasta abbastanza da rallentare
il fluire del torrente in un
groviglio di rivoli pigri, e canali,
e piccoli invasi, popolati
di tritoni e girini, indisturbati.
In fondo, su di un alto declivio
per dominare da lì ogni cosa,
una baita di legno scuro
con i balconi rosso fuoco,
e rosso mattone i gerani
ammassati come fiammate
dalle balaustrate.

Il soldato ha abbandonato
da tempo ogni arma,
e ogni armatura, da tempo
è stanco, stremato
da mille battaglie per
quell'inutile guerra,
che non gli appartiene,
né come uomo, né per la sua terra.
Ma d'altro canto, egli ora crede
inutile qualsiasi guerra,
e ogni battaglia un massacro,
un olocausto d'uomini e di terre
nel nome d'un incomprensibile nulla.

Non c'è uomo, né dio, né terra
che valga il tempo, il sacro tempo
e la vita di qualsiasi uomo,
ed egli ora sa d'aver bruciato
il suo tempo e tutta la vita
come un cerino che arde un istante
e non illumina neanche.
Oh fosse stata una donna
ad accendergli il cuore,
allora sì, allora sì
per tutti gli dei, per tutte le terre,
avrebbe valso lottare:
lottare, foss'anche morire,
per un minuto di gioia perfetta,
per un istante di vita serena.

Ma la donna, lui preso
da quelle sue sterili guerre,
da quelle marce estenuanti
per mete che parevano salde
e invece rinviavano solo
ad altre irraggiungibili mete,
da quelle oziose strategie
contro un nemico
che non si sapeva neppure dov'era,
e da fatiche, da veglie, da guadi
da dolorose ferite,
da una fede svilita in servitù...
La donna, per lui, mai venne,
mai attese.

Che poteva fare un soldato
ora, del suo coraggio,
ora, che era tempo di pace?
Se non tentare quest'ultimo viaggio
in cerca d'una smarrita
dignità, e salire
a quell'ultimo alpeggio
accanto alla malga nota all'infanzia,
dov'era rimasta impigliata
la nebbia della sua innocenza?
Salire, senza più fretta,
e sedere sull'orlo del poggio
che domina la valle e il torrente
a fumare adagio lasciando
che gli occhi si empiano di lacrime
amare, senza curarsi se siano più
di fumo, di gioia oppure rimpianto.

E attendere lì immoto,
come un tempo un agguato,
che giunga la notte spietata
finalmente a spegnere il giorno.


Marianna Piani
Milano, 25 Ottobre 2015
.

Nessun commento:

Posta un commento

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.