«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 4 novembre 2015

La pungente nostalgia



Amiche care, amici,

Lasciatemi ancora una volta indulgere nella serenità ormai perduta di alcuni paesaggi e ricordi d'infanzia.

È un tempo così pieno di magia, quando lo si ripensa a distanza di tempo. Ma quando lo vivevamo, non lo sapevamo, non ne eravamo coscienti, era semplicemente il nostro tempo, il passato ancora non non aveva senso, per noi, e il futuro era qualcosa che non ci riguardava. Né avevamo un paragone cui riferirci: se avevamo la fortuna di vivere davvero in un tempo sereno, agiato, e senza alcun problema, amati e protetti, ciò lo consideravamo semplicemente la nostra condizione, e non intuivamo che vagamente e senza davvero crederci che avrebbe potuto essere diversa di così. Come quegli uccelli liberi e giovani che a primavera si scatenano in voli infiniti in un cielo terso e azzurro lasciandosi andare a una infrenabile espressione di felicità, inconsapevoli che proprio quella fosse "la felicità" massima a loro concessa dalla Natura.
Da qui nasce il rimpianto, e la nostalgia: dal rendersi conto, ora che è tardi, di aver vissuto momenti di incomparabile gioia, senza averla saputa riconoscere.

Per voi, amiche dilette e amici, questa composizione in forma di "canzone", con amore.

M.P.




La pungente nostalgia 
          




          "Tutti riceviamo un dono.
           Poi, non ricordiamo piú
           né da chi né che sia.
           Soltanto, ne conserviamo
           - pungente e senza condono -
           la spina della nostalgia."

          (da Res amissa - 1987 - Giorgio Caproni)


Ecco: l'ombra dei rovi, sulle strade bianche,
più avanti le chiome dei gelsi, dall'acuto profumo
di crema, che richiama le vespe, e oltre
il moreto che copre il fossato, più volte
depredato, a costo di braccia, e gambe nude
sfregiate di graffi e ferite; e qui le fughe
davanti ai ragni crociati - o peggio, a quelli
dalle lunghe fini zampe e l'addome villoso
così orrendo da forzarci a strillare.

Ancora più avanti, i bassi muretti di pietre affilate
come vetri spaccati, da valicare poiché
per noi non v'era muro o confine che si potresse
giammai tollerare. Per questo puntavamo
i nostri sandaletti indifesi sull'infido pietrame
e non gridavamo, se ci ferivamo, per punto
d'onore, terrorizzate pure di stanare le serpi
assassine locali, presenti in mille narrari
e miti familiari, ma mai incontrate davvero.

Di contro, di cavallette e locuste, e farfalle,
ne stanavamo a bizzeffe, dal prato, a ogni passo:
chi ricorda le grasse farfalle dalle brevi ali
brune e mattone, che parevano piccole goffe
fate del bosco, scarse in magia?
E intanto, noi raccapricciando scuotevamo convulse
dalle cosce, da sotto le gonne, locuste impazzite
come noi dal terrore, saltando e strillando
e ridendo, tra le alte piante, sfiorando le ortiche.

Ecco, io fui una di queste minute
creature di selva: il seno non ancora
formato, le braccia e le gambe come magre
festuche, i capelli sempre impigliati nei rami
dei mille pensieri, e rosse ginocchia sbucciate
sotto la gonna strappata, rossa di terra;
la rossa avara terra dell'altipiano, laddove
giunge l'odore del mare, da lontano,
riconoscibile tra le mille fragranze


                                   della pineta.

* * *

Il Tempo è una marea, che non ricorre,
che non ritorna due volte a carezzare
la stessa scogliera; il Tempo è un mare
che muta a ogni onda, e sprofonda
in abissi che sono d'oblio, e quando
oblio non è, giunge il salmastro rimpianto.
Il sottobosco in autunno nella pineta riarsa
è un letto di aghi di pino, gialli e bruni,
e il profumo pungente che emana -

                                 è la nostalgia.


Marianna Piani
Nebbiuno, 18 Maggio 2015


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