«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

martedì 18 aprile 2017

"Poppies in July" di Sylvia Plath


Amiche care, amici,

vi propongo ancora una lirica di Sylvia Plath, tra le più conosciute, perfetta nella sua struttura, intensa e intimamente tragica, come è nello stile di questa grande poetessa.
È interessante rilevare quanto la Natura sia presente, e con quale importanza, in tutte queste autrici, come abbiamo visto, Marianne Moore, Elisabeth Bishop, e anche la più grande, Emily Dickinson.
Ognuna di esse ha un rapporto tutto suo con la natura, il paesaggio, la flora e la fauna, ma nessuna in modo idilliaco, romantico. Può essere di osservazione oggettiva, di amore intimo e segreto, o come è in Sylvia Plath, conflittuale, drammatico. La Natura però rimane assolutamente protagonista, come lo è nel carattere stesso del popolo americano, abituato per cultura a rapportarsi col "selvaggio", con la potenza degli elementi, con l'immensità degli spazi, con la minacciosa bellezza dell'altro da sé.

Vi lascio alla lettura, amiche dilette e amici, con amore

M.P.








Sylvia Plath






Poppies in July


Little poppies, little hell flames,
Do you do no harm?

You flicker.  I cannot touch you.
I put my hands among the flames.  Nothing burns

And it exhausts me to watch you
Flickering like that, wrinkly and clear red, like the skin of a mouth.

A mouth just bloodied.
Little bloody skirts!

There are fumes I cannot touch.
Where are your opiates, your nauseous capsules?

If I could bleed, or sleep! -
If my mouth could marry a hurt like that!

Or your liquors seep to me, in this glass capsule,
Dulling and stilling.

But colorless.  Colorless.

20 July 1962
Sylvia Plath




Papaveri di Luglio

Piccoli papaveri, piccole fiamme infernali,
non mi farete del male?

Voi sfavillate. Io non potrei nemmeno toccarvi.
Ora immergo le mani tra le fiamme. Non brucia.

E mi sfinisce stare a guardarvi
sfavillare così, rossi e increspati, come pelle

di labbra. Labbra appena insanguinate.
Graziose gonnelline color del sangue!

Vi sono vapori per me insostenibili.
Dov'è il vostro oppio, dove sono le vostre

capsule inebrianti? Potessi dormire, o perder sangue!
Potessero le mie labbra sposare una ferita così!

O potessero almeno i tuoi liquori stillare
fino a me in questa campana di vetro,

e ottundere, e placare.
Ma senza colore. Nessun colore.



Sylvia Plath
Versione Italiano di Marianna Piani
Milano, 16 Aprile 2017
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