«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

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«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 3 giugno 2017

La ragazza di vetro



Amiche care, amici,

oggi vi propongo un autoritratto, in una figurina di vetro di Murano...
O meglio, un autoritratto ideale, metaforico, ma in qualche modo assai vicino al vero.
La materia di cui è fatta la mia anima accoglie la luce, la trasmette, la riflette, la rifrange. In alcune circostanze è anche in grado di trasformarla in una corona iridescente proietteta sulla parete della stanza.
Ed è fragile, basta un movimento maldestro, un urto allo scaffale su cui è appoggiata, l'urto involontario di un libro nell'estrarlo dalla fila proprio dietro di lei, e la sua fine, in frantumi, è certa.

La trasparenza e la bellezza hanno un prezzo...

Per voi, amiche dilette e amici, come sempre, con amore

M.P.







La ragazza di vetro

Sono io
quella ragazza di vetro
sul terzo scaffale (dall'alto)
della libreria, proprio davanti
alla "Certosa di Parma".

Quando un raggio di sole,
solitamente a Maggio,
filtra dalla persiana,
dalla sua anima irrompe
un fitto baluginio
di vividi colori.

Ha le gambe diritte
e sottili come steli di grano,
che si trema a sfiorarle
temendo di spezzarle.
La veste è congelata
in un ampio panneggio
che mai muterà nel tempo.

Ha gli occhi grandi ma chiusi,

come se stesse sognando,
e i capelli, creati
con un solo gesto sapiente
dall'artigiano alla fornace,
sono raccolti alla nuca
in un piccolo vezzoso
aristocratico chignon.

Il suo cuore
è un grumetto di vetro
che solo il sole di Maggio
a volte incendia
e confonde.
Le mani, infantili,
accennano a un grazioso
timido gesto di danza.

Non importa di quale materia
sia la figurina, in trasparenza
appare in essenza
fatta di luce soltanto.
Ma domani una spinta leggera,
senza volerlo,
basterà a precipitarla
fatalmente nel vuoto.

Dove si frantumerà
in una costellazione
di minuscoli cocci.



Marianna Piani
Milano, Dicembre 2016
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