«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 2 febbraio 2013

Abbecedario VIII e IX

Nato come un gioco, un pretesto per liberare la fantasia, divenuto via via un percorso interiore, una confessione, il racconto e la scoperta di un'anima in un momento di svolta. Ogni lettera dell'alfabeto, depositata come un seme nel giardino della mente per far germogliare pensieri. Una dopo l'altra, in rigoroso ordine alfabetico, venticinque composizioni, venticinque tappe di un pellegrinaggio, del tutto libero, aperto, sincero e indifeso. Le pubblico ora per voi, una dopo l'altra, a cadenza regolare, e le raccolgo poi via via in una pagina dedicata "Abbecedario", così da averle sempre accessibili, tutte assieme, come vagoncini agganciati uno all'altro.


Care amiche e gentili amici. Siamo ormai a un terzo del viaggio, nel nostro piccolo abbecedario poetico.
Ricordo quando mi sono trovata di fronte a questo dilemma: la lettera "H", così particolare nella nostra lingua: farne un capitolo, oppure tralasciarla (come avrei fatto poi - almeno per ora - con altre "ospiti" illustri extracomunitarie del nostro idioma, come la "K", la "Y", la "J", la "X" e la "W".)
La lettera "H" è un jolly dispettoso e alquanto "misterioso", una lettera "muta", anche se a volte si incarica di tradurre fonemi particolari non traducibili sulla carta in altro modo.


Alla fine, senza che lo avessi minimamente previsto o programmato, mi sono trovata tra le mani addirittura due composizioni.

La prima è quasi uno scherzo, inteso in senso musicale, ed è il tentativo di rendere la caratteristica peculiare del puro segno, non fonetico, senza voce, di questa lettera particolarissima. Una escursione nel significante, prima che nel significato, cosa piuttosto rara nel mio modo di esprimermi.
Il secondo tentativo, che pubblico subito qui in sequenza, tenta invece di renderne il suono, con suggestioni di atmosfere rarefatte e venti d'alta quota. Può parere a prima vista un approccio più tradizionale, eppure, se avete la bontà di osservare con attenzione, anche qui mi sono affidata a un escamotage extralinguistico, cosa che non amo molto e che di solito evito. Ma qui volevo "anche" divertirmi un pochino alle vostre spalle...

 
Tutto questo però non è soltanto un gioco di "costruzione", perchè per me ogni composizione ha una sua inevitabile densità emotiva, e in ogni composizione filtra la mia anima e il suo fondamentale profondo disorientamento…

Per voi, come sempre, con amore.
M.P.




Abbecedario VIII

H

come H Muta

Come il verbo muto
senza suono, soltanto forma
d'un pensiero a forma di cancellata:
HHHHHHHHHHHHHH
che ne sbarra il senso.
La sutura chiusa con il filo
d'un pensiero tagliente
come una ferita:
ciò che non potrò mai dire
nè pronunciare a voce piana,
pena lo smarrimento
della mia stessa mente.
Senza suono alcuno
come ciò che griderò afona
al mondo e all'uomo e all'epoca

e alle stelle
senza poter esser compresa
nè ascoltata,
nè mai la vita mia

compiuta.
Come il silenzio
che mi travolge
nel mezzo della folla
dove mille grida, mille lemmi
si scontrano deflagrando
uno nell'altro
elidendosi

e annichilendosi a vicenda
sfuggendo dalla integrità della materia,
eludendo i sensi di chi guarda e ascolta,
come nel cuore catastrofale
di un ciclotrone di protoni di parole.
Per mutarsi infine
in pura energia concettuale...


Milano, 31 Gennaio 2013
(data di revisione)

Marianna Piani  



Abbecedario IX


H

come H Sonora

Come

l'Himalaya,
il luogo puro,
il luogo intatto,
il luogo sconfinato,
il luogo senza luogo,
il luogo senza tempo, o suono,
fuorchè la voce dell'Aliseo selvaggio,
il solo luogo dove lo sguardo umano
può sostenere direttamente
per pochi istanti, senza fine,
lo sterminato sguardo del Divino
prima di chinare il capo
di schianto, sopraffatto.


Il luogo che il Poeta
ogni istante della sua esistenza
instancabilmente tenta a nude mani
di risalire, ostinatamente, senza fiato, spesso invano,
piantando a martellate dentro roccia e ghiaccio
i chiodi e i moschettoni delle sue sillabe
d'acciaio e di dolore e di preghiera.
Anela di potere anch'egli, di lassù,
per un solo istante, per il tempo

d'un respiro, per un battito d'ala,
fissare diritto in viso il Dio Umano
e interrogarlo, a pena della vita,

per puro anelito di conoscenza,
sopra la vera verità della vita
e il suo riposto, segreto

ineffabile inganno,
ed estremo
cimento.


Milano, 1 Febbraio 2013
(Data di revisione)

Marianna Piani 

 

6 commenti:

  1. ...chi - cosa ti possiede che inebria con onde concentriche diramandosi dalla Zona H inondata dal sagace canto che trasporta oltre il corpo delineandone la sua aura con suoni muti eclatanti del cupo buio del quale ne sei il seguace? La domanda é invidiosamente lunga come la coda di un amore che si dimena cercando chi lo impossessasse. Siii, invidio questa tua nevrosi creativa lampante ed eccitante -se potessi vi possederei entrambi! Ahhhh - amor che dal mio amor nascesti!

    With all my love and understanding I adore "YOUr" artifacts! Humbly and, uniquely yours, Alvaro.

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    1. Oh, my dear, you should re-write this review in the language of Mr. James Joyce: It would be a perfect example of stream of consciousness!
      Do it, yes, it would be great!

      I joked a little bit with my verses, this time, I'm really glad you've enjoyed!

      You're right, it's a neurosis. Indeed, it has been actually diagnosed - to be precise - as a form of psychosis "bipolar"... but that's another story...

      Love. Yours,
      Marianna

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  2. E' un brivido di freddo che mi percorre, ma non importa, è riscaldato dall'azzurro e dal blu, colori miei preferiti, del tuo nuovo look in ogni loro sfumatura ... la cosa importante è che tu sia qui ... Besos

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    1. Mi querida! El "look" de los primeros fue un poco aleatorio, construido con los recursos disponibles aquí en la red. Esto es un poco más personal - más mío. Espero que te acostumbras a él - y espero que usted me quiere tan bien como siempre, como antes!

      Gracias mi dulce amiga!

      Un beso

      Marianna

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  3. Cara,
    due poesie semplicemente meravigliose. Da leggere e rileggere, per cogliere ogni volta un senso nuovo, muto o sonoro, di pura energia. Questo blu come il cielo o come il mare senza confini ci porta ancor più a te. Una fusione perfetta.
    Tua Sonja

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    1. E tu, cara, ti prestasti a esserne trepida paziente levatrice...
      Ti ringrazio per le tue parole, e ti ringrazio anche per aver espresso apprezzamento alla "cornice" che circonda queste pagine.
      Non tutti l'hanno condiviso; di primo acchito, pur volendomi bene, anzi proprio per questo, hanno espresso qualche riserva. Molti, certo amandomi, mi vorrebbero più farfalla che tempesta. Ma tu che mi conosci meglio di altri sai i conflitti e i disorientamenti le ferite e le lacerazioni cui questa farfalla è sottoposta, e hai saputo ravvisare in questo mare, non tanto la tempesta, qui già (o ancora?) lontana, ma il senso di pace, di riposo che il cullare delle onde e il colore blu sanno trasmettere.
      Comunque ora a questa Mari "blu" un poco tutti si stanno abituando, e contiunano a regalarmi con grande generosità il loro affetto.
      Tu però sei Sonja...

      Un bacio

      Tua Marianna

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