«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

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«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 11 aprile 2015

La tua mano



Amiche care, amici,

non sto per nulla bene in questi giorni, tuttavia non voglio rinunciare a questo appuntamento con chi ha la pazienza e la bontà di venirmi a trovare qui tra queste pagine.
Per me è così importante questo periodico incontro, perché mi fa sentire che ciò che faccio potrebbe avere qualche significato, per qualcuno di voi, e questo mi rasserena e solleva, e sa il Cielo quanto di ciò io abbia bisogno ora…

Oggi è il momento di una semplice e diretta composizione d'amore, senza altra finalità che quella di esprimere questo sentimento, scritta pensando a una persona che ho amato fino allo sfinimento di me stessa, con cui avevo sognato davvero la possibilità di un rapporto stabile e definitivo: "La tua mano" anche nel senso antico, quindi, di un ideale sposalizio, tra veli bianchi e gigli nei vasi, e amiche commosse, e testimoni, e manciate di riso all'uscita.
A volte l'eccesso di innamoramento e di passione pare impedire il conseguimento di un rapporto davvero solido e di lunga durata, forse perché squilibra la coppia in un senso o l'altro, o brucia per autocombustione, per il troppo calore irradiato.

Amiche dilette, amici, desidero condividere con voi, come di consueto, questa  breve lirica, appassionata, con amore.

M.P.







La tua mano


Sarò perennemente al tuo fianco,
questo è stato il mio voto, il giorno
stesso del nostro incontro.

Reggerò la tua stola, come fa un'ancella,
scosterò dolcemente il tuo velo
come fa la brezza dal mare

e come brezza ti soffierò una carezza
sul tuo volto lunare, e come il mare
poserò l'onda della mia passione

sulle tue labbra, risalendo in tempesta
fino alle scogliere della tua fronte
candida e ardita.

Mi inginocchierò ai tuoi piedi,
come una vestale, e ti aiuterò a sfogliare
le tue scarpine belle - come corolle.

E mi concederò ancora il privilegio
di poggiare le mie labbra sulle dita
fini e solenni dei tuoi piedi, nell'erba,

per incarnare tutta la mia devozione,
il mio culto, per te, mia unica fede.
Come lo sciamano s'annulla nel sole.

E alla fine del meraviglioso giorno
mi coricherò accanto al tuo sonno,
contemplando nel tuo volto il tramonto.

La tua mano allora, dormiente,
s'abbandonerà fiduciosa alla mia,
in pace, finalmente.



Marianna Piani
Milano, 16 Novembre 2014

7 commenti:

  1. Mari,
    Per me è davvero un piacere venire qui a leggere le tue composizioni, è un appuntamento al quale difficilmente rinuncerei :
    Mi permette di potermi confrontare con te, cosa che non posso fare quando, ad esempio, mi immergo nella lettura di un'opera scritta da un "grande" del passato.
    Come ti ho sempre scritto in privato, qui sul web sei la numero uno.
    O almeno, la "mia" numero uno, a livello poetico.
    Secondo me (opinione personale), non c'è nessuno preparato, appassionato, rispettoso e in gamba quanto te.
    Grande Talento implica Grandi Responsabilità.
    Concludendo questo mini-discorso,
    Non sono nè buono nè paziente : ti sono (solamente) davvero grato.

    Parlando della composizione,
    è incredibile la mole di Amore che emana !
    Nel corso di essa, parli di "privilegio". "devozione", "culto", mentre nell'introduzione hai parlato di "eccessivo innamoramento".
    Chi AMA veramente non può amare a metà, "in misura contenuta" diciamo.
    Amare vuol dire annullarsi, sfinirsi, concedersi completamente ed essere devoti alla persona amata.

    Il finale, come (quasi) sempre, mi ha colpito.
    Soprattutto l'utilizzo dell'aggettivo qualificativo "dormiente".
    La mano della persona amata, una volta addormentata, dunque senza apparente coscienza, si abbandona FIDUCIOSA alla tua, in pace.
    Finalmente.
    Come se, da lucida, non nutrisse la fiducia necessaria nei tuoi confronti, o semplicemente non volesse lasciarsi andare completamente (a differenza tua), vivendo a pieno il vostro rapporto.
    Sono costanti, nelle tue composizioni, il distacco dal mondo esterno, la ricerca della "pace" e della "profondità" di un sentimento derivanti dalla perdita momentanea di coscienza.
    ... In pratica, tornando al discorso principale,
    E' costante, in te, la voglia di Amore.
    Amore vero. E ricambiato.
    Voglio credere che in giro ci sia un'altra persona come te.
    (Parlo di "essere" realmente e totalmente come te, non solo per finta).
    Prima o poi, incontrarai la tua "Sposa":
    E che fortuna avrà quella Donna !
    Non sa ancora quanto sarà fortunata !
    Che bello sarebbe, tra pochi anni, saperti sposata,
    sapere che la cerimonia si è svolta tra veli bianchi e gigli nei vasi, amiche commosse, testimoni e manciate di riso all'uscita !
    Non perdere MAI la speranza.
    Perdi tutto quello che vuoi, ma Lei non perderla MAI.

    Ti lascio con una colonna sonora d'eccezione :

    Una canzone fresca fresca, uscita da poco, già prima in classifica pressochè ovunque.
    Il testo esula dal contenuto della tua Poesia (è dedicato alla memoria di un attore morto), però il titolo e il ritornello mi sembrano davvero centrati.
    Ascoltala e capirai.

    https://www.youtube.com/watch?v=RgKAFK5djSk

    Un abbraccio.

    Grazie, come sempre, per il tuo lavoro.

    ----------------------------------------------------

    "Come lo sciamano s'annulla nel sole"...





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    1. Caro Luca,

      la tua lettura è sempre sincera, quasi severa a volte - giustamente - eppure sempre così rispettosa, appassionata, appassionante, e totalmente libera da ogni pregiudizio.
      Che dire, spero davvero di meritarmi "lettori" come te, e anche altri, così pieni di fiducia nei confronti della mia scrittura. Una fiducia che spero di non deludere mai.

      Mi soffermo solo un istante proprio sul finale, su cui credimi ho lavorato molto.
      La tua interpretazione è perfetta, ma sono certa che non ti sarà sfuggita la velata, ma voluta, ambiguità: chi è in pace, veramente? La mano della mia compagna, assopita, oppure la mia? Oppure entrambe?

      Un caro abbraccio!

      Marianna

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  2. Secondo me è in pace, veramente, la TUA mano.
    L'ho affermato anche nel commento di cui sopra, al passaggio :
    "Sono costanti, nelle tue composizioni, il distacco dal mondo esterno, la ricerca della "pace" e della "profondità" di un sentimento derivanti dalla perdita momentanea di coscienza".
    E anche poco prima, sottolineando "a differenza tua"...

    Ti rispondo anche per dirti che sono rimasto colpito dalle modifiche (importanti) che hai effettuato al testo.
    E' tua abitudine rivisitare le Opere una volta pubblicate, la tua peculiarità sta nel fatto di non "snaturarle" :
    Rileggendo il testo modificato, non si ha la sensazione di leggerne un altro, nuovo e inedito.
    Si ha la sensazione di leggere lo stesso testo, ARRICCHITO.

    Esempio # 1 :

    Hai sostituito "allora" con "ancora".
    Questo cambiamento non fa altro che rendere la composizione ancora (guarda caso....) più romantica e malinconica.
    Scrivi infatti :
    "E mi concederò ANCORA il privilegio
    di poggiare le mie labbra sulle dita
    fini e solenni dei tuoi piedi..."
    Il termine ancora, in questo caso, può avere svariate chiavi di lettura.
    Ne pongo in evidenza due, in particolare :
    1) Ancora una volta ? (malinconico)
    2) Ancora e Ancora ? (ripetuto nel corso del tempo, dunque romantico e sintomatico della ricerca di un sentimento duraturo).

    Esempio # 2 :

    Hai scambiato (per così dire) :

    "Contemplando il tuo volto nel tramonto"
    Con
    "Contemplando NEL tuo volto IL tramonto"
    Cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia.
    A livello matematico, è sicuramente vero.
    In Poesia, cambia eccome !
    Contemplare nel tramonto il volto di una persona, significa osservarlo con luce diversa, vederlo "modificato" dall'atmosfera che ci circonda.
    Contemplare il tramonto nel volto di una persona, può avere, come nel caso precedente, diverse chiavi di lettura.
    Come prima, ne porrò in evidenza due :

    1) Tramonto negli occhi in chiave malinconica.

    Vedere sul volto della persona amata il "tramonto", ovvero la fine del sentimento. Una sorta di tramonto "anormale", senza alba.

    2) Tramonto in chiave romantica.

    Utilizzare / considerare il volto della persona amata come "specchio" mediante il quale vivere, vedere, amare, apprezzando ogni singolo momento magico vissuto insieme. Ogni secondo, proprio.
    Pochi "momenti" sono più magici e intensi del tramonto, inoltre esso - fino a prova contraria o malinconia di turno - è garanzia di continuità :
    Ogni giorno, finchè il mondo esisterà, lui non mancherà MAI l'appuntamento.
    E qui, volendo, si può intravedere un collegamento con il discorso principale, ovvero il tuo sogno di amore eterno, duraturo e saldo.

    Gli altri cambiamenti che hai effettuato, riguardano più che altro la punteggiatura, ma sono lo stesso significativi.

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    Risposte
    1. Luca,

      lo sapevo, lo sapevo che non ti sarebbero sfuggiti i miei interventi!...
      Io considero una composizione poetica come un organismo vivo, in costante mutazione. Per questo in fondo, nonostante il mio amore sconfinato per i Libri Veri, amo questo mezzo di "pubblicazione", perché mi consente di continuare a mantenere la vitalità delle mie composizioni. Raramente mi capita di raiccostarmi a una mia composizione senza trovare almeno qualcosa, anche un minimo dettaglio, che richiede un mio aggiustamento.
      Un libro invece è "definitivo" (o quasi) e fissa la scrittura per sempre, come un fiore in un erbario.

      In questo caso particolare, complice il mio malessere, ho pubblicato nonostante non sentissi di aver finito del tutto il lavoro di prima revisione, e quindi gli emendamenti in corso d'opera sono stati forse un poco più sostanziali del solito, anche se, come osservi tu, assai di rado ciò significa per me stravolgere il senso del lavoro originale: l'ispirazione prima va sempre preservata, se possibile.

      Ti (vi) devo anche dire che alcune di queste modifiche le devo all'intervento di un amico e fine poeta di suo, A.T., che mi ha segnalato un paio di punti di squilibrio nel testo. Come sai bene, io non sono "sicura" in nulla, tranne nella mia scrittura, per cui quando accolgo in tutto o in parte un suggerimento, anche autorevole, significa che centra un problema o un argomento reale per me, che si impone da sé solo. E penso che occorra una grande sensibilità e affetto per farlo. Per cui approfitto dell'occasione per ringraziare, assieme a te, anche lui.

      Per il resto la tua lettura è sempre più precisa e quasi "scientificamente" analitica.
      Io apprezzo in particolare come hai notato e colto il senso del mio intervento sul verso XXIV: ci ho lavorato davvero molto, e ci tenevo tantissimo che fosse accolto, proprio come hai fatto tu.

      A presto

      Marianna

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  3. Strano , non riesco a postare i miei commenti

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  4. Oh , ora si ! Perdona ma ho problemi tecnici da qualche giorno.
    Tornando a noi,sono felice di averti ritrovata dolce come sempre,femminile. Marianna che non nasconde,ne l'ha mai fatto il suo bisogno di dare amore e riceverlo potenziato dal donarsi,dall'abbandono sincero.
    Bellissima poesia ; ti chiedi se il tuo comporre possa avere un senso...da parte mia e credo non solo,ti rassicuro. Senso ne ha tanto,è una carezza alle nostre vite avvizzite nella quotidianità.
    Sono preziose le immagini che fai vivere nelle tue parole e ti ringrazio di cuore.
    con grande affetto
    Rossella

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    1. Cara Rossella (tra l'altro, te l'ho mai detto? Che nome stupendo, lo adoro!)

      Mi dici cose davvero emozionanti.
      Paragoni la mia scrittura a una carezza: credo sia la cosa più bella che mi sia stata detta. Grazie.
      Sapere che ciò che facciamo ha un senso per qualcuno - e tu da artista lo sai bene - ci dà davvero l'energia spirituale per procedere nel nostro cammino, di studio, di ricerca, di narrazione.

      Sappi che ricambio il tuo affetto con altrettanto affetto, moltiplicato per otto: quante sono le lettere del tuo nome (e del mio).

      Marianna

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