«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 14 ottobre 2015

Abbondanza


Amiche care, amici,

ero felice… O almeno così mi sentivo, in quei giorni di fine Aprile. La primavera era nell'aria, nel respiro, nel corpo, si stava aprendo una stagione di luce, di vitalità ed eccitazione.

Sapete, il mio male mi porta a momenti di grande esaltazione, seguiti da crolli verticali nella più scura depressione, e quello allora poteva sembrare uno di quei momenti di "alte luci"; ma in realtà non lo era, per fortuna.  Ho imparato col tempo a distinguere per tempo gli "attacchi" perniciosi del male dai più normali momenti alti o bassi emotivi, simili a quelli che a ognuno capita provare nella vita. Gli episodi di parossismo maniacale, come si chiamano tecnicamente, arrivano improvvisi, inattesi e affatto motivati da nulla che non sia un cortocircuito tutto e solo mentale, com poca o nessuna attinenza col mondo "reale" circostante. Questi momenti di felicità "normale" sono invece chiaramente indottida condizioni particolari, ambientali, affettive.
Nel mio caso la Natura è di certo la fonte più grande di gioia e serenità, le sensazioni che suscita in me sono sempre cariche di emozione e di piacere, spirituale, visivo, ma anche fisico, tattile, sensuale.
In questa composizione, strutturalmente semplicissima, ho cercato di restituire queste sensazioni, queste emozioni, come in un quadretto impressionistico, secondo una mia consueta predilezione nell'affidarmi alle immagini e alla loro evocazione.

Condivido con voi questi versi, di tono sereno, dove insolitamente per me quasi non ha spazio la malinconia.

Con amore, amiche dilette e amici.

M.P.





Abbondanza


Evviva, evviva quest'abbondanza!
No, non dico di tesori, o di quattrini,
né di bicchieri e piatti colmi:
dico di luce, di vita, di baldanza,
di sfrigolar di gente nelle piazze,
di pullular di rane negli acquitrini
lungo i bordi delle strade.

Dico il sole che s'avanza
cingendosi dell'alloro del trionfo,
arroventando l'asfalto delle vie
che s'incendia sotto gli assi
degli autocarri, dico della luce
che ci abbaglia rimbalzando
contro le lastre dei palazzi

che il bagliore manda in pezzi.
Dico i fiori che tracimano
nei prati, allagando d'oro

di topazio e di rubino
il nostro sguardo trepidante
mentre un cielo acquamarina
allaga ogni residuo spazio.

Dico il cielo degli amanti
che consumano il loro ardore
in letti sfatti di calore, copulando
irrorati dei loro dolci umori
fin sull'impiantito della cucina,
la passione ribollente nella pelle
contro il freddo delle piastrelle.

Dico il manto delle nebbie
che si squarcia al mattino
come l'abito che l'impazienza
ti lacera sul seno rivelando
in pieno sole il tuo bel petto
candido come il marmo fino,
palpitante come d'una colomba.

Dico i prati, i pasturi, i boschi
in rigoglio di violette e di siepi
di lamponi, i torrenti roridi
dell'acque dei ghiacciai più alti,
i voli quasi folli delle api
tra le aiuole dei rododendri
e delle rose rosse, inebriate.

Dico il mio stare al culmine del poggio
a osservar le rondini a cento e cento
turbinare come lucide saette
sopra il lago, e a pelo tra i canneti
e i salici secolari delle rive caste
rabbrividenti al deflagrare
delle fioriture di rododendri

e di rosse labbra adolescenti:
dico le ragazze dalle svelte gambe
di cerbiatte che sciamano cicalando
negli aifon in cima ai loro tacchi alti,
ridendo al mondo intero e alla vita
che le irrora di bellezza immeritata,
inspiegata, come le campanule nei prati -

queste frullanti Effimere sfuggenti.
Ecco: dico la Stagione dei fervori,
delle ortensie e degli amori
consumati in mezzo ai fiori
o nelle piazze cittadine
o sui pavimenti delle cucine,
o agli ingressi delle officine,

Dico di questa stagione esplosa
all'improvviso nelle vie
travolgendo come un rivo
impetuoso ogni anima,
ogni corpo, e ogni cosa.

Dico: evviva, evviva
questa splendida abbondanza!


Marianna Piani
Milano, 26 Aprile 2015

2 commenti:

  1. "Nel mio caso la Natura è di certo la fonte più grande di gioia e serenità".

    Anche nel mio...

    ***

    Molto bella la composizione, amo quando ti armi di tela e pennello - anzi, penna - e dipingi utilizzando versi.

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    Risposte
    1. Sì Luca,
      questo per me è certo il modo più "facile" e spontaneo di scrivere, senza sforzo, a volte mi pare di scrivere sotto dettatura. Sono le immagini, il paesaggio, le figure a dettare il testo...

      Marianna

      Elimina

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