«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 3 gennaio 2015

Non fu il vento


Amiche care, amici,

ancora un buon inizio Anno a tutti voi…


...E io ritorno ai miei luoghi consueti, alle mie atmosfere più amate, a questi tempi estivi in riva al "mio" lago (il Lago Maggiore, nei  territori tra Arona e Stresa), e al ricordo di questo violento fortunale, che bruciò gli alimentatori del televisore e le linee telefoniche di tutta la zona, e sconquassò il tetto di casa, tanto da rendere necessario un urgente intervento nei giorni successivi.
Avvengono così, in quei paraggi, i nubifragi estivi, improvvisi e sfrenati, come quelli, altrettanto furiosi e imprevisti, che a volte ci sconvolgono l'anima.
E forse questo selvaggio scatenamento degli elementi è uno dei fascini di questi luoghi, che nonostante la pesante urbanizzazione e la pressione turistica ormai secolare, conservano una loro selvaggia purezza, specialmente se vissuti, come è mia fortuna farlo, dalle pendici più appartate ed elevate, meno frequentate.
Il Paesaggio è per me, anche grazie alla mia formazione figurativa, di grande ispirazione. Il vantaggio, o meglio la diversità della Poesia rispetto alla Pittura e all'illustrazione , sta nel fatto che ciò che in pittura è oggettivo, quasi concreto, un tangibile aggrumarsi di tinte sulla tela, in poesia ciò che si può cogliere è il respiro, l'atmosfera, il modo in cui quelle visioni, quelle sensazioni si depositano nella nostra anima.

Vi propongo dunque questo mio "quadretto", trepidando un poco come di consueto, e affidandomi alla vostra indulgenza, con amore.

M.P.





Non fu il vento
(Tempesta sopra il lago)

 

Non fu il vento, il turbinoso vento
con il suo affanno ansioso e audace
a precorrere le ore e a annunciare
quell'inatteso così immediato ritorno.

Non fu nemmeno l'inquietudine sospesa
del frullio delle betulle scintillanti
tra i sibili dei rami bianchi come
madreperla, poiché tutto era pace.

Non fu lo stupore degli sguardi quatti
dei gatti affrettati ai loro covi consueti,
né le pupille di vetro scuro degli uccelli
sbarrate nel presentire il suo grido

via via farsi vicino: no, nessun canto
sommesso o furioso, nessun eloquio
sereno o minaccioso giungeva
dalla palude che ne predicesse l'arrivo.

Soltanto, un malessere vago e tenace
mi scuoteva il petto come un singhiozzo
interrotto, e un fremito trepido nel ventre
ardeva nel cuore d'una febbre crescente.

Pensavo d'essere io turbata
di essere io ammalata e dolente,
perché nello sfiorarti le guance
ti avevo sentito d'improvviso assente

già così assurdamente da me distante.
Pensavo fosse il disagio di essere sola,
con la ferita che mi tagliava l'anima
come uno sfregio sul viso. Invece:

Tutto si sciolse, alle tre del mattino,
quando un bagliore, improvviso,
schiantò l'edificio intero e me stessa
preda del mio tormentato torpore.

Venne il cielo, e si abbatté sopra il tetto,
e la luce si frammentò in migliaia
di abbaglianti saette, e la voce possente
del vento curvò le betulle come fuscelli.

E infine, come un colpo di colubrina
dalla torre a mezzogiorno, venne l'urto
che mi fece vacillare, e per un istante
dubitare della mia stessa coscienza.

La tempesta sopra il lago, immane
come un drago ancestrale che ci assorda
e ci investe di gelide fiamme, sorse
da dietro i colli, e mi travolse.

Convulsamente mi aggrappai alle coltri,
non per terrore, anzi: perché troppo
affascinava tutto questo fragore
tutto quel che in me era di strega,

abbandonata da sola al suo rogo.



Marianna Piani
Nebbiuno, 4 Agosto 2014

4 commenti:

  1. Cara Mari,
    E’ vero ciò che affermi, un quadro VERO e proprio, è un’opera d’arte immediata :
    Ti si apre un mondo di fronte agli occhi , ma seppur ricca di mille sfaccettature, l'immagine dipinta rimane sempre quella, in fondo.
    (A proposito : visitate DI PERSONA i musei, non virtualmente da dietro uno schermo ! )
    Come forse saprai, una delle caratteristiche che apprezzo maggiormente riguardo le tue composizioni, è la loro “immediatezza” visiva :
    Non è per niente facile essere immediati, soprattutto quando si scrive.
    Non so davvero in che modo tu riesca a farlo in maniera così credibile, ma è come se scrivessi dipingendo.
    Le tue composizioni arrivano al cuore e al cervello del lettore mediante la dolcezza turbolenta della tua anima, l’immediatezza e la sconfinata grandezza della tua immaginazione, e la “visione” di ciò che ti si pone innanzi di volta in volta ispirando la tua scrittura.
    Ed ecco allora che, come per magia, se chiudo gli occhi riesco a “sentire” soffiare il vento che sibila tra i rami, a “vedere” il fuggi - fuggi impaurito degli animali, ad “associare” le pupille scure degli uccelli sbarrate nel presagire qualcosa di “poco piacevole” ma incombente alle tue pupille grandi e nere, il tuo malessere vissuto in totale solitudine - come nella maggior parte dei casi - in ricordo di una persona amata ormai lontana, perduta (…già così assurdamente da me distante).
    Leggendo i successivi versi,
    “…con la ferita che mi tagliava l'anima
    come uno sfregio sul viso…”
    Istintivamente, li ho associati ad un lampo, e guarda caso, poco dopo narri appunto la furia del temporale che si abbatte sull’abitazione nella quale alloggi.
    Il finale è in pieno stile “Mari Piani”:
    L’essere affascinati dal pericolo, dal rischio, è associabile nella vita quotidiana al buttarsi sempre a capofitto e a cuore aperto in ogni situazione - nel tuo caso, soprattutto di natura affettiva - lasciandosi travolgere totalmente confidando nella loro eternità o comunque nella loro concretezza, senza per questo scappare, porta appunto a soccombere nella maggior parte dei casi, come una strega che brucia nel suo rogo.
    L’essere così, conduce inevitabilmente la persona in questione attraverso numerose “tempeste”.
    Appunto, tempeste :
    Poco fa ho parlato del finale, in realtà anche il titolo è in pieno stile Mari Piani, e risulta ai miei occhi molto, ma molto credibile :
    “Tempesta sopra il lago / Tempesta sopra Marianna”.
    L’associazione non è poi tanto lontana… No ?
    Magari ho sbagliato in pieno, e ti chiedo scusa.

    P.s. Anche io amo molto la figura del lago, trovo sia veramente un luogo magico.
    Non ho mai fatto il bagno in lago (mi farebbe abbastanza senso, per utilizzare un eufemismo),
    però quando si vuole staccare da se stessi, credo sia difficile trovare un posto migliore.

    Un saluto e un abbraccio.
    Buon Sabato Sera !

    Luca

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Luca,

      come sai chi scrive, anche da dilettante e senza velleità letterarie come faccio io, e rende "pubblico" il suo pensiero (questo significa letteralmente il verbo "pubblicare" che io uso per queste mie cosette) ha un solo cruccio: riusciranno le mie parole, i miei colpetti di pennello - per rimanere nella metafora pittorica - a raffigurare agli occhi di chi legge le immagini, le sensazioni che io vorrei comunicare?
      Quello che tu fai qui è darmi la percezione, il grande conforto, che ciò stia avvenendo, in questa composizione almeno.
      Io non sono e non vogloio essere ermetica o informale, non è il mio territorio. Il mio proposito è il medesimo di quello di un "illustratore" - guarda caso, il mio primo mestiere nella vita, coma sai - di fare in modo che le mie immagini, il mio pensiero, le mie emozioni "raggiungano" chi desidera farsi raggiungere.
      Ovviamente nel fare questo il rischio costante è quello della oleografia, del banale, del kitsch, e per riuscirci occorre dare fondo ai propri strumenti tecnici e, se c'è, al proprio talento.

      Ultima cosetta, per alleggerire: io sono nata sul mare, e nel mare sono una vera Ondina... Nell'acqua leggera e non salmastra del lago io mi sento una cagnetta affogata, devo agitarmi come una disperata per stare a galla.
      Il lago per me è forse il luogo più romantico dove pensare di potere farla finita... E non è che non ci abbia pensato...

      Ma no, il lago è anche foresta, picchi dorati e percorsi solitari fino a vedute inimmaginabili!

      Grazie, mio caro, a presto (spero)

      Marianna

      Elimina
  2. In the presence of absolute perfection
    no comment, is the best comment ...!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. How better, my God, can I reply to this comment
      if not with a "no comment" comment... And Love?

      Tua
      Mariannina

      Elimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.