«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 30 maggio 2015

Contronatura


Amiche care, amici

oggi vi propongo una piccola composizione dedicata alla mia "diversità" e all'oggetto del mio amore, e suscitata da ciò che a volte mi capita di percepire attorno a me del giudizio da parte certe altre persone,  in tempi e in una società in evoluzione ma ancora non matura su argomenti del genere. Ero ancora molto depressa, all'epoca, per la fine di una storia di quelle importanti, che pensavo sarebbe sfociata in un "per sempre", e invece si era interrotta bruscamente poco prima. Lasciando numerose ferite da cicatrizzare nella mia anima e tracce su queste pagine.
Proprio in quei giorni, poi , mi era capitato di dover reagire pesantemente in ufficio su un apprezzamento nei confronti di una collega, per di più in quel momento assente.
È incredibile che in un ambiente di lavoro come il mio (per intenderci, dove arte, creatività e libertà dovrebbero regnare padroni ed essere percepiti come sinonimi) càpiti di sentire ancora certi discorsi, e, quel che fa più male, per bocca anche di donne, per di più di livello intellettuale apparentemente superiore. Io ho sempre tenuto riservato, in questo ambiente, il mio privato, affettivo amoroso o sessuale, anche se tutti più o meno "lo sanno". Il dialogo in questione infatti lo avevo colto per caso, in una di quelle occasioni in cui capita di "non poter non sentire", perché nessuno entrerebbe in un discorso del genere davanti a me. Ma naturalmente quel velenoso accenno nei confronti di una collega non presente - penso che possiate immaginare il tono del discorso: Maschio: "Ma guarda che Xxxx è lesbica!" Secondo maschio: "Ma dai, non ci credo!"  (risatine, pacche) Donna: "No, dai… ma io lo avevo sospettato, da tempo" eccetera - mi aveva mandato sulle furie. "Eh, lo so bene che una fica così avreste voluto ciucciarvela voi!" intervenni con acido sarcasmo e studiatamente molto al di fuori del mio linguaggio abituale, nel silenzio raggelato dalla sorpresa, perché appunto non avevano notato fin lì la mia presenza. E me ne andai.

Questa composizione è nata così, tra uno sbotto di rabbia e la malinconia dolente di un abbandono.
Lasciate perdere ora il piccolo aneddoto, a tutti noi capita di incontrare giornalmente soci, membri attivi e sostenitori della Grande Società degli Idioti (GSDI), e per fortuna, al di là dell'irritazione momentanea, le cose importanti, o davvero gravi, sono altrove. Vale a dire nell'amore che sappiamo dare e ricevere nella nostra vita, indipendentemente all'oggetto del nostro amore, e al prezzo di dolore che a volte, nei nodi primari della vita, esso può procurarci.

Vi offro questo "madrigale in nona rima" all'uso antico, amiche dilette e amici cari, come di consueto, con grande amore.

M.P.





Contronatura



Io l'ho veduta, questa creatura,
e dal primo istante io l'ho voluta.

E ho amato quegli sguardi chiari
come i cieli dell'Estate, li ho amati
come ho amato
il tramonto nei suoi capelli,
i petali schiusi di quelle labbra,
il respiro fresco del suo seno d'alba,
le radici salde dei suoi piedi
belli come rami in fiore
in cuore al prato.

E ho amato
più che mai i suoi abbandoni,
tra le eriche fiorite in fronte al lago,
le mani sue che cercavano ristoro
tra i miei capelli
come la pioggia irrora
le chiome dei salici
di fili d'argento e oro
e vapori di tramontana.

E ho amato il suo pensiero
che mi seguiva come il volo
d'una rondine segue il sole;
le stelle ho amato delle parole
che pronunciava sul mio nome,
luccicanti esperidi evasive
delle fulgenti nostre notti estive;
e il frullo delle sue ciglia sulle mie guance,
ali di una farfalla che mi destava, intrigante.

E ho amato
d'un amore senza fiato
l'enrosadira delle sue gote
al salire della passione
come gli sguardi delle mie cime
al discendere del sole;
il profumo ho amato alla follia
della sua casta, impura,
spalancata dolce rosa.

E c'è chi dell'amare questa creatura
crede sia per me cosa
contronatura.


Marianna Piani
Passy, 22 Dicembre 2014


5 commenti:

  1. Prima Parte :

    Inizialmente, avevo pensato di aprire il commento citando alcuni versi di Saffo.
    Poi, ci ho ripensato : non solo sarebbe stato un déjà vu rispetto alla volta scorsa, quando avevo citato Plath e Dickinson, ma sarebbe stato anche troppo "pesante" come paragone, avrebbe rischiato di spostare l'attenzione verso altri lidi, non permettendomi di mettere totalmente in evidenza quella che, personalmente, considero una delle "chiusure" migliori che tu abbia prodotto :

    "E c'è chi dell'amare questa creatura crede
    sia per me cosa contronatura".

    Sicuramente chiude la composizione, ma allo stesso tempo "incita" il lettore a riflettere, quasi lo obbliga a farlo. Non una riflessione scontata, ma profonda.
    Personalmente, non ho mai "sentito" la voce concreta e squillante della natura umana.
    Voi l'avete mai sentita ? Vi ha mai parlato in prima persona ?
    Si è mai espressa ? Vi ha mai indicato espressamente la via ?
    Vi ha mai detto : "Non dovete farlo, è peccato !"
    Se l'ha fatto con voi, io dormivo. Non ho mai sentito né colto le sue indicazioni.
    Ho sempre e solo sentito, purtroppo, "la voce" degli esseri umani, esseri né più né meno al mio e al nostro livello, alzarsi sempre più di volume, aumentare di intensità nel corso degli anni.
    Cosa provate quando ascoltate una canzone a volume altissimo ?
    Non so voi, ma a me da fastidio.
    Non sento più la canzone in sé, non riesco più ad apprezzarne la bellezza, sento solo rumore.
    Il rumore assordante non ammette replica : si sente solo lui, è un qualcosa di assoluto. Ignorante !
    E' paragonabile al pregiudizio, non trovate ?
    Anch'esso non ammette replica. E' così e basta. Medioevo !
    La voce, la parola, "le leggi", le indicazioni, i proverbi, i luoghi comuni e, appunto, i pregiudizi, hanno surclassato i sentimenti e la vita stessa. Oggi si è quasi terrorizzati dall'essere se stessi *, perché poi, sai, cosa possono pensare gli altri ? E la "bella figura" tanto cara a noi italiani, dove va a finire ?
    …Gli altri chi, però ? Chi sono questi "altri" ? Li conosciamo davvero, CI conoscono davvero ?
    Oppure, ci conoscono e li conosciamo per "circostanza", per abitudine, per obbligo (penso ai tuoi colleghi, e al fatto che difficilmente li vorresti frequentare al di fuori dell'ambito lavorativo, se non, appunto, per un aperitivo "di lavoro").
    Ma questo argomento lo tratterò tra poco.

    Continua...

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  2. Seconda Parte :

    Mi permetto, ora, di prendere in prestito il titolo da te utilizzato, "contronatura", per scomporlo, mescolarlo, e proporlo mediante altro ordine :
    "Natura Contro".
    La Natura Umana non si scosta più di tanto dalla "Natura" vera e propria.
    (Un accostamento che mi sono sentito di poter mettere in atto, visto che la tua composizione, come sempre, tira in ballo la bellezza e il fascino della Natura" in sè paragonandola alla bellezza della Donna amata).
    Un albero, un fiore, una pianta in primavera danno il meglio di loro stessi, sono nel pieno delle loro forze.
    Però, l'autunno e l'inverno sono in agguato : perderanno le foglie, rimarranno spogli e spoglie, senza poterci fare nulla.
    Lo stesso accade a noi esseri umani, con l'unica, fondamentale differenza che, diversamente delle piante, una volta giunto "il nostro inverno", non rivedremo più alcuna primavera :
    Il tempo passa, passerà, e moriremo. La stessa "natura" che ci ha permesso di nascere, ci ucciderà.
    E' contro di noi fin da quando emettiamo il primo grido appena nati, anche se non ce ne rendiamo conto.
    Quindi, * e qui torno all'accenno di prima, mi pare il minimo, durante questo brevissimo e ridicolo tragitto sulla Terra, sentirsi LIBERI di essere se stessi a livello di emozione, eccitazione, AMORE.
    Siamo già incatenati (seppur in maniera invisibile) riguardo tutto il resto, lavoro in primis, a prescindere dal fatto che lavorare oggi è un privilegio.
    L'amore (vero) non può e non deve essere giudicato, etichettato, deriso.
    Il paradosso derivante da un'eventuale derisione è che la "Natura Umana" pone le sue fondamenta proprio nell'amore.
    Offendere psicologicamente una persona, schernendo e attaccando la sua libertà di amare chi vuole, come, dove e quando vuole, e di soffrire per amore, significa rinnegare il concetto di vita e di umanità.
    Significa essere morti senza accorgersene.
    Significa sopravvivere per inerzia, avere una vita vuota, vuotissima, tristissima.

    "Io l'ho veduta, questa creatura,
    e dal primo istante io l'ho voluta".

    L'hai voluta. Punto e basta. L'hai desiderata. Ti sei sentita attratta da lei.
    Qualcuno ha potuto impedirti "fisicamente" di osservarla ? Ha potuto ostacolare il tuo sentimento ?
    Ti ha impedito di amarla ?
    No.
    Era ciò a cui volevo arrivare. Il rumore può assordarti, ferirti, farti male alle orecchie e alla testa.
    Può distrarti, può renderti insicuro, può terrorizzarti. E' ciò che vuole in fondo… **
    Lo fa per invidia. La terribile invidia che prova nei confronti di chi ha avuto il coraggio di accompagnare l'essenza all'apparenza. Di chi ha avuto il coraggio di dire "io sono" senza neppure parlare.
    E' privilegio di pochi, pochissimi, riuscire a farlo !
    **Ti spinge e costringe a tapparti le orecchie e a guardarti dentro.
    Ed è fantastico, guardandosi dentro, scoprire che nessuno, neppure lui, è in grado infettarti il cuore, organo vitale e "puro".
    Ciò è garantito e sancito dal fatto che, alla visione della persona amata, il nostro cuore inizia a battere all'impazzata, facendoci sentire vivi più che mai, togliendoci il fiato.

    "E ho amato
    d'un amore senza fiato l'enrosadira delle sue gote
    al salire della passione
    come gli sguardi delle mie cime al discendere del sole ;"

    Ho posto in evidenza questi versi non solo per la loro bellezza, ma anche per il richiamo alla magia dell'enrosadira, da te paragonata alla colorazione costante delle gote della persona amata durante l'atto d'amore.
    Magnifico dipinto, davvero.

    P.s. Onestamente, la società è in evoluzione solo all'estero.
    Qui in Italia, non so tu, ma io vedo regressione costante e progressiva. Nient'altro.

    "E ho amato più che mai i suoi abbandoni, tra le eriche fiorite in fronte al lago"…

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    1. Caro Luca,

      sempre esaurienti, attente e rigorose le tue letture.

      A volte capita di dover affrontare argomenti difficili, rischiosi, poco "popolari", per così dire, e proprio per questo ho scelto questo titolo piuttosto aggressivo, in modo che non ci fossero fraintendimenti sulla natura dell'argomento, per chi volesse affrontare le lettura di questa mia cosetta.

      Dimostrazione ne sia che questo testo ha avuto un numero di "letture" fino ad ora di parecchio inferiore alla media, poco più della metà, tanto per un paragone, con la mia precedente, che già era una composizione di tematica difficile.
      Invece, per quanto io possa essere "giudice" obbiettiva dei miei stessi lavori, la ritengo una delle mie più interessanti, come sembra la ritieni tu, di certo una delle più aperte e dirette, che entrano più in profondità nel mio cuore e nel mio sentire.

      Tra le tante cose di cui devo ringraziarti è il cogliere ed evidenziare il senso di quella inconsueta "enrosadira", che forse solo chi frequenta le Alpi Orientali può conoscere e capire. È importante, per me, questo termine particolare , perché ha profondissime risonanze biografiche e personali, oltre a definire un particolare effetto pittorico impossibile da esprimere in altro modo.


      Grazie ancora, Luca, a presto

      Marianna

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  3. Cara Marianna , credo sia impossibile che l'amore in qualsiasi forma si presenti si possa definire contro natura; è la natura stessa che ci insegna ad amare tutto e tutti e l'intelligenza più della cultura impone di goderne.
    Come di un paesaggio,un dipinto,un brano di musica anche l'amore è un opera d'arte e non importa chi la firma ma chi l'ha creata.
    Grazie Marianna
    così sensibile anche quando ti sfugge un rimbrotto
    un abbraccio
    Rossella

    P.S.
    Ci sono persone di grande cultura e preparazione peccato che non l'applichino al quotidiano;inutili.

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    1. Grazie a te Rossella!

      Sai, a proposito dei rimbrotti, detesto sentire il sibilar di lingue alle spalle di una persona assente, e ancor più l'usare di categorie mentali imbecilli da parte di persone che dovrebbero essere di livello, magari a "capo" di un dipartimento creativo di una azienda importante. Gente che ti aspetteresti per definizione aperta e priva di pregiudizi.
      Hai ragione, ci sono persone di "cultura e preparazione", ma spesso tali dotazioni sono solo apparenza, pompa, ambizione. "Inutili", come dici tu. Gratti la sottile crosta di superficie, ed emerge lo stupido, l'ignorante, l'arrogante, e anche peggio.
      Non ti dirò, non qui, le molte amare micro-umiliazioni quotidiane che per la mia pur assolutamente mai esibita omosessualità devo subire e ingoiare. Da donna sono blindata, noi tutte ne subiamo a iosa anche solo in quanto donne, quindi me ne faccio una ragione e vado avanti.
      L'omofobia tuttavia è una forma di violenza e discriminazione subdola, serpeggiante, e io sono convinta che nelle sue forme più evidenti nasca prima di tutto - oltre che dall'ignoranza - da PAURA: paura di riconoscere davvero in sé stessi la propria reale identità, personale e sessuale.
      Grazie al cielo al mondo ci sono persone come te e come molte delle amiche e amici qui che davvero ignorano cosa sia il pregiudizio, e amano l'amore.
      Per natura.

      Grazie ancora, amica mia!

      tua
      Marianna

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