«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 8 settembre 2013

Approdo all'Isola


Amiche dilette e amici,
sto passando uno dei miei periodi di malvivere, sempre ricorrenti e sempre più persistenti e bui, purtroppo, nonostante tutti i trattamenti cui mi sottopongo, ormai da un tempo che mi pare immemorabile.
Non me lo spiego, nessuno credo sia in grado di spiegarlo: è come cadere in un baratro, salvarsi aggrappandosi al bordo del precipizio, avere appena il tempo di vedere quant'è bello e dolce il paesaggio tutto attorno, i prati fioriti e il cielo color ametista, e riprecipitarvi nuovamente.
Cerco un'appiglio, affannosamente, e lo ritrovo, sempre, nel mio pensiero, nell'amicizia e nel benvolere di chi mi ama, e nella scrittura.
Non so quale sarà l'esito finale di tutto ciò, oppure non ci voglio pensare. Lascio che la vita, quanta e quale il destino mi ha riservata, scorra libera, si manifesti almeno nel mio saper vedere il mondo, nel mio desiderio di pace e di sincerità.
La composizione che desidero trasmettervi oggi nacque tempo fa, in circostanze ben diverse, in uno dei miei momenti di risalita alla luce, insomma. È la descrizione di un approdo - profondamente simbolico - all'Isola che mi appartiene, dopo un lungo navigare in cerca di una rotta e di una meta. Le amiche più intime conoscono il mio percorso, mi hanno seguita con attenzione e infinita dolcezza e bontà, e a loro prima di tutto la dedico, poiché loro sanno il significato profondo e vero di questo errare e del suo approdo.
E naturalmente la condivido con tutte voi, amiche care e amici, come sempre, con amore.
M.P.





Approdo all'Isola



Il battello scosso dall'onde
d'un mare intenerito, e pur in cuor suo
furibondo, filava diritto nei flutti
levando a prua nubi di spuma.

A prua io stessa ero spuma,
nella mia larga veste candida
di seta e pizzo bianco,
e facevo scudo al salso bruciante
con uno scialle d'organza
che garriva come un'insegna
sotto il sole, in battaglia,
mentre mi reggevo ai sobbalzi
aggrappandomi salda alla chiglia.

Guardavo l'isola beata tanto sognata
che s'avvicinava ondeggiando
come un miraggio che emergeva
e cresceva solenne all'orizzonte.

V'erano morbide alture
con baluardi di siepi di lauro,
e densi coltivi di olivi e albicocchi,
e boschi scuri di querce
che ne celavano le erte pendici.
Già mi figuravo d'udire il brusio
di una festa danzata nei campi.
Un vento leggero, volenteroso,
cantava, e ne recava a me il suono.

Flessuose innocenti creature
in veste bianca di lino,
a piedi nudi nei prati danzavano
o giocavano, ridendo.

Fiori crescevano rigogliosi
lungo il sentiero di mille riflessi
che risaliva al piccolo tempio,
un girotondo bianco
di colonne marmoree sorelle
che si offrivano spoglie al sole.
Le fanciulle agitavano le brune
e bionde e rosse chiome adorne
di corone di salvia e di rose.

Io ancora a bordo fremente, impaziente
attendevo l'approdo, al mio mondo,
che dolcemente attendeva il ritorno
come Itaca attendeva il suo Ulisse.

Tua voglio essere, e tua sono
isola del mio destino prosperoso,
lunga e prodigiosa fu la navigazione,
ora ciò che io bramo è solo il riposo.



Stresa, 30 Maggio 2013
Marianna Piani

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