«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

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«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 22 novembre 2015

"Le silence est d'or"


Amiche care, amici,

la scrittura è tornata, torna sempre, come torna il respiro dopo una botta allo stomaco che ci lascia per qualche istante in apnea. La scrittura è vita. E la vita preme, alla porta del cuore, vuole uscire.

E ritorno alla pubblicazione della mia "voce", anche se non riprendo il corso usuale ripescando dal mio archivio di quarantena, ma, eccezionalmente, proprio con le ultime cose scritte, anche se ancora non ho avuto il tempo per una revisione accurata come nel mio standard abituale. Ma non importa, lo farò in seguito, va bene anche la vivezza un po' cruda della prima stesura.

In questa prima composizione l'eco, o l'ombra, degli avvenimenti è solo accennata e in tono leggero, a iniziare dal titolo - volutamente in lingua francese, e eco a sua volta del titolo di un vecchio film di René Clair, ambientato ai tempi del cinema muto - mentre ho voluto trattare il valore di testimonianza - nel tempo e nella Storia - del silenzio, il che pare un ossimoro, ma non lo è.

Condivido questi pensieri con voi, amiche dilette e amici cari, come sempre, sebbene turbata, con amore.

M.P.






"Le silence est d'or"


Tacciono i sassi nei greti
dei torrenti, sono mute
le pietre, testimoni
dell'operosità iconoclasta
del Tempo, e tacciono
le rocce superbe delle
incorruttibili vette.

Non distoglie la tempesta
le orgogliose scogliere
dal loro sdegnoso silenzio,
il vento che s'abbatte furioso
sul promontorio, non ne induce
alcuna voce, di giubilo
o pianto.

Le lontane dune del deserto
e quelle delle spiagge nostrane
non hanno suono
né voce, scivolano solo
in perfetto silenzio
a lunghe onde indolenti
sui bagnasciuga degli eventi.

Non mormorano le fronde
- sebbene lo ripetano
compiaciuti i mediocri poeti -
esse si serrano invece
tremule al calare di sera.
Né mormorano i fiumi,
insinuandosi nelle città,

colano quieti sotto finestre
portici e ponti, senza fiatare.
E muti sono i muri
degli antichi palazzi,
anche se tanto potrebbero dire
dei loro secoli e lustri trascorsi
immoti in mezzo alla Storia:


dei molti inutili mutamenti,
delle grida dei giusti
e degli urli degli empi,
di sangue, e carni straziate,
e di massacri, e rivolte
soffocate dai tradimenti,
e dell'arroganza dei potenti.

Tacciono sempre, le pietre,
e forse hanno dolore,
un dolore impotente, dal loro
inerte testimoniare il dolore
che il Tempo umano procura.
Così come un cuore fattosi pietra
tace per sempre.



Marianna Piani
Milano, 21 Novembre 2015


 

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