«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 14 settembre 2013

Sabrina dei Pini


Amiche dilette, amici cari,
spesso mi capita di sentire l'impulso di dedicare i miei versi a una persona in particolare: per me è un modo per gettare un ponte tra me e la mia ispirazione. La persona, che immagino in ascolto, è come un catalizzatore del mio pensiero, reagisce con esso, e produce ispirazione, e, spero, bellezza.
Per me la poesia è sempre un dialogo, mai un monologo. Io sento di dovermi sempre rivolgere a qualcuno, devo immaginare sempre qualcuno che mi ascolta, altrimenti non riuscirei a scrivere una sola parola. Per questo, scegliere una persona speciale, per la quale nutro un sentimento di particolare simpatia, oppure ammirazione, oppure stima, oppure tutte queste cose assieme, mi dà la viva sensazione di rivolgermi non ad un "pubblico" astratto di lettrici o lettori, ma proprio ad una persona reale, che attivamente mi ascolta, e segue i miei pensieri.
Per me la Poesia ha senso - come l'amore, come ogni forma d'arte, come ogni forma di comunicazione - solo quando è dialogo, è feedback, è partita doppia tra due persone, io che scrivo, tu che leggi, e poi magari (come accade a volte qui) tu che scrivi ed io che leggo… La Poesia prende senso solo ed esclusivamente nell'anima del lettore, solo nella sua mente questa collana di lettere e parole e frasi e versi prendono l'aspetto di visioni, di sogni, di emozioni, di armonie, di melodie.

La composizione che segue appartiene proprio a questo genere di "dediche dirette", tanto che ho voluto citare il nome della dedicataria già in chiaro nel titolo. Sabrina è una ragazza dolcissima e sensibilissima, che segue da tempo i miei interventi poetici, le composizioni che pubblico e traduco qui e altrove. E come molte delle amiche più care, non ha alcuna "velleità" di scrittura: lei è la "lettrice" perfetta, quel genere di donna che io adoro, capace di gioire della bellezza di un fiore o di un verso spontaneamente, sinceramente, senza intellettualismi, senza ambizioni letterarie in proprio. Adoro lei e tutte le amiche come lei, poiché sono loro principalmente le persone per le quali scrivo. Io stessa non ho ambizioni letterarie di alcun tipo, sono una donna esattamente come loro, e rispondo esclusivamente al bisogno di comunicare la mia emozione.

In questo senso, la piccola lirica che segue, come quasi tutte le mie "dediche", non vuole essere un "ritratto" fisico o anche spirituale della persona, ma un gioco di rimandi d'immagine, di suggestioni, di complicità, al solo scopo di condividere emozioni…
In questo caso, ad esempio, "Sabrina dei Pini" nasce quasi come una suggestione dal suo stesso nome, dall'armonia e misteriosa assonanza tra questo bellissimo nome e il frusciare dei pini nei boschetti di montagna.

La dedico a lei, e ora la condivido con voi, amiche care e amici, come sempre, con amore.

M.P.


 

Sabrina dei Pini


I pini hanno vesti morbide
di trina fine, e chiome verdi
discendenti sulle spalle spoglie
dei tronchi snelli e forti.

Stanno ai bordi dei sentieri
e osservano giù la vita
raccogliersi in rigagnoli
di argille brune e roccia.

Nidificano i scoiattoli orgogliosi
e i picchi accorti, e i bimbi
arrampicano arditi fino in cima
in cerca di pinoli.

I pini sorridono reclinando
a volte il capo, aggiungendo
dolcezza al loro sguardo
celato dietro fronde inquiete.

La brezza dell'estate giunge
loro in fronte, cullando i sogni
appesi ai rami e abbracciando
i nidi dei cuccioli fringuelli.

I pini mormorano alle brezze
il loro disinganno, sanno
che l'inverno è ancor lontano
eppure tremano di gelo sotterraneo.

Ma che importa ora, se il Sole
avvolge ormai la cima
fatta di teneri virgulti color menta
con il suo placido tepore?

Tu, ragazza dall'occhio chiaro
punti tra i capelli un fermaglio verde
e stendi davanti a te le fragili
tue dita come rami, e le osservi.

E pensi d'esser stata in altra vita
verde pianta tra le piante,
conifera nata tra quei pini,
pino pensoso, sensitivo e solitario.



Arona, 8 Giugno 2013
Per Sabrina, un'amica cara.
Marianna Piani

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