«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 15 febbraio 2014

Le innamorate



Amiche dilette, amici

dopo qualche tempo, ritorno ai miei temi più cari, la spiritualità, la sensualità e la carnalità dell'amore.


Scrivere d'amore, o di sesso, più o meno esplicitamente, equivale ad avventurarsi in un campo minato. Da migliaia di anni l'umanità gode soffre e canta attorno questi argomenti, ed è pressoché impossibile evitare il già detto, il banale, il provvisorio, l'inconsistente.
In questo caso il fatto di esercitare la mia attività di scrittura in un ambito del tutto amatoriale, devo dire, mi aiuta. Se coltivassi ambizioni letterarie di qualunque tipo, dovrei evitare come la peste di avventurarmi in questi territori: il rischio del Kitsch, o del sentimentalismo melenso, da una parte, e quello dell'erotico/pornografico e voyeuristico dall'altra è decisamente troppo pesante. Ma io di queste ambizioni non ho traccia, come amo ripetere, e di fronte alla pagina bianca mi sento esattamente come la pagina stessa, vuota, non prescritta, libera come l'aria.
Ciò non significa che io mi abbandoni con voluttà al risaputo, beninteso. Ma di questo solo i lettori possono essere i giudici finali. A me tocca il compito - e la responsabilità - solo di essere sincera. Significa soltanto che posso permettermi di esprimere emozioni intime e profonde senza farmi condizionare da definizioni, categorie o apparati critici.
Semplicemente, quasi in un ritorno "ideale" all'adolescenza, lascio che sia l'ispirazione a dettarmi le parole, i pensieri, i concetti, e a esprimere ciò che si agita in fondo alla mia anima.
"Svelare" è la ragione primaria di questi versi: svelare ciò che amo e ciò che sono, di fronte al mondo, e svelare le emozioni perché anche altri ne possano, se vogliono, far parte.

Dedico queste riflessioni in versi a tutte voi, amiche care e amici, come sempre e più che mai, con amore.


M.P.



Le innamorate


Innamorata
lo è l'onda dello scoglio,
dopo il lungo estenuante viaggio
dai mari più profondi,
dalle più remote spiagge,
raggiunge il suo destino
e con voluttà vi si abbatte tutta.

Innamorata è la tramontana
della quercia secolare
e dei suoi rami aggrappati al cielo,
come in un sospiro la raggiunge
e vi si getta, componendo
per il suo amore un alto canto,
il lamento d'un addio per sempre.

Innamorata è la luna
del suo lago, il dolce specchio
in cui riflette la sua bellezza,
nelle notti cariche di stelle
e colà si spoglia delle nubi
come un'amante delle vesti,
e nuda giace e si concede.

Innamorata è la neve
della collina e della sua vigna;
come un manto di ermellino
copre le spalle alla Regina,
così il bianco molle vello
si adagia sopra i prati
e i filari già quasi spogli, e li riscalda.

Innamorata è questa donna
della sua splendida compagna:
corre a perdifiato a lei e afferra
l'oro dei capelli tra le labbra,
esplorando febbrilmente con le dita
la temeraria sua sfuggente pelle
per violarla dolcemente

e dolcemente morirne assieme,
morirne assieme di piacere,
fatalmente.



Marianna Piani
Milano, 2 Dicembre 2013

4 commenti:

  1. Una qualunque persona, se leggesse il titolo che hai dato alla tua composizione in maniera superficiale, senza effettivamente leggerne il contenuto, potrebbe pensare :
    “Ci risiamo, un’altra sviolinata romantica”.
    In realtà, il lettore si trova da subito con le spalle al muro.
    Iniziando infatti la composizione citando le onde, gli scogli e il mare, poni il concetto di amore ad un livello primordiale, senza ammissione di replica.
    Trasporti immediatamente le nostre menti in un luogo magico, facendoci quasi “sentire” i rumori e i profumi del luogo in questione.
    Rumori e profumi, che nella nostra mente, hanno sempre rappresentato qualcosa di magico, di amorevole, di fantastico, di romantico (basti pensare ad un tramonto vissuto in spiaggia in compagnia della persona amata).
    Continui citando una quercia secolare, i suoi rami cullati dalla tramontana e “aggrappati” al cielo.
    Mi ha emozionato, questo tuo paragone.
    Il fatto di essere “aggrappati” al cielo.
    Tutti noi, quando ci innamoriamo, siamo aggrappati ad un palloncino a forma di cuore che svolazza nel cielo. Non capiamo più niente. Speriamo che quel palloncino continui a cullarci, a farci volare, senza mai esplodere, senza mai costringerci ad uscire dalla vita della persona amata.
    L’immagine della luna che si riflette sul lago è intramontabile.
    Un qualcosa a cui io non potrò mai rinunciare.
    Diciamo che amo l’acqua, che sia mare o lago non importa, in quanto credo che sia praticamente impossibile da replicare l’emozione derivante da quell’immagine, da quella luce brillante riflessa, e ricca di magia.
    Potrei stare ore e ore a fissare un lago luccicante.
    “…E nuda giace e si concede” è una chiusura di gran classe.
    Una chiusura forte ed elegante allo stesso tempo.
    La terminologia utilizzata calza a pennello. “Si concede”.
    L’amore è anche questo. Concedersi.
    Di propria spontanea volontà, esattamente come fa nelle notti stellate la luna con il “suo” lago.
    Trovo assolutamente incredibile l’associazione tra il gelo provocato dalla neve e il fatto che essa stessa possa in un certo qual modo “riscaldare” i prati.
    Hai avuto una grande intuizione, in questo caso.
    Hai capovolto le carte in tavola, invocando il concetto di protezione, coincidente perfettamente con il senso di “caldo”, di riscaldamento appunto, facendolo contrastare con il “freddo”.
    Ovvero, la neve, di per sé ghiacciata, in questo caso diventa una sorta di coperta calda, a protezione di un prato ormai sfiorito.
    Cosa che accade puntualmente nella vita.
    Tutti (e tutte) noi cerchiamo una sorta di “coperta di Linus” che ci riscaldi e ci protegga nelle brutte stagioni che sicuramente incontreremo durante il percorso della nostra vita.
    C’è chi non la trova mai, questa coperta.
    C’è chi la trova e non ne coglie l’importanza, lasciandola di fatto scivolare via.
    La verità è che è difficile trovare una persona “neve” che riesca a scaldarci anche quando si gela.
    Queste persone possono essere le più disparate :
    Un padre, una madre, un compagno, una compagna, un amico, un perfetto sconosciuto… non importa.
    La cosa importante è rispettare sempre chi si prende cura di noi, e del nostro “freddo” quotidiano.
    Il finale della composizione è amore. Semplicemente amore.
    Cosa posso aggiungere ?
    Ho scritto già un poema !
    Grazie comunque per le emozioni che mi hai fatto provare anche stasera.
    Buona Serata.
    Un abbraccio.
    Luca

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    1. Non so cosa ho fatto per meritarmi questi lettori meravigliosi, come è Luca, attenti e sensibili, fino a farmi scoprire cose che io stessa non avevo percepito nei miei versi...

      Davvero non saprei che cosa dire, tranne che esprimere la mia gratitudine. Quando si ha la fortuna di incontrare lettori così, si percepisce il senso stesso della propria scrittura, e di comprende come ogni scrittura non ha valore, non vive, finché non incontra questo cortocircuito, questa fecondazione tra chi dà e chi riceve... Ma chi dà, veramente, e chi riceve, tra scrittore e lettore?

      Piccola nota a margine... È un fatto "fisico": la neve, essendo essenzialmente una spuma d'aria e acqua, come un espanso, protegge i campi dal gelo più duro, quello assassino, contribuendo a mantenere una temperatura biologicamente stabile e accettabile...

      Un abbraccio

      Tua
      Marianna

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  2. L'avevo sentita una cosa simile, riguardo la neve, magari a scuola, tanto tempo fa !
    Io intendevo porre in evidenza in maniera indiretta il termine da te usato... "li riscalda".
    Mi pareva una sorta di contrasto tra freddo e caldo...
    Comunque, non ci ho preso molto a livello di interpretazione stavolta, eh... diciamo la verità !
    Buona giornata Marianna !

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    1. Luca, io direi l'opposto.
      E poi l'interpretazione di una lirica - anche una modesta come la mia - è un fatto di totale libertà: nel momento in cui una mamma ha allevato la sua figliola e la lascia nel mondo, da quel momento null'altro può fare che trepidare e gioire. La sua figliola farà la sua strada. Non dipende più da lei...

      Sei speciale e prezioso, Luca!
      M.

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