«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

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«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 25 aprile 2015

25 Libertà: 70 e una Storia


Amiche care, amici,

oggi, 25 Aprile, è una ricorrenza che ha uno speciale valore per me, al di là di retoriche e di rituali di facciata. Sinceramante non me la sento oggi di pubblicare una delle mie cosette, preferisco fermarmi un istante a riflettere su questi valori, e il significato che hanno per me, e per tutti noi.

Per me conta la parola "LIBERAZIONE", vale a dire la conquista simbolica e reale di una perduta LIBERTA'.
Ho già avuto modo di dire su queste pagine come questo per me sia il valore più grande, come in biologia lo è la luce, senza la quale non vi è ossigeno, e non vi è vita.
Proprio questo è per me il significato di questa giornata, e delle Memorie che custodiamo gelosamente con noi, perché esse sono il baluardo di questa nostra nostra libertà.
Abbiamo avuto la fortuna, noi della mia generazione, di nascere nella libertà e in un periodo, più o meno tormentato, essenzialmente di pace. La Libertà è un poco come la salute, non la si considera così essenziale finché non la si perde. Per questo sono importanti queste date, perché ci portano alla memoria, con le immagini e l'esempio, i racconti e i luoghi, ciò che era quando la libertà era negata, e quanto è costato in vite, dolori, sangue il riconquistarla.
Io, donna, omosessuale, sterile, (ex)comunista, psichicamente instabile, mezza Ebrea (da parte di papà), artistoide e ribelle so di certo che non sarei sopravissuta a quella stagione, se avessi avuto la sventura di viverla. Ogni volta che ci penso rabbrividisco, pensando a tutto ciò che avrei potuto subire prima di trovare, finalmente, la morte, e a ciò che tante come me hanno nella realtà storica dovuto davvero subire, in quegli anni.

Per onorare questa memoria ho deciso di riprodurre qui un meraviglioso, spontaneo testo: non un'opera  "riconosciuta", un Fenoglio, un Levi, non letteratura, per quanto alta, ma un autentico ritaglio di vita, come una foto tolta dal cofanetto di casa, nell'occasione, con i volti familiari che ci somigliano, che fanno parte del nostro sangue, della nostra diretta realtà.
L'autrice è una amica cara, Rossella Catelli, che spesso mi viene a trovare in queste pagine, e mi ha colpito al cuore la semplicità, la serenità con cui ha saputo esporre questa storia, che ha il profumo, l'atmosfera della realtà vissuta, sia pure attraverso una tradizione orale indiretta di racconto, di trasmissione di valori e di pensiero.
Straordinario e esemplare il breve passo in cui, in poche righe, descrive l'irruzione del Tedesco, dell'Orco, in casa, davanti agli occhi sbarrati del suo papà appena ottenne, e tutto il trambusto seguito in casa, con la fortunosa fuga dei partigiani sul filo del rasoio della casualità, e poi, umanissima, la nota sulla parola di scuse del soldato, che ritrova in quell'abisso la sua umanità poiché, annota Rossella "forse anche lui aveva un figlio piccolo in Germania".


Davvero emozionante, degno di uno scrittore di grande potenza narrativa, e nello stesso tempo, segno di una "Pietas" assoluta, la forza più potente che si possa opporre alla barbarie scatenata…
Il racconto ha la forma di un piccolo poema in prosa, una forma di cui l'autrice è abilissima tessitrice, e anche questo aspetto, apparentemente formale, lo proietta in una dimensione mitica di grandissimo effetto emotivo.

Grazie Rossella, per avermi concesso il privilegio di riportare questo tuo scritto in queste pagine, grazie per averci regalato questi pensieri, queste riflessioni, queste emozioni

Con amore, grande, nella e per la Libertà


Milano, 25 Aprile 2015
Marianna Piani





Alcide Fiaccadori pestato dai fascisti, bisnonno
Cesarina Fiaccadori partigiana, mitragliata, zia
di Rossella



XXV LIBERTÀ
 

70 E UNA STORIA


C'è ancora quella casa
talvolta passando mi fermo e ricordo.
Non di me, di loro che le diedero vita.
Un casone come si usava dalle mie parti,
tre famiglie e una nidiata di figli
e conigli da crescere con l'erba dei campi,
qualche spiga di grano caduta nella mola
e ciocchi fumiganti nella stufa.
Quando c'erano!
La casa dei miei nonni;
lì sono nati mio padre e tre dei suoi fratelli,
gli ultimi due ebbero miglior fortuna
nacquero in una casa vera.
Di fronte a tanto sfarzo
divisa da un viottolo
una cancellata irta di filo spinato e guglie aguzze
in una bella villa liberty, confiscata ovviamente,
il comando di zona della Wehrmacht.

Quel che non sapevano quei crucchi
era che prima del coprifuoco in bicicletta
arrivava come uno di famiglia
il comandante di zona dei partigiani;
e appena buio
dal ciglio del canale che scorreva verso il mulino
dai campi, silenziosi e armati
giovani e non solo combattenti.
In quella casa s'incontravano
a progettare l'insurrezione al fascismo e al nazismo.
Credo che mio padre a otto anni avesse visto più pallottole che pane
e una notte visse un'avventura che a lungo mi narrò.
Forse allarmati da movimenti di zona,  forse consapevoli che stavano perdendo la guerra, questo non saprei dirlo, una notte mentre al piano di sopra era in corso una riunione, mio padre (bambino) scese a bere un mestolo d'acqua e si trovò nell'androne un tedesco con il mitra spianato.
La lingua non la capiva ma il tono si!
Chi c'è in questa casa?
Strillò talmente forte che parve una sirena... all'armi!
Nonna ci mise del suo correndo in soccorso del bambino e così fra un urlo e l'altro tutto il comando partigiano si dileguò nella notte.
Il soldato si scusò... forse anche lui aveva un figlio piccolo in Germania.

Andò bene quella volta !
Dieci giorni dopo
era il 24 Aprile
i partigiani entrarono in città.
Si aspettava orgogliosi i propri figli di ritorno dai monti in Appennino
Monte Sole, Brisighella e mille altri anfratti
dove dovere e patria vestivano la stessa veste
qualche schioppo ancora crepitava
qualcuno cadde inaspettato,
tardivo tributo alla libertà.
Fu una gran giornata per Reggio e per la democrazia;
di commozione e speranza, di rimpianto per chi non era più lì a viverla dopo averla a lungo sognata.
Nell'aria una melodia che aveva accompagnato quegli anni...

…O partigiano, portami via …Bella ciao, ciao, ciao ...



                                                       Dedicato a chi è caduto per noi




di
Rossella Catelli
@CatelliRossella
cat-paroleinlibert.blogspot.com
"70 e una Storia" - Parole in Libertà

5 commenti:

  1. Non credo di dover “aggiungere” molto a livello di commento, stavolta.
    Celebrare / ricordare il XXV Aprile con un testo molto "sentito" a livello personale come questo, è la cosa migliore :
    Significa RISPETTARE e ONORARE l'avvenimento.
    Rossella è Onesta. Diretta. Sincera.
    Sempre emozionata e rispettosa.
    Lo si intuisce dal modo in cui scrive e si esprime.
    Rispetto e ammirazione totale, da parte mia, per le Donne di valore come Lei.

    Libertà per tutti. SEMPRE.

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    1. Luca, parole impegnative le tue e te ne sono grata; spero di onorare il parere che hai di me.
      "Onesta.Diretta.Sincera"
      Spero di esserlo e sopratutto di continuare ad esserlo.
      Grazie di cuore Luca,in questo spazio ho avuto la fortuna inaspettata d'incontrarti , ancora una volta grazie a Marianna .
      Libertà per tutti.
      Sempre.

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    2. Sì Luca, anch'io sono convinta che Rossella sia come dici, Onesta, Diretta, Sincera. Oltre ad essere un animo artistico di tutto rispetto.
      Condividiamo, noi tre di certo, uno sconfinato amore per la libertà, per questo questa risorrenza la sentiamo davvero molto.

      Marianna

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  2. Omaggio più grande non potevi fare.
    Mi ha commosso leggermi sulle tue pagine e la premessa è un introduzione al tempo e ai tempi.
    Tuteliamo tutti insieme i valori che ci sono stati trasmessi , rinnoviamoli nel cuore , con amore .
    Grazie è poco Marianna
    un abbraccio forte.

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    1. La commozione, Rossella, è stata mia quando ho letto il tuo brano. Ho sentito davvero la vita palpitarvi dentro. Non so come spiegarmi, è stato come se fossimo assieme, fianco a fianco, accoccolate sul pavimento accanto al baule segreto della tua famiglia, e mi facessi vedere qualche foto privatissima, emozionante.
      Tra l'altro, Cesarina, anche se la foto non le rende certo tutto il merito, era bellissima.
      Che bella gente siete! L'Italia migliore!

      Un caro abbraccio

      Marianna

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