«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 6 ottobre 2013

Gazza ladra


Amiche dilette, amici carissimi,
a volte la "ispirazione" nasce da una breve immagine, colta al volo, istantanea come uno scatto fotografico che rimane impresso sul lato sensibile della memoria, e qui vi rimane, come una immagine latente in attesa, per così dire, di sviluppo, fissaggio e stampa… Già, così avveniva un tempo nelle camere oscure, prima dell'avvento del digitale. La tecnologia è vero ha democraticizzato ogni cosa, e tra queste ciò che un tempo era l'arte della fotografia; strappandola tuttavia in massima parte dall'ambito poetico del sogno e della memoria per relegarla piuttosto sugli scaffali della cronaca, dell'effimero.
Ma lasciamo queste divagazioni un poco nostalgiche...
Qui è l'apparizione di una gazza sul terrazzino di casa, sullo sfondo del "mio" mare, e la sua enigmatica titubanza, prima di levarsi e scomparire in volo, ad avermi dato lo spunto per una escursione nell'altro lato dello specchio.

Mi ci sono riconosciuta, infatti, perchè sono ragazza, sono sognatrice, sono schiva, e, come "scrittrice", ovviamente sono ladra...

Condivido questa mia visione con voi, amiche care e amici, come sempre, con amore.
M.P.






Gazza ladra

 

Lìsciati le ali giovane gazza
dalle nere penne e il manto
cinerino, ravvivati il piumaggio,
fatti bella per il tuo primo
incerto largo volo, sopra i platani
del parco.

Trovati una compagna
con cui avere intesa ed essere
sincera, e poi gettati, spiegate l'ali
senza timore, oltre miglia e miglia
di campagna, fino a raggiungere
il bianco mare.

I gabbiani, candidi, immensi,
splendidi come angeli in sfilata
vi guarderanno altezzosi e stupefatti
nei loro voli solenni a pelo d'onda,
oltrepassando con un solo colpo d'ala
l'orizzonte imporporato.

Perché indugi ora?
Perché t'arruffi le penne sopra il petto?
Perché ti fermi, perché ti guardi intorno
reclinando il capo, muta, irrisolta
a compiere quel primo audace balzo
che tanto hai sognato?

Il prato è ancor bagnato
delle lacrime della notte. Non puoi
fermarti sul pianoro a levare il tuo canto
di tristezza. La tua voce non canta,
non è melodiosa come quella dell'allodola,
la tua voce gracchia.

Non potrai spaziare come i gabbiani
in sella al Maestrale, né mai potrai
cantare in coro con gli usignoli,
il tuo nido è un ricciolo di sterpi
tra i roveti della brughiera, i tuoi pensieri
sono scabrosi precipizi.

Non restare, non puoi restare
sola immobile sopra questa piana.
Vola, vai lungo il viale dei cipressi,
schiva i rami, scavalcane le cime,
supera le siepi e le mura di cinta, e ora
alzati più che puoi sopra le case:

pulsano cuori, laggiù a terra,
si aprono ferite, trascorrono gli amori
e stagnano rancori, e desideri, e i sogni
illuminano le vie e affollano le piazze,
milioni di respiri incontrano sospiri,
i raggi degli sguardi incrociano
 

fanali di vetture: quanta vita
al di là dei muri e delle siepi!
Tu allora ti poserai leggera e cauta
sopra le discariche, le pattumiere
ai bordi delle strade, e ruberai frange,
ninnoli lucenti e cocci di bottiglia

per adornare il nido tra gli sterpi
e renderlo col tuo sogno un sogno vero.

Mai alcun nido al mondo allora
sarà mirabile e lucente come il tuo.
Poiché sei gazza, ragazza, non sei saggia:

segui il tuo destino.


Marianna Piani
Milano, 21 Giugno 2013

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