«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 31 dicembre 2014

Propositi


Amiche care, amici,

siamo agli sgoccioli dell'anno, questo anno pari che ci ha accompagnati lungo l'arco di quattro stagioni più o meno feconde: di idee o di affetti, di illusioni, di amori, di passioni, di sconfitte, di cambiamenti…

Personalmente non è una ricorrenza cui assegno particolare importanza. Nella storia della mia famiglia, quando ero una bimba - come ho narrato su queste pagine - tutt'occhi neri e capelli spettinati, la Festa di un qualche significato era il Natale e dintorni. I miei genitori erano cattolici, non particolarmente osservanti, spiriti liberi, ma amavano questa occasione di tenerezza da scambiare e da distribuire a noi bimbe. Il "capodanno" non era mai stato particolarmente amato o formalizzato. Ricordo soltanto, a parte il fastidio dei "botti", che io avevo sempre detestato perché mi terrorizzavano e mi facevano sobbalzare dolorosamente, nella mia città lo "scatenamento" davvero tra l'inquietante e il festoso delle sirene delle navi in rada. Il "suono" della notte di fine anno (o capodanno come lo chiamavamo) era proprio questo ululato prolungato, ritmato… Non molto di più: a quell'epoca la "mezzanotte" era per noi bimbe una grande concessione. Noi per buona parte dell'infanzia ci coricavamo alle nove, massimo nove e mezzo…

Dunque, in questo periodo dell'anno io preferisco rifugiarmi in qualche luogo appartato, dove poter evitare i "festeggiamenti obbligati", che ho sempre considerato con fastidio e anche tristezza, e per tentare di sfuggire a quelle terribili ondate di depressione, figlie della mia malattia neurologica, e della catalizzazione di questo "trapasso" temporale così insistentemente evocato.

Quest'anno sono fuggita, letteralmente, rifugiandomi presso una amica cara, tra le montagne della Savoia Francese, in un luogo non particolarmente frequentato dal turismo, che si concentra molto più non molto lontano (Chamonix, Megeve, Avoriaz) e quindi interessa solo di striscio questi luoghi.
Come ho voluto una settimana fa regalare a voi, miei lettori e amici, anzi, prima amici che lettori, un piccolo pensiero per questo periodo natalizio appena concluso, un piccolo segno del mio affetto e riconoscenza per la vostra persenza,  ho pensato di scrivere qualcosa sul tema, ma senza tradire il mio personale sentimento in proposito.
Ho compiuto devo dire diversi tentativi, che non mi hanno soddisfatto. Finché non è scaturito questo micro poemetto a quartine, in cui ho voluto riversare, senza infingimenti o veli, l'intero mio stato d'animo. Ne è uscita una composizione aspra, tutt'altro che festosa, come del resto mi aspettavo, di un genere non molto abituale per me.
Si tratta dunque dei miei "propositi" di fine anno, e infatti così la ho intitolata, ma propositi in negativo, di ribellione, di rivendicazione di libertà.
Intendiamoci, si tratta di un canto libero, non mi sento "eletta", gran parte delle ombre cui mi ribello provengono dalle oscurità profonde della mia stessa anima.
Sono stata a lungo indecisa se pubblicare questa cosa, e se farlo proprio oggi. Ma io so che tutte e tutti voi siete delle persone straordinarie, che il vostro affetto vi consentirà di capire senza pregiudizio (il pregiudizio: una delle cose cui mi ribello) i miei pensieri e le mie emozioni.

Dedico in particolare questa composizione ad una amica carissima, D.R., una donna di straordinaria bellezza e di meravigliosa intelligenza, con cui ho condiviso parte di questi pensieri.

E ora, anche stavolta eccezionalmente senza rispettare la mia regola della quarantena, perciò assumendomi ogni rischio, anche formale se non sostanziale, la voglio condividere con voi, amiche dilette e amici.
Del resto ogni espressione d'arte è un taglio praticato nella nostra carne nel tentativo di raggiungere e liberare il nostro spirito profondo…


Con amore, per tutte e tutti voi.

M.P.





"Propositi"


Contemplavo oggi, con una forma
di tenera pietà, addolcita anche
dal pallido rosa d'uno stentoreo
sole - percolato dal muro calcinato

delle nebbie che soffocano la valle:
contemplavo dunque gli spilli e i chiodi
di ghiaccio sospesi come una trina
sotto lo spiovente del mio tetto.

Pregavo, a un dio irreligioso
di passaggio nella mia mente sghemba,
che cadessero quelle aguzze spade,
quelle cuspidi vergini di cristallo,

cadessero finalmente, trafiggendo il mondo
e il suo spavaldo brivido giocondo
quando l'arco mozzo d'un inverno
seguito a un'estate madida, esausto

va morendo. Quale è la festa, maschere
gioiose di volatile cartapesta?
Certo, ho pregato con fervore anche
che quelle lance gelide piombassero

a conficcarsi nel mio animo sdrucito
perché ne sgorgasse il sangue
della passione e del mio ardore
ora che il mio ventre inaridito langue.

Ho pregato, come una santa isterica,
ho pregato sulle piaghe del mio seno
che quel dio mi desse sempre voce
e libertà nell'invettiva. E giurai...

Giurai quasi gridando che mai più
avrei scordato il maschio che mi ebbe
abusando del mio corpo in cambio
d'un mai concesso amore.

Che mai più concederò perdono
alla femmina che con la sua beltà
mi volesse dominare, o mi tradisse
per due miserabili denari oppure

pur di apparir per bene al mondo,
per quel viatico di spettabile borghese -
quando ancora solo la notte prima
aveva mugolato perenne amore

con la mia lingua nella sua vagina:
non baratterò mai più il mio amore
per una fredda ciotola di sesso.
Né confesserò mai più il mio dolore

se non cantandolo a mondo intero.
Non cederò mai più indulgenza
a chi s'ammanta di rispetto e intanto
spalanca le biblioteche della memoria

ai roghi dei nazisti digitali.
Non più tollererò al mio cospetto
chi non rispetta l'umano affetto,
né chi disonora il suo intelletto.

Non s'attenda da me pietà quell'empio
che viola di violenza l'innocenza,
né chi per calcolo o viltà l'ignora,
e non grida per ciò vendetta al cielo.

Non più sgarbi, non più cieco pregiudizio,
non più sguardi ipocriti imbarazzati
ai miei casti baci, mai più celati
in nome d'un impraticabile pudore.

Non più disprezzo per chi è altro,
non più la menzogna di chi impera,
non più invidia per chi possiede,
non più arroganza della ricchezza,

non più colpevole ignoranza,
non più bramosia d'esibizione,
non più carnefici del gusto,
non più volgarità senz'anima né storia...

La mia esistenza è quella di una pianta
fragile ed esile di stelo e rami,
le cui profondissime radici s'aggrappano
disperate alla terra e all'humus

di questa antica e nobile Civiltà.
La mia voce è appena udibile nel vento,
dalla mia vulva non uscirà mai vita,
ma i miei rami sanno dare fiori caduchi.

Questo è ciò che saprò dare al mondo
finché sarò vivente: una piccola armonia
e la nudità della mia piccola bellezza.
Ma a nessuno e nulla lascerò rubare

la mia fiera femminile Umanità.


Per D.R.
Amica diletta e donna di valore
Marianna Piani
Plateu d'Assy, 31 Dicembre 2015

6 commenti:

  1. Mari, riprendendo in parte ciò che hai scritto nell'introduzione, ti auguro di vivere, nel corso delle "quattro stagioni 2015", un periodo florido di idee, ricco di affetti, carente di illusioni, ricco di amori e di passioni (reali e ricambiate), sprovvisto di sconfitte (almeno, quelle "pesanti").

    Complimenti per la composizione, splendido il passaggio :
    "Non cederò mai più indulgenza
    a chi s'ammanta di rispetto e intanto
    spalanca le biblioteche della memoria
    ai roghi dei nazisti digitali."

    Un abbraccio.

    Luca

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    Risposte
    1. LUCA!
      Quanto tempo, mi sei mancato tanto!
      Che gioia ritrovarti qui, quest'anno inizia davvero con grande emozione per me...

      Grazie per il commento, sai bene a cosa mi riferisco con quei versi, un po' fuori dal mio stile, ma sentiti...
      La nostra purtroppo è una battaglia perduta, le "ragioni" delle mode, del mercato e della cecità intellettuale (quando mi si dice: "i due mezzi conviveranno" mi infurio! Non hanno capito nulla, nulla!), della stupida emulazione, della esibizione dell'ultimo gadet, della ignavia culturale, porteranno purtroppo di certo al disastro finale, ne sono convinta. È solo questione di tempo. Ormai le librerie che chiudono nelle città non si contano... E alla fine l'equiparazione dell'IVA...
      Ma almeno potremo dire di aver combattuto.
      Io continuerò a farlo, a costo di non essere capita, di essere presa per fanatica...

      Ricambio col cuore gli auguri, col cuore e con lo spirito che ci accomuna.
      Spero solo di sentirti ancora: non lasciarmi sola troppo a lungo, se puoi, se vuoi...

      Tua

      Marianna

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  2. (Prima Parte)
    Mari,
    Io e te abbiamo una diversa concezione del Libro rispetto ad altre persone (la quasi totalità, dati alla mano).
    Ciò deriva soprattutto dall’ambiente nel quale siamo cresciuti, e dal MODO in cui siamo cresciuti.
    Abbiamo avuto la fortuna di poter imparare e osservare, studiare, viaggiare sia nel vero senso della parola, sia con la fantasia.
    Ad esempio, la mia fortuna più grande, parlando di libri, è stata quella di avere come parente una donna (la zia di mio padre, ti avevo già parlato di lei) che quasi li venerava.
    Ho sempre considerato il libro una sorta di “compagno di vita”, una fonte di informazioni e cultura dalla quale attingere in qualsiasi momento.
    Tra l’altro, da piccolo avevo la pretesa di voler imparare “tutto”, senza aver coscienza del fatto che è impossibile.
    Ma torniamo ai giorni nostri, e proviamo a riflettere :
    Che tipo di impatto emotivo sulle persone “normali” può avere un libro nel 2015 ?
    Un impatto pressochè nullo.
    Oggi ai bambini regalano l’iPad (o qualsiasi altro aggeggio tecnologico di sorta), non di certo un libro.
    I pochi bambini, giovani, ragazzi che leggono e amano il libri, e SOLO il libri veri, non i Kindle, provengono da una famiglia di un determinato tipo.
    Li hai mai visti in faccia ? Sicuramente sì.
    Sembrano appartenere ad un altro periodo storico, hanno un viso quasi magico, perso nella lettura.
    Mi rivedo molto in loro, anche perché ho “solo” 26 anni.
    Gli altri (la quasi totalità), leggono i libri, per piacere o costrizione, ma possiedono anche il Kindle, proprio perché non sono interessati al libro in sé, ma a ciò che il libro contiene.
    Vedono il libro come un mezzo con il quale perseguire un fine.
    Ho sentito molti coetanei parlare di “integrazione”, e mi sono cadute le braccia.
    Avendo poi un caratteraccio, quando mi metto d’impegno, ho pure litigato (Classico).
    Per come la vedo io, integrare è una cosa, sostituire un’altra.
    Integro il mio iMac se scarico Firefox e Skype pur avendo già preinstallati FaceTime e Safari, integro una patatina fritta se la inzuppo nel ketchup : ne “integro” il sapore.
    Non integro un bel niente se scarico digitalmente un libro, sotto forma di file.
    L’unico modo per integrare un libro è sottolineare le pagine, scrivere appunti e riflessioni a matita, lasciare post-it qua e là tra una pagina e l’altra.
    Un’altra causa (apparentemente ininfluente) della ormai segnata morte del libro è rappresentata dal fatto che oggi tutti, volendo, possono scrivere un libro :
    Quanti libri ci sono in commercio, se consideriamo quelli scritti da persone sconosciute ?
    Una marea.
    Ma allora, da dove proviene tutta la mia negatività ?
    Dal fatto che la quantità non è sinonimo di qualità. Mai.
    Molte persone, pur di vantarsi con gli amici, sentirsi importanti, accrescere la propria autostima (nella maggior parte dei casi pressoché nulla), crearsi una “presunta” carriera da affiancare a quella ufficiale, si mettono a “scrivere” (eufemismo)…
    Persone di questo tipo, non si pongono di certo il problema di uscire con un libro vero, si accontentano di uscire in e-book (dicono di farlo per abbattere i cpsti, ovvio : la classica scusa all’italiana), a loro basta uscire ufficialmente con il prodotto finito, far parlare di sé, definirsi poeti, scrittori, e chi più ne ha più ne metta.
    Leggi la classifica dei libri più venduti in Italia, aggiornata alla scorsa settimana, o a quando vuoi tu :
    Parla da sola. Spiega perfettamente la situazione.
    (Continua)...

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  3. (Seconda Parte)
    Nella tua risposta, hai parlato di “gadget”, e non ti sei sbagliata.
    Non sei andata molto lontana dalla realtà :
    Il libro, di conseguenza il sapere, per la maggior parte dei giovani rappresenta qualcosa di noioso, qualcosa che si ricollega alla scuola e allo studio. Qualcosa di “palloso” da “sfigati”.
    Eh già : in Italia, se studi, se sei interessato a formarti una cultura personale, sei sfigato. Incredibile. Francia e Inghilterra sono avanti anni luce anche in questo.
    Poi, il massimo è che la gente si aspetta dal politico di turno ogni sorta di miracolo, senza tener conto del fatto che il suddetto politico sa a malapena fare la sua firma, se va bene.
    Ho tirato senza volerlo in ballo la politica, ma a dire il vero sono i media in primis a mettere in evidenza modelli di vita sbagliati, basati sull’ignoranza :
    Basta perdere cinque minuti di tempo, e guardare una qualsiasi pubblicità o un qualsiasi programma :
    Il condizionale è un optional, la lingua inglese viene snobbata e storpiata.
    Sui social ci si esprime con le k, si scrive “o” al posto di “ho”.
    Tutto ciò fa capire senza sconti l’evoluzione culturale pressoché nulla di questo paese.
    Personaggi simili, che si esprimono in quel modo, come possono amare i libri VERI, o anche solo preoccuparsi della loro sorte ?
    Parlando di social, mi offro un assist da solo e arrivo quasi alla conclusione del mio commento, parlando di internet :
    Internet è un mondo effimero, pieno di miliardi di commenti, di profili, di blog, di cagate assurde alternate a piccole pietre preziose.
    Le cagate assurde, neanche a dirlo, rappresentano la maggioranza.
    Ho visto la campagna pro-libro che stai portando avanti su Twitter :
    Le immagini che hai selezionato sono molto belle, ti ringrazio per aver inserito su ognuna il nome dell’autore.
    La tua è una sorta di preghiera, e da che mondo è mondo, le preghiere, si sa, cadono sempre nel vuoto.
    Tra l’altro, qualcuno ti potrebbe anche dire :
    “Ma come, promuovi la vita del libro mediante il web, ovvero tramite un mezzo di comunicazione digitale ?”
    Potrebbe sembrare un controsenso ai più, in realtà non lo è. Lo sottolineo a dover di cronaca.
    Al contrario, trovo sia un qualcosa di geniale e “da vera fanatica” il fatto di combattere il nemico nel suo stesso ambiente, sapendo di essere destinata a soccombere !
    La nostra lotta è destinata a fallire, anzi, è già fallita, ne siamo coscienti entrambi.
    Non servirebbe neppure proporre di vendere i libri allo stesso prezzo degli e-book.
    Finiremmo solo (al massimo) con lo svuotare il magazzino delle poche librerie ancora attive sul territorio.
    Se lo proponessimo alle case editrici, riceveremmo come risposta :
    “Facciamo prima ad uscire direttamente in digitale”.
    Quindi, in definitiva, comunque la mettiamo, passeremmo (e passeremo) sempre per pazzi.
    Non abbiamo gli stessi gusti su tutto, non abbiamo le stesse opinioni a 360 gradi, ma abbiamo entrambi la testa molto dura, riguardo determinate cose.

    Scusa se mi sono dilungato,

    Un abbraccio.

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    Risposte
    1. Caro Luca, eccoti qui!
      Sei l'unica persona che conosco che scrive con più "larghezza" di qanto non faccia io, per questo ti adoro, e (anche) per questo mi sei molto mancato.
      Volevo risponderti in privato, per non appesantire questa pagina, ma poi mi sono detta "no, magari qualcuno qui ha voglia di leggere anche la mia risposta..."

      Guarda, una cosa cui tengo particolarmente in tutta questa faccenda è quella di non passare per una luddista, per una nostalgica del bel tempo antico, di una patetica fuori dal mondo. Io i sistemi digitali li conosco, li utilizzo, potrei dire senza vanto quasi a perfezione, per il mio lavoro. Vorrei sapere quanti dei grandi "digitalisti" dell'ultima ora conoscono come me a livello professionale (e non per giocare) una ventina di applicazioni di alto profilo, quanti conoscono Unix come lo conosco io, quanti sanno lavorare (lavorare, ripeto, non giocare!) indifferentemente su Mac e Windows, quanti sanno mettere le mani sugli script, per dirne uno, di Maya...
      Quello che dico e ripeto è che PROPRIO PERCHE' CONOSCO BENE I SISTEMI DIGITALI sono consapevole di quanto dico a proposito di ebook e Kindle!
      Io non dico affatto che i social o i mezzi digitali siano in sé una iattura, sono una grande opportunità anzi, e la utilizzo a fondo per quello in più che mi può dare. E infatti io pubblico su un BLOG e comunico su Twitter.
      La mia convinzione non è quindi un discorso di nostalgia, ma molto molto concreta: il libro, piaccia o no, morirà. Ma gli ebook e kindle non potranno sostituirlo, semplicemente morirà. La mia domanda è: ne siete contenti? Vi va bene così?

      Io comunque non mollerò mai la mia battaglia, fosse solo un singolo Kindle non venduto per questo mio impegno ne sarà valsa la pena!

      Per rispondere a queste mie considerazioni qualcuno non ha trovato di meglio che negarmi il saluto e l'amicizia e "defollowarmi", versione cretina (perchè "virtuale") della martellata di Pinocchio sul Grillo Parlante.
      Ciò che non capiscono è che non me ne frega nulla di follow o defollow (ho scoperto invece che c'è perfino qualcuno che usa applicazioni apposta per sapere quanti e chi lo "defollowano"!). Ciò che mi dispiace e mi addolora è solo che ogni persona così che dicendosi e credendosi intellettuale, colta, intelligente acquista ebook e Kindle (indipendentemente, bada bene, se continua ad acquistare anche libri "veri"), soprattutto se si tratta di un insegnante, di un educatore, rappresenta un passo avanti verso la fine...

      Scusa anche a me il mio "sfogo", e la mia lunghezza, è solo perché con te ho modo di completare meglio il mio pensiero...

      A parte questo, mio caro, tu sai che per principio di libertà e rispetto non sollecito mai, tuttavia io spero tanto di poterti risentire, qualche volta, qui o dove crederai opportuno, anche in privato... Se crederai opportuno, beninteso!

      Un caro caro abbraccio...

      Marianna

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    2. Forse prima riguardo ai social e alla tecnologia mi sono espresso male, oppure ho semplicemente omesso qualcosa...
      Ecco perchè aggiungo questo piccolo commentino.
      Anche secondo me i social, se utilizzati correttamente (quindi, per dire e comunicare cose sensate e utili alla collettività), sono uno STRAORDINARIO mezzo di comunicazione. Innovativo, quantomeno.
      Il problema è che nella maggior parte dei casi sono utilizzati per cazzeggiare, per fare i fenomeni, o per vivere una sorta di "second life" parallela alla vita reale.
      Anche io amo, apprezzo e utilizzo pressochè tutti i prodotti Apple, e me la cavo abbastanza a livello di informatica. Non sono al tuo livello, eh... sia chiaro !
      Per quanto riguarda la persona alla quale ti riferisci, naturalmente ho capito chi è.
      A livello pubblico, quindi qui, senza nascondermi, mi schiero APERTAMENTE dalla tua parte.
      Le applicazioni per contare il numero di persone che ti "defollowano" rientrano nelle "cagate assurde" citate in precedenza.
      Per concludere, dico che se sono qui è perchè ti apprezzo sia come persona, sia come "talento".
      La cosa più importante di tutte, per me, è ricordarti di non buttare via il dono che ti ha fatto la natura.
      Perchè essere capaci e intelligenti è una responsabilità, soprattutto oggi.
      Una dattilografa del tuo livello è rara da trovare, credimi.
      Buona Serata.
      A presto.

      Luca

      Elimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.