«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 14 giugno 2017

Scimmiotto blu pervinca



Amiche care, amici,

da innamorate, noi donne, indipendentemente dall'età siamo sempre bambine.
L'amore consumato è solo una piccola parte - importante ma non esclusiva - di un rapporto importante, il resto è passione e vita assieme. E in questo, lo scambiarci dei doni diventa un linguaggio amoroso che si aggiunge ad altre espressioni, verbali o corporee.
E non si creda che il dono debba essere prezioso in sé, un gioiello, un abito emozionante, no:
anzi, i doni più amati sono i più semplici, i più "poveri", ma ricchi della propria anima, della propria sensibilità.
Questa che segue è la storia del piccolo dono - infantile - che siglò l'unione con la persona che amo.
Un peluche dall'aria un po' stupita, che rimane con me sempre, anche e soprattutto quando essa si allontana da me, a volte per lunghi periodi.
È in lui che sento pulsare il suo affetto, è da lui che sento venire il suo profumo, le tracce del contatto con le sue mani…

A voi, amiche dilette e amici, come sempre e più che mai
con amore.

M.P.




Scimmiotto blu pervinca



È quasi notte, la città è celata
dietro le cortine bianche
che m'hai donato, dietro
una foschia diffusa, muta.

Ho indossato la vestina chiara
che so che ami, lieve,
profumata sulla pelle
come un petalo di neve.

Ho mondato il mio viso
d'ogni tinta, d'ogni trucco,
perché so quanto tu mi voglia
spoglia d'ogni finzione, nonché

d'ogni affanno, di ogni pudore.
Ho raccolto i miei capelli
scuri come è scura questa notte
senza luna, con un nastrino rosso.

Questo, io ti conosco, ai tuoi occhi
fa di me ancora la ragazza
che tu ami ritrovare: questa coda
sulla nuca da puledra pazza.

T'ho atteso accoccolata come una gattta
sulla sedia da te più amata,
osservando dai vetri giù la via
quietamente imbambolata.

Ho camminato ansiosamente
dalla cucina al lettino della stanza,
a piedi nudi, assaporando
il gelido marmoreo distacco

del pavimento piastrellato. E ho stretto
al mio petto il tenero scimmiotto
blu pervinca che mi hai lasciato
a starmi accanto. E l'ho baciato!

Ho lasciato che il tempo percuotesse
il mio cuore in pena a ogni tocco,
trasalivo a ogni rombo di motore
proveniente dalla strada,

a ogni svelto scalpitìo di tacco
sul selciato, a ogni porta d'ascensore
che s'apriva al mio piano, a ogni
voce di ragazza, sia pur lontano.

Riverrai, presto, tra le mie braccia.
Ma intanto questa attesa, scampolo
di vita sospesa in uno spazio vuoto,
mi consuma come un fiume in piena

che erode in sabbia ogni roccia.


Marianna Piani
Milano, 23 Gennaio 2017

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