«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Beauty is truth. truth beauty,- that is all
Ye know on earth, and all ye need to know.» (John Keats)

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 4 giugno 2017

«Uno, qualcuno, centomila»

(Editoriale)



(by David Hettinger)




Amiche care, amici,


concedetemi una breve premessa: non sono né mai sono stata una fanatica dei numeri o delle classifiche in rete. Ad esempio non ho mai sottoscritto quegli strumenti un po' tra il patetico e l'infantile che consentono di tenere un conto pedissequo, in tempo reale, dei followers e unfollowers, né mi sono mai curata del numero di "likes" o menzioni che ricevono i miei interventi, qui o altrove.
Se dicessi che non m'importa nulla che ciò che scrivo venga letto e considerato da più persone possibile sarei un'ipocrita bella e buona, ma non posso evitare di pensare che il freddo dato numerico in questi casi non sia che un vuoto dato statistico, che non tiene conto per prima cosa di ciò cui io invece tengo di più: la qualità.
Intendo dire, ed è del tutto ovvio dirlo, che per me vale assai più la presenza nella mia TL, o nel mio Blog di una singola persona che ammiro e stimo piuttosto che di cento anonimi "followers" conquistati magari a colpi di foto sexy delle mie (peraltro scarse) tette.
Per questo sono una frequentatrice assai sporadica delle "statistiche" che mi offrono gli strumenti standard del Blog, dato che continuo anche in questo caso a dare rilevanza alla qualità di chi mi "segue" piuttosto che al loro numero puro e semplice.

Tuttavia, poiché sono fatta di carne e narcisismo anch'io, di quando in quando vi butto l'occhio, osservo con curiosità la curva saltellante dei "contatti" nel corso del tempo, con interessanti picchi e avvallamenti, considerandoli in parallelo ai testi pubblicati, e non manco di riceverne qualche soddisfazione, forse anche proprio perché lascio passare diverso tempo tra una "sbirciata" e l'altra e quindi più marcate sono le differenze rilevabili.

E così è avvenuto che qualche giorno fa ho scoperto di aver superato "di slancio" il simbolico muro delle centomila visualizzazioni.

Non posso dire che la cosa non mi abbia fatto piacere: razionalmente, sì, so bene che questo numero rappresenta in modo cieco e acritico OGNI tipo di contatto, anche di chi capita qui per puro caso, o per errore, di chi apre, guarda e scappa due secondi dopo, di chi legge e pensa "che schifo è questo?" e chiude per mai più tornare. Tuttavia si tratta pur sempre di un parametro, di una indicazione grezza ma "oggettiva", e considerato che questo non è un fashion blog, ma uno spazio dedicato esclusivamente alla poesia, e non alla poesia in senso generico, critico, storico o antologico, ma proprio alla MIA personale scrittura poetica (incluse le traduzioni da grandi poeti del passato), io penso che sia un dato numerico tutto sommato interessante. Anzi, se ci penso, centomila "pagine aperte" sulle mie cosette, in un tempo così relativamente limitato, è un dato che mi impressiona, mi sorprende, e mi fa sentire anche una grande responsabilità.

Dunque, credetemi, ben lontano da me ogni intento "celebrativo", ma voglio cogliere l'occasione per ringraziare, davvero e dal profondo del cuore, tutte le persone che hanno trovato il modo di dedicarmi qui un poco del loro tempo e della loro attenzione, e che con la loro presenza, crescente nel corso degli anni, hanno dato un senso al mio lavoro.
Nessuna scrittura ha senso, secondo me, se non incontra sul suo cammino dei lettori: l'atto d'amore della scrittura si consuma sempre in due, con l'incontro spirituale tra chi scrive e chi legge, e solo così è feconda.
E nel caso poi di una scrittura viva, in opera e sviluppo nel presente, è difficile dire chi ne sia alla fine il maggiore beneficiario, se il lettore o proprio lo scrittore.

Voi tutte, amiche carissime e amici, mi avete certamente dato tanto, tantissimo, con la vostra presenza, con i vostri commenti, anche e più che mai con le vostre critiche, sempre puntuali, rispettose, illuminanti. Avete apprezzato quel pochino o tantino di buono che avete saputo scoprire nelle mie parole, e avete pazientemente tollerato i miei cedimenti, i miei risultati più deboli o corrivi. Mi avete accompagnato, passo passo, in quella che spero sia una crescita nella evoluzione di una "scrittrice" che ho sempre voluto definire "dilettante", definizione in cui avete saputo cogliere non una abdicazione, ma anzi una maggiore assunzione di responsabilità.

Questo freddo dato numerico in certo modo mi conferma della vostra presenza, e della vostra preziosa amicizia, e mi stimola a tentare sempre più di compensare la vostra fiducia e il vostro interesse con tutta la mia passione, tutta la mia costante ricerca, tutto il mio appassionato lavoro. Continuerò ad aprire per voi la mia anima e il mio cuore, con onestà e sincerità, cercando sempre di condividere con voi le mie emozioni e la mia piccola esperienza di vita, e di regalarvi qualche piacere con oggetti plasmati con cura e convinzione.
La poesia è un'arte delicatissima e difficilissima, abusata in mille modi da mani maldestre, o decisamente inette, da persone attratte dalla sua apparente facilità tecnica, che invece nasconde una immensa complessità di realizzazione anche per il solo minimo risultato, appena al di sopra della più corriva mediocrità. Il mio rispetto per questa forma nobilissima e primaria di espressione, vi assicuro, va di pari passo con il mio rispetto per voi in quanto lettori. Ed è l'unico e solo obbiettivo che mi prefiggo, libera da ogni fardello di ambizione e di mondanità.



Approfitto di questa occasione, inoltre, per ringraziare tra voi in modo particolare tutti coloro, più che mai assai pochi ma assai imporanti per me, che hanno confermato la loro fiducia ordinando il mio libretto, il mio esordio sulla carta stampata "Le solitudini e i luoghi".

Grazie infinite a voi per aver compreso la mia scelta di non aver voluto affidare i miei versi a un mezzo "facile" e smerciabile come lo e-book, di certo assai più economico di un libro "tradizionale". Il costo che ho potuto spuntare (che copre esclusivamente i costi vivi di materiali e stampa, senza alcun ricavo per me) è sempre, aggiungendo anche i costi di spedizione, piuttosto impegnativo, me ne rendo conto. E questo aumenta la mia gratitudine nei vostri confronti.
È una esperienza nuova per me, che certamente ripeterò, che ha un valore di prova per i miei versi, togliendoli dalla aleatorietà del Blog per consegnarli alla "definitività" della carta stampata, e vuole essere nel contempo anche un omaggio sincero e convinto nei confronti di questo secolare e fondamentale oggetto di memoria e diffusione della Cultura che è e rimane - e spero rimarrà per sempre - il libro quale lo conosciamo.

Perciò, doppiamente grazie a tutti voi, amiche dilette e amici cari, prometto di proseguire questo cammino, se mi vorrete, assieme a voi finché il talento e le forze - e il vostro affetto - mi sosterranno.

Un abbraccio forte, con amore


Marianna
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