«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 20 giugno 2015

Perdersi


Amiche care, amici,

"perdersi", in un pensiero, in un paesaggio, in un nuovo amore, in un viaggio, in una intera filosofia…
Mille modi per perdersi, mille modi per abbandonare il mondo e ritrovare sé stessi, mille modi per "un po' morire" prima di incontrare il nulla, la notte oscura, il freddo dell'inverno, il deserto della mente.

E' la condizione ideale del'incanto, e del sogno, l'abbandono nel sonno, nell'incoscienza: il corpo e la mente, per reggere a una sofferenza troppo forte e violenta, staccano il collegamento, si allontanano dal reale, entrano in una dimensione aliena, o alienata. Sul confine della malattia mentale, sulla border line tra angoscia e illusione, in cerca del futile più palese così come ci affascina il vuoto più profondo...
Non vorrei andare oltre, questa volta, con una mia "lettura" che per forza di cose risulterebbe riduttiva, piuttosto vorrei lasciarvi, se vorrete, da soli nell'incontro con questi miei pensieri.


Amiche dilette, amici, eccomi dunque a voi, come sempre, con amore

M.P.






Perdersi

 

Perdermi, vorrei perdermi.
E forse domani lo farò.
Indosserò l'abito più bello
che ho, e lascerò il vento
giocare con la sottana,
ampia e tesa, come una vela.

Ciò che parrà una goletta
lanciata in mare aperto:
la mia vela di cotone bianco
vibrante sull'alberatura
delle gambe salde indorate
dal sole di maggio, lustre

come snelli fusti d'abete.
Dirigerò senza pensare,
di traverso alle onde, laddove
la spuma s'invortica nervosa
come una rosa di petali bianchi,
travolgendo le Sirene festanti.

Sirena tra Sirene vorrò
intrecciare i miei capelli
alle loro chiome d'alga,
ornate d'anemoni marini
e sontuose valve incrostate
di coralli, come gioielli fini.

Oppure, fisserò lo specchio
con un misto di terrore
e attrazione, mordendomi di rabbia

le labbra per stillarvi
un'unica goccia di sangue
dal gusto amaro come pianto.

E fuggirò, prima che la mia figura
mi sovrasti, e mi renda
troppo autentica e sensuale,
discenderò quasi correndo
i gradini verso la vita, in basso,
nella città notturna, ancor stupita.

Ascolterò i miei passi ritmare
sul lastricato la mia apparente
disinvoltura - poiché da una ragazza
dotata di una qualche grazia
é attesa costantemente una misura,
e che non sia indecente la postura.

Ma poi sarà soltanto la passione
a spingere il mio corpo e la mente
tra la gente, indifferente,
e a esporre di me ciò che di me
è pura e semplice natura:
non l'abito, dunque, non la paura.

Perdermi: e sia, mi perderò.
Nel mio mare, sommersa, amata,
tra ondine, sirene, stelle marine...
Oppure lo farò nel futile mondano
che ricerco, che bramo, benché detesto,
per reggere a questo vuoto disumano?

Perdersi! Certo lo farò.
Prima di morire,
prima che la notte divori
l'orizzonte gettando la sua coltre
sopra ogni cosa, prima di trovare
la via fatale, nel silenzio diaccio.

Mi perderò. Forse domani:
come in un sereno abbraccio.



Marianna Piani
Plateau D'Assy, 7 Gennaio 2015

2 commenti:

  1. Potrei sbagliare ma percepisco nelle tue parole la fatica di vivere un momento doloroso,la voglia di riscatto che si legge nel finale :" Mi perderò.Forse domani:come in un sereno abbraccio."
    Pare facile perdersi,in qualunque modo si desideri farlo, mentre invece richiede la forza dell'abbandono totale e senza riserve.
    Lo sa bene chi ha conosciuto il dolore di una perdita,affettiva o identitaria quando difficile sia.
    Lavoro splendido che come sempre offre spunto a riflessioni profonde, intime.
    Grazie Marianna, maiuscola Donna.
    Con affetto e stima
    Rossella

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    Risposte
    1. Non sbagli, Rossella, non sbagli.
      Curioso come "l'abbandono" abbia due opposte chiavi di lettura, da una parte quella - positiva, affettivamente produttiva - del lasciarsi andare, nell'amore, in un paesaggio, ciò di cui accenno nella mia introduzione.
      Dall'altro l'atto - esiziale per me - con cui una persona amata ci lascia, ci "abbandona" appunto, per motivo di una morte oppure della morte di un sentimento.
      Il primo senso dell'abbandono è pieno di significato di vita, di speranza, di sentire di più e più in profondità la propria vita.
      Il secondo è distruttivo, ossessivo, e disperante.
      Curioso come sentimenti e significati così antitetici convergano in una unica parola.
      Ma è davvero curioso? Non è invece profondamente logico?

      Grazie per la tua preziosa amicizia, e per l'ancor più preziosa stima!

      Un abbraccio
      Tua
      Marianna

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